<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705</id><updated>2012-01-22T07:07:29.497-08:00</updated><category term='TERZO GRADO'/><category term='PAPIRIA'/><category term='HALLUCIGENIA'/><category term='muzak'/><category term='TAPPETO ROSSO'/><title type='text'>CorpiMobiliVitreali</title><subtitle type='html'>IMPARA A SVEGLIARTI QUANDO SEI ADDORMENTATO
IMPARA A SOGNARE QUANDO SEI SVEGLIO</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>50</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-1282217215096466868</id><published>2012-01-22T04:34:00.000-08:00</published><updated>2012-01-22T07:07:29.515-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TAPPETO ROSSO'/><title type='text'>PER SPECULUM IN AENIGMATE - CONVERSAZIONE CON ROMEO CASTELLUCCI</title><content type='html'>&lt;div  style="text-align: center; color: rgb(153, 153, 153); font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style=" font-weight: bold;"&gt;terzo grado a cura di Manolo Magnabosco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br style="font-family: arial; color: rgb(153, 153, 153);"&gt;&lt;a style="font-family: arial; color: rgb(153, 153, 153);" href="http://pontederateatro.it/util/SqrThumbRect.aspx?nomefile=%5C..%5CUpImgDE%5Ccastellucci%201.jpg&amp;amp;latoH=300&amp;amp;latoLar=300"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 299px; height: 208px;" src="http://pontederateatro.it/util/SqrThumbRect.aspx?nomefile=%5C..%5CUpImgDE%5Ccastellucci%201.jpg&amp;amp;latoH=300&amp;amp;latoLar=300" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;M&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;anolo Magnabosco - Credo che sia anzitutto il caso di soffermarsi sul nome che questo corpo teatrale porta: Sul concetto di volto nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;figlio&lt;/span&gt; di Dio". Tutti si son concentrati sul 'volto', mentre se c'è un'analogia tra il volto del Da Messina e la scena, questa sta proprio nella filialità. E nell'abbandono da parte del padre. &lt;/span&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;br face="arial"&gt;Romeo Castellucci - Già nel titolo si mostra la simmetria-asimmetrica tipicamente biblica  del modello di tutti i rapporti: un padre e un figlio. Dio e Gesù,  rappresentati nel titolo e sul piano verticale dal ritratto di  Antonello, e un figlio con il proprio padre, rappresentati da quello  orizzontale del salotto borghese. &lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un piano sequenza di 45 minuti:  un padre e un figlio. La memoria corre ad Abramo, il padre chiamato a  sacrificare il figlio. Oppure, in questo caso, il figlio che si lascia  finalmente sacrificare dal padre. Un piano sequenza in tempo reale. Il  tempo si srotola come quello naturale, relativo all'azione e alla  esperienza dello spettatore, perché in definitiva è una esperienza che  appartiene solo a lui. L'azione si stende nel nastro temporale come un  semplice fatto perché non è ancora un dramma. Questa azione non entrerà  mai nella Storia: è routine. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E' questa la dimensione tragica  dell'azione: il silenzio e la banalità che la avvolge. Non ci sono  alture qui, non c'è la vetta del monte Mòria di Abramo, ma solo un  televisore al plasma, un tavolo di vetro e un divano, blister  medicinali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family: arial; color: rgb(153, 153, 153);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://www.iltitolo.it/giornale/images/stories/foto-rubriche/artisti-in-galleria/2011/volto%20nel%20figlio%20di%20dio1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 230px;" src="http://www.iltitolo.it/giornale/images/stories/foto-rubriche/artisti-in-galleria/2011/volto%20nel%20figlio%20di%20dio1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family: arial; color: rgb(153, 153, 153);font-family:arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Preme anche porre l'accento su un cardinale punto di fuga del lavoro, sul quale forse non ci si è soffermati abbastanza: a un dato momento Scarlatella va sotto le labbra del Cristo, baciandolo e al contempo formando prospetticamente un ideale dito indice (il dito di Dio?) che sigilla le labbra e invita al silenzio&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family: arial; color: rgb(153, 153, 153);font-family:arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:130%;" &gt;&lt;b&gt;RC -  &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E' una giustissima lettura alla quale non avevo pensato. Io avevo  notato che solo in questo momento ci si rende conto della differenza di  scala tra una persona reale e la gigantografia del Volto come a voler  ristabilire un senso di proporzioni e di grandezza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il Volto è  un fondale e come tale risiede e "riposa" in fondo alla scena,  imprimendo una spinta invisibile, ma fattuale, all’azione. Così grande è  una presenza che non è possibile relativizzare e "ridurre" a  scenografia. Funziona come un’autentica presenza. Lo sguardo del  Salvator Mundi fissa dritto negli occhi ciascun spettatore. Non è  possibile, in un certo senso, sfuggirgli.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family: arial; color: rgb(153, 153, 153);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L'idea che hai avuto  del silenzio è molto bella. Anche perché in questo momento avviene una  cesura nello spettacolo. Tutto diviene astratto, sincronico, sublimato  in pochi colpi di azioni. Tutto precipita e tutto si trasforma, uno,  due, tre volte, fino alla consegna finale aniconica di un doppio spazio  spoglio. Vuoto. Vuoto come il sepolcro. Il pavimento bianco appare senza  mobili e tracciato dai segni del colore lasciato dal cammino del padre  durante la scena (come si trattasse dei primi passi dell’uomo sulla  luna) che possono ricordare anche un quadro di Pollock.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-style: italic; font-family: arial; color: rgb(153, 153, 153);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;MM -Torniamo un attimo indietro. Tutta la prima parte del lavoro, la dissenteria incontenibile del padre anziano, risuona come una compassionevole traduzione del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mene Tekel Peres&lt;/span&gt; del profeta Daniele: un aspetto che continua a essere ciecamente costretto e trivializzato in un'ottica nichilista e unidirezionalmente scatologica, che invece il tuo teatro ha sempre aborrito e scongiurato...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;RC - La frase contenuta nel Libro di Daniele è centrale in tutto il mio  lavoro. Rappresenta moltissimo per me. In questo caso potrebbe voler  significare la "riduzione" dell'uomo a contenitore che si svuota sempre  di più fino alla morte. In un certo senso questa frase rappresenta il  compendio del destino dei viventi: ricordati quello che sei: tu sei questo. Sei carne. Sei putredine. Sei verme. Sei massa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Qui  non scorre il sangue dal capro che prende il posto di Isacco, perché il  sangue della vittima è sostituito dalle feci della dissenteria di un  vecchio uomo. Le feci dell'uomo. Il Libro di Qoelet ci ricorda che siamo  nati mescolati alle feci di nostra madre e che qui ritorneremo. Le feci  sono evidentemente una metafora della realtà. Sono la Cosa. La cosa,  alla fine dello spettacolo diviene, per quantità, totalmente  incredibile, nel senso che non crediamo più che si tratti di escrementi -   è mostrato l'artificio attraverso il quale le feci sono rappresentate:  un contenitore di plastica che il genitore si versa addosso, facendo  collassare d'improvviso la finzione. Ma ecco le prime ambivalenze: le  feci sono anche l'oblazione assoluta del bambino nei confronti della  madre. Appena il bambino ha l'intuizione del mondo produce  consapevolmente qualcosa di suo. Per un momento della nostra esistenza  le feci hanno rappresentato il dono unico, il distillato della nostra  stessa vita da consegnare come oblazione all'essere divino che stava  davanti a noi e dal quale dipendevamo: la madre. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Era tutto quello  che avevamo e lo abbiamo donato. Che strano ora che un vecchio uomo  alla fine dei suoi giorni ripercorra quegli stessi gesti. Questo vecchio  padre che li consegna al figlio il quale, sopraffatto, a sua volta si  rivolge al Figlio del Padre.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tieni padre, è tutto quello che ho. E’ tutto quello che sono. Sono la tua creatura. Amami.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://farm4.static.flickr.com/3591/3395201383_06c601897c.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 335px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3591/3395201383_06c601897c.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-style: italic; color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;MM - Hai altrove affermato che una delle molteplici chiavi interpretative della prima parte è il destino dei figli di ripulire la merda dei padri. Paradossalmente e per ironia della sorte chi ti sta attaccando in questi giorni trova deleterio e irrispettoso un messaggio che appartiene allo stesso Ecclesiaste (le colpe dei padri ricadranno sui figli)...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;RC - C'è anche questa lettura "politica", certamente. C'è una  superficialità che impressiona nell'uso delle Scritture che spessissimo  sono utilizzate a mo’ di maglio, per colpire, per giudicare. Io posso  avere commesso degli errori, certo; sono un sedicente artista ( anche se  odio questa parola) e in quanto tale compio errori. In certi casi  programmaticamente. Ma perché questo odio nei miei confronti? Ammettiamo  per assurdo che io abbia voluto irridere il Cristo…  ma perché odiarmi? Che senso ha? Se io avessi veramente bestemmiato perché non  abbracciarmi ancora di più e scrivermi messaggi di amore? Perché vedono  nemici da tutte le parti? E perché vogliono difendere Gesù (da che  cosa poi? dal mio amore?)? Non sanno che Gesù usò l'espressione "vade  retro Satana" proprio nei confronti di Pietro? …e sapete cosa voleva  fare Pietro in quel momento? Voleva dare la sua vita per difendere Gesù.  Come può un uomo difendere Gesù? Questa sì mi sembra, più che una  bestemmia, un terribile atto di orgoglio che vuole sostituirsi alla  misericordia divina.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Senza contare che a scongiurare la bestemmia c'è la mescita di inchiostro, che è una letterale emorragia delle Sacre Scritture. Ed è anche un sudario sul volto. Un sudario biblico, suggellato e sigillato da Tu sei il mio pastore. Il not sembra quasi volerne anticipare il seguito: io non vorrò...E' un'impressione esatta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="arial" style="color: rgb(153, 153, 153); "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p face="arial" style="color: rgb(153, 153, 153); "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;RC - Le impressioni sono sempre esatte (ma uno deve dichiarare che sono le sue…per assurdo potresti dire che  per te quelle sono feci, perché quello in quel momento ti appartiene, è  tuo…). L’inchiostro nero è certamente il sudario dietro il quale  sparisce il corpo. Un velo nero che scende sugli occhi. L’attimo stesso  della morte che Gesù ha fattualmente provato. È rimasto cadavere per  ben tre giorni. Tre giorni. E poi ha lasciato una stanza vuota. Ecco,  questo vuoto è la chiave di tutto. La chiave di volta che spazza via l’immagine del mondo e l’immagine di Gesù stesso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Bisognerebbe tornare a parlare di blasfemia. Il simbolo dei cristiani  cattolici è infatti una bestemmia: la croce: uno strumento romano  inventato per abbruttire e irridere le vittime. Ora è un simbolo, lo  portano nelle piazze. La corona di spine che è stata posta sul capo di  Gesù a sollazzo dei soldati romani che lo chiamavano re e gli sputavano  in faccia. Anche quella era una bestemmia e adesso è divenuta un simbolo  sacro. Gesù, ci ricordiamo perché era stato condannato? Perché era un  bestemmiatore. Si può andare avanti così. Non parliamo delle bestemmie  storiche per le quali scienziati hanno pagato con la vita. E quelle,  sante (Dostoevskij su tutti) contenute nelle opere d’arte di tutti i  tempi. L’elenco è immenso. Perciò quando sento la Chiesa  scomunicare  qualcuno per blasfemia mi viene da piangere, perché proprio loro  consegnano il loro Cristo mediatico-consolatorio e bidimensionale nella  desolazione delle comunicazioni, in mezzo ai varietà televisivi. Dov’è  il sacro rispetto di quel Volto?  Dov’è la lotta con quel Volto? Troppo  facile per me, ora, parlare della pagliuzza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0uw_pzNjs3Y/TrHY2FP-JXI/AAAAAAAAC-s/RSBcoO6F2YQ/s640/Sul-concetto-di-volto-nel-figlio-di-Dio-Th%25C3%25A9%25C3%25A2tre-de-la-Ville-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 328px; height: 287px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-0uw_pzNjs3Y/TrHY2FP-JXI/AAAAAAAAC-s/RSBcoO6F2YQ/s640/Sul-concetto-di-volto-nel-figlio-di-Dio-Th%25C3%25A9%25C3%25A2tre-de-la-Ville-1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - L'inchiostro e le lacerazioni che trasfigurano il volto a un certo punto rendono quasi baconiano il dipinto. Quindi lungi dall'irriderlo e annichilirlo, se ne raddoppia la valenza estetica, la disperazione, l'aspetto parabasico... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;RC - La lacerazione e l’inchiostro nero rappresentano certo un corpo a  corpo con quel Volto, come la meravigliosa immagine della scena muta,  notturna e per certi aspetti assurda della lotta di Abramo con l’angelo.  Qualcosa si lacera, si strappa: ma attenzione: chi o cosa si strappa? È  la tela o siamo piuttosto noi a lacerarci in questo momento?  Come se non ne potessimo più, in un autentico gesto catartico ci  “liberiamo” di quello sguardo, lo strappiamo letteralmente via perché ci  ha davvero visto. Troppo intimo, troppo vicino a me, troppo me,  troppo specchio. Dietro il telo c’è una scritta scavata nel nero del  legno e che si esprime attraverso la luce bianca. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;You are my shepherd.  You are not my shepherd. You are my shepherd&lt;/span&gt;. E poi il volto ritorna. E  poi scompare ancora. E poi solo il suono di uccellini che volano in una  finestra. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-style: italic; color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;MM - Parimenti, la sassaiola di granate lanciata dai bambini crea un duplice sfondamento di senso: da una parte il "Lasciate che i bambini vengano a me", dall'altra il "Chi è senza peccato scagli la prima pietra". E' una convergenza, una sinusoide tra due forme e forze di purezza...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;RC - La domanda mi sembra già una risposta. Per un effetto di luce le  finte granate (sono di alluminio: sono state dette una marea di cazzate  al riguardo...) mentre volano verso il ritratto danno l'impressione di  essere lacrime che cadono dal e sul ritratto. Il significato profondo di questo gesto è da rintracciare nella tradizione evangelica dei gesti della passione. Si tratta  evidentemente di una forma di preghiera diciamo antifrastica, come ce ne sono nella Bibbia, rovesciata di segno e che passa attraverso l’innocenza del gesto di un bambino (le armi sono evidentemente giocattoli e il gesto quello del gioco) che percuote quel volto proprio per risvegliarlo e riscattarlo in una forma di nuova e necessaria seconda passione; in un nuovo dialogo con l’assenza di quel Volto, richiamato dagli stessi gesti che lo consegnarono alla croce.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Come dice il salmo 88: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dio, non nascondermi il tuo Volto&lt;/span&gt;. L’idea delle bombe a mano giocattolo mi è arrivata da una famosissima, splendida fotografia di Diane Arbus, Child With Toy Hand Grenade In Central Park, 1962 - nella quale si vede un ragazzino esilissimo stringere una granata con un’espressione contratta di ironico furore. È una potente immagine sull’impotenza. Troppo  fragile, quel ragazzo, per sostenere anche solo quel gesto e quel  giocattolo, la dove è la mano vuota a esprimere la vacuità del furore  innocente. La foto della Arbus per me rappresenta un’icona contemporanea  della fame spirituale di questa epoca. Allora i riferimenti sono da una parte Antonello e dall’altra la Arbus.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://www.metmuseum.org/toah/images/h2/h2_2001.474.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 309px;" src="http://www.metmuseum.org/toah/images/h2/h2_2001.474.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial; font-style: italic;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;MM - &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-size:130%;" &gt;Le più oltranziste fazioni clericali si stanno puerilmente e pretestuosamente aggrappando a tue remote dichiarazioni su Lucifero enunciate ai tempi di Genesi from the museum of sleep. Il tuo proclama "L'Angelo dell'Arte è Lucifero" sta fomentando anche surreali accuse di satanismo. Vogliamo approfondire il costrutto per i sedicenti addetti ai lavori?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;RC - &lt;/span&gt;Quanta acribia nel certificare le loro condanne. Quanta tristezza.  Lucifero, certo. E allora? L’angelo più bello che ama Dio come un amante  e come un amante è geloso della creatura, di Adamo, e per questo viene  precipitato. Lucifero voleva l’amore di Dio tutto per sé. Lucifero-Prometeo. Come lui è, seguendo l’etimo, portatore di luce.  Lucifero è l’angelo dell’arte perché l’arte nasce dalla tragedia  dell’abbandono e del distacco. L’arte trova il suo fondamento nel  negativo, nella mancanza, nella vacuità di ogni risposta di fronte alla  domanda. La condanna dell’arte è quella di non poter dare risposte ma  formulare sempre e solo domande. Lucifero è colui che piange ogni minuto  di ogni giorno per aver perso Dio. Lucifero che piange ogni istante per  la nostalgia che lo brucia. Lucifero, certo. E allora? Lucifero che è  costretto a cercare un sembiante per trovare dimora tra gli uomini e con  questa cercare di avvicinarsi, di nascosto, di nuovo a Dio. Lucifero  che nell’apocatastasi (la ricapitolazione e il ristabilimento dello  stato originale, pensato dai Padri del Deserto) che sarà abbracciato e  riscattato di nuovo dall’ infinita misericordia di Dio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Io parlo  di Lucifero, non di Satana. Satana, quello, è un&lt;span style="font-style: italic;"&gt; loro&lt;/span&gt; bisogno storico,  una&lt;span style="font-style: italic;"&gt; loro&lt;/span&gt; impellente necessità. Non il mio. Come farebbe questa gente  senza il povero Satana? E se Lucifero è per me una figura malinconica  cosa significa? Che sono satanico? Ma per favore, smettiamola con queste  argomentazioni puerili. Cosa vogliono fare? Scomunicarmi? E allora?  Dimostrare che avevano ragione loro? E allora?  Cosa mi importa?  Mi  vogliono fare paura o mettere pressione? Vogliono pregare per me? No,  vi prego, non pregate per me, questo soprattutto no. Non mi piacciono le  vostre preghiere, i vostri piagnistei... &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="arial" style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="color: rgb(153, 153, 153);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Si rassegnino. L’artista regna supremo perché il suo regno è sottile.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-style: italic; color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:130%;" &gt;MM - Quel che è indicativo oltreché molto triste è che queste frange hanno paura di riconoscere che una rappresentazione sa essere più sacra e spirituale di una messa, che anzi rappresentazione e messa si equivalgono; che il palco può essere, è, un altare, che arte e sacro sono due sfere spesso inscindibili, che la pietas su cui poggia tutto il tuo lavoro batte quella, tutta ipocrita e orizzontale, dei separatisti che venerano infatti un Dio a loro immagine e somiglianza: forcaiolo, punitivo, censorio. Un simulacro in nome del quale si decide chi può vedere pensare dire cosa, si scatenano guerre sante...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:130%;" &gt;&lt;b&gt;RC -  &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quando leggo il Vangelo io vedo la forza operante dell’amore. Non aggiungo altro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-style: italic; color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;MM - &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-size:130%;" &gt;Dagli attacchi fatti si evince anche che ormai non si sta più difendendo Dio o Gesù, e nemmeno madre ecclesia, nemmeno un principio, ma solo ed esclusivamente la propria ottusa irriducibilità a esso, o peggio si sta sostenendo un ben preciso schema politico. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:130%;" &gt;&lt;b&gt;RC - &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non volevo dirlo ma è la mia stessa impressione. Oramai il mio  spettacolo –-che nessuno di loro ha visto - è solo un pretesto per scatenare  gazzarre isteriche allo scopo di difendere delle prese di posizioni fini  a sé stesse. Per vincere la partita più sterile che si può immaginare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Niente.  La chiesa è sistematicamente incapace di pensare l’arte. Non ce la  possono fare. Il novecento pare non essere mai esistito per loro. Si  registra un’ idiosincrasia pressoché definitiva tra arte e religione.  Pazienza. Vorrà dire che ci penseranno le gallerie d’arte ad  occuparsene.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-style: italic; color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;MM - &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-size:130%;" &gt;Che tutto questo stia accadendo in Italia non riesce a stupirmi, mentre mi dà da tremare che abbia avuto scaturigine proprio nella patria di Artaud. Sintomo di una svendita della propria progenitura culturale per un piatto di lenticchie...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:130%;" &gt;&lt;b&gt;RC - &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I gruppi francesi sono l’equivalente dei nostri forza nuova, casa  pound, militia christi, tradizionalisti dai lugubri nomi in latino,  etc..etc.. In Francia era tutto un gioco politico della destra estrema  interna alla destra. Hanno creato la allucinante menzogna delle feci  contro il Cristo come puro pretesto per giustificare al mondo la loro  azione. Per dimostrare che esistevano e per lanciare messaggi alla  destra più moderata e laica. Questa menzogna è stata anche il boccone  avvelenato che hanno distribuito qui, in Italia. Tutto si è creato dal  nulla, da un giorno all’altro, sui blog. Ti rammento che lo spettacolo  ha due anni di vita ed è stato rappresentato in quasi tutte le capitali  europee e nessuno ha mai parlato di blasfemia. Esiste una rassegna  stampa immensa come si può immaginare: nessuno parla di oltraggio. Ho  ricevuto lettere di persone che hanno trovato la fede dopo aver visto lo  spettacolo. Teologi ne hanno scritto e giornali cattolici ne hanno  parlato come di un lavoro profondamente spirituale, E allora? Perché solo dopo Parigi  appare questo problema? La risposta è ovvia. Corrisponde a un progetto, a  un preciso scopo politico. D’altra parte queste persone, qui come in  Francia, sono convinto che godano all’idea che si stia bestemmiando. Ne  hanno un bisogno vitale perché li fa sentire vivi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 153, 153); font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La Francia  però ha reagito con fermezza. Le più alte cariche dello Stato e della  città erano fisicamente, sul palco, al nostro fianco: il Ministro della  Cultura, il Sindaco di Parigi, l’Arcivescovo. E tutta la comunità  artistica dell’intero Paese.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-1282217215096466868?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/1282217215096466868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/romeo-castellucci-con-evidenza-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1282217215096466868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1282217215096466868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/romeo-castellucci-con-evidenza-per.html' title='PER SPECULUM IN AENIGMATE - CONVERSAZIONE CON ROMEO CASTELLUCCI'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3591/3395201383_06c601897c_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-6499996714327837717</id><published>2012-01-19T09:49:00.000-08:00</published><updated>2012-01-19T10:43:14.295-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>I SAW THE DEVIL</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.locandinebest.net/imgk/I_saw_the_devil_2010.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;di Kim Jee-Woon&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://www.locandinebest.net/imgk/I_saw_the_devil_2010.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 340px; height: 488px;" src="http://www.locandinebest.net/imgk/I_saw_the_devil_2010.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;di Kim Jee Woon&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tesi: due nemici sono lo stesso uomo dimezzato. Ma anche: il poliziotto è  solo un serial killer col distintivo. E pe&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;r gi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;unta:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt; non lanc&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;ia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;re  sguardi di sfida a un abisso capace di sostenerli. Certo, assiomi propulsori vecchiotti, ma mai l'accento era stato calcato così. Il tutto al servizio di una freschezza rappresentativa che fa volar via 144'  senza che tu possa accorgertene, e con almeno d&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;ue pinnacoli di cinema strabilianti: la carrellata circolare in auto e l'iniziale  ritrovamento di massa del cadavere della fidanzata dell'ingovernabile Callahan dagli occhi mandorlati. E c'è la prestazione di Chon "Old boy" Min Sik, che da sola vale tutto il viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.panelsonpages.com/wp-content/uploads/2011/06/i-saw-the-devil-1280x720magnum.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 655px; height: 300px;" src="http://www.panelsonpages.com/wp-content/uploads/2011/06/i-saw-the-devil-1280x720magnum.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;Ipotesi: giravolte  estetiche, elogi del tecnicismo, amor di preziosismo, parossismo di  atrocità e sevizie esuberate e al contempo ingentilite da sua maestà La  Forma senza mai dimenticare di raccontare una storia, e di farlo con  maestria; revenge sovvertito ed ecceduto dal più spinto parossismo e(ste)tico e  dall'ansia di voler dire/essere l'ultima parola in materia di occhio per occhio al di là del bene e del male. Tenue de soirée  per Mr, Vendetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sintesi: ISTD = Capolavoro.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-6499996714327837717?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/6499996714327837717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/i-saw-devil.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6499996714327837717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6499996714327837717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/i-saw-devil.html' title='I SAW THE DEVIL'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-3128479685401659625</id><published>2012-01-19T04:38:00.000-08:00</published><updated>2012-01-19T05:21:11.851-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TAPPETO ROSSO'/><title type='text'>QUALIS PONTIFEX PEREO? - UNA LETTERA SOCCHIUSA A RC</title><content type='html'>&lt;a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/10/tribunale.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 292px; height: 374px;" src="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/10/tribunale.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#4F81BD;"&gt;&lt;b&gt;Caro Romeo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'ottusità che  determina questi vessilliferi dell'onfaloscopico fanatismo, avallata da  poteri altrettanto ciechi e non da Potenze, ci sopravanza. Per  contrastarla occorrerebbero una stupidità e una volgarità che -chissà  quanto purtroppo e quanto fortunatamente- non ci sono congenite.&lt;br /&gt;Quel  che mi demoralizza e scandalizza dell'attacco che ti è stato fatto non è  la sua natura pastorale (che viene anzi meno, non essendoci mai stato un  confronto dialettico), quanto il modo acritico e aprioristico in cui  viene mosso, senza un minimo di ratio e di cognizione di causa, senza  cioé avere avuto l'umiltà di vedere e valutare l'oggetto dello scandalo  (ma basterebbe il titolo a scagionarlo da ogni sospetto/equivoco di  provocazione) e senza nemmeno aver prima udito in prima persona la tua  campana, basandosi più su frammenti di ciò che credono di sapere e non  su quel che hanno oculatamente analizzato. Nessun ingenuo stupore,  difatti tutte le religioni sono, come anche altre convenzioni laiche,  basate sui frammenti elevati ad intero (sarebbe più interessante il  contrario) e quando da qualche parte parli dei "disperati", una volta  che togli loro anche la  disperazione o gliela denudi,  non hanno altra risorsa che attaccarti come animali, proprio perché non  sanno cosa sia l'Assenza (se lo sapessero, non sarebbero poliziotti del  dover credere)&lt;br /&gt;Quello che insomma mi lascia indeciso tra il riso e lo  spavento (ma sarebbe meglio, forse, avere paura), è che sembra di  essere balzati indietro di 30-40 anni. Anzi nemmeno, perché persino un  moloch di scarsa lungimiranza culturale e miopia intellettiva come il  democristianoide centro cattolico cinematografico si prendeva la briga  di spippolarsi tutti i film prima di gridare al rogo. Tutti, compresi i  porno (e qui si potrebbe aprire una parentesi ridanciana che chiudo  subito), del resto la pornografia non è che un concetto cattolico.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#4F81BD;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#4F81BD;"&gt;&lt;b&gt;Forse  hanno proprio timore di vedersi smentiti da quella stessa arte e da  quella stessa sacralità che per secoli hanno strumentalizzato, minimizzato e trivializzato a proprio favore&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#4F81BD;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style=";color:#4F81BD;" &gt;Certo, vai a dir loro che il teatro è un oggetto sacro o un luogo di culto...[scherzo, ma restando serio])&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#4F81BD;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#4F81BD;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;Di  fatto, occorre un sacco di ignoranza, di malafede o di involontario  senso della patafisica per dare proprio a uno ierofante della pietas  come te del blasfemo&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; o, più comicamente ancora, del cristianofobo; ed è chiaro che non c'è, non ci sarà mai confronto&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span jsid="text" class="commentBody"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#4F81BD;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt; La lotta è impari&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;b  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style=";color:#4F81BD;" &gt; la vittoria e la sconfitta pertengono ahinoi ad ambo le parti su piani semantici rovesciati. Non ci sarà mai un dialogo, tutt'al più due monologhi.&lt;br /&gt;Che questo sia accaduto in italia non mi lascia sorpreso. Che invece abbia avuto inizio in Francia, mi dà da tremare: sintomo di una svendita della propria progenitura culturale per un piatto di lenticchie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni buon conto, l'aporia che va radicalizzandosi è assolutamente perfetta: senza fanatici non esisterebbe storia dell'arte. Uomini come quelli che ti hanno attaccato allontanano potenziali credenti da Dio, tu sei riuscito a trasformarmi da agnostico a mistico.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;color:#4F81BD;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;un abbraccio, a prescindere e a trascendere&lt;br /&gt;a prima o poi,&lt;br /&gt;Manolo Magnabosco&lt;br /&gt;il 12/01/2012&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-3128479685401659625?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/3128479685401659625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/qualis-pontifex-pereo-una-lettera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/3128479685401659625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/3128479685401659625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/qualis-pontifex-pereo-una-lettera.html' title='QUALIS PONTIFEX PEREO? - UNA LETTERA SOCCHIUSA A RC'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-3066771457128802923</id><published>2012-01-19T04:26:00.000-08:00</published><updated>2012-01-19T04:31:22.028-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TAPPETO ROSSO'/><title type='text'>SPETAKOLO CAOTICO PURULENTO E PIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.gianky.com/blog/imgstore/2008/manzoni1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 270px;" src="http://www.gianky.com/blog/imgstore/2008/manzoni1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote  style="font-family:arial;"&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo nasce dalla considerazione dell’odierna ed estrema solitudine del Volto di Gesù.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo vuole essere una riflessione sulla difficoltà del  4° comandamento se preso alla lettera. Onora il padre e la madre. Un  figlio, nonostante tutto, si prende cura del proprio padre, della sua  incontinenza, del suo crollo fisico e morale. Crede, senza conoscerlo,  in questo comandamento. Fino in fondo. Fino in fondo il figlio sopporta  quella che sembra essere l’unica eredità del proprio padre. Le sue feci.  E così come il padre anche il figlio sembra svuotarsi del proprio  essere. La kenosis troppo umana di fronte a quella divina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo è una riflessione sul decadimento della bellezza,  sul mistero della fine. Gli escrementi di cui si sporca il vecchio padre  incontinente non sono altro che la metafora del martirio umano come  condizione ultima e reale. Gli escrementi rappresentano la realtà ultima  della creatura, ma anche il vocabolario quotidiano del linguaggio  d’amore che il figlio porta al proprio padre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo mostra sullo sfondo il grande volto del Salvator  Mundi dipinto da Antonello da Messina. Tutto lo svolgimento della scena  non è che un piano-sequenza molto semplice che descrive tutti i  tentativi del figlio di pulire e ridare dignità al vecchio genitore.  Invano. Gesù, il Salvator Mundi, è il testimone muto del fallimento del  figlio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo ha scelto proprio il dipinto di Antonello a causa  dello sguardo che il pittore ha saputo imprimere all’espressione  ineffabile del volto di Gesù. Questo sguardo è in grado di guardare  direttamente negli occhi ciascuno spettatore. Lo spettatore guarda lo  svolgersi della scena ma è a sua volta continuamente guardato dal volto.  Questa economia dello sguardo obbliga, perché interroga, la coscienza  di ciascuno spettatore come spettatore. Il Figlio dell’uomo, messo a  nudo dagli uomini, mette a nudo noi, ora. Questo ritratto di Antonello  cessa di essere un dipinto per farsi specchio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo, quando le condizioni tecniche lo rendono  possibile, vede l’ingresso di un gruppo di bambini. Entrano in scena con  le loro cartelle di scuola che svuotano presto del loro contenuto: si  tratta di granate giocattolo. Uno a uno cominciano a lanciare queste  bombe sul ritratto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E’ un crescendo. Ad ogni colpo corrisponde un frastuono. Nel climax  delle deflagrazioni, imitanti degli autentici colpi di cannone, nasce  dapprima una voce che sussurra il nome di Gesù, poi si moltiplicano fino  a diventare tante e tutte ripetono quel nome. Poi, sul finire  dell’azione e come fosse il prodotto di quei colpi, nasce un canto: il “  Gloria Patri – Omnis Una “ di Sisak. I colpi delle bombe diventano la  musica del suo nome. In questa scena non ci sono adulti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ci sono innocenti contro un innocente. La violenza rimane nel gesto  adulto mentre l’intenzione è quella del bambino che vuole l’attenzione  del genitore distratto. Il bambino ha fame, come si dice nel salmo 88:  Dio non nascondermi il tuo Volto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo, quando le condizioni tecniche di ciascuna sala  teatrale lo rendono possibile, prevede in un momento l’uso dell’odore di  ammoniaca. L’ammoniaca, come si sa, è l’ultima trasformazione  possibile, l’ultima fattuale transustanziazione dell’uomo, l’ultima  esalazione del corpo umano nella morte: le spoglie dell’uomo si  trasformano in gas, in aureola. Il “profumo” dell’uomo. Il suo saluto  alla terra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo – come tutto il Teatro Occidentale che trova  fondamento nella problematica bellezza della Tragedia greca – obbedisce  alle sue stesse regole retoriche: è antifrastico, utilizza cioè  l’elemento estraneo e violento per veicolare il significato contrario.  La violenza qui significa, omeopaticamente, la ricerca e il bisogno di  contatto umano; così come allo stesso modo un bacio può significare  tradimento. La lezione della Tragedia attica consiste in questo: fare un  passo indietro: rendersi disumani per potere meglio comprendere l’umana  fragilità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo nasce come un getto diretto delle e dalle Sacre  Scritture. Il libro dell’Ecclesiaste, la Teodicea del Libro di Giobbe,  il salmo 22, il salmo 23, i Vangeli. Il libro della Tragedia appoggiato  su quello della Bibbia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo mostra, nel suo finale, dell’inchiostro nero che  emana – achiropita, non per mano d’uomo – dal ritratto del Cristo. Tutto  l’inchiostro delle sacre scritture qui pare sciogliersi di colpo,  rivelando un’ icona ulteriore: quella che scavalca ogni immagine e che  ci consegna un luogo vuoto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo mostra la tela del dipinto che viene lacerata come  una membrana, come un sideramento dell’immagine. Un campo vuoto e nero  in cui campeggia luminosa una scritta di luce, scavata nelle tavole del  supporto del ritratto: Tu sei il mio pastore. E’ la celebre frase del  salmo 23 di Davide. La scrittura della Bibbia ha perso il suo inchiostro  per essere espressa in forma luminosa. Ma ecco che quando si accendono  le luci in sala si può intravedere un’altra piccola parola che si  insinua tra le altre, dipinta in grigio e quasi inintelligibile: un non,  in modo tale che l’intera frase si possa leggere nel seguente modo: Tu  non sei il mio pastore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La frase di Davide si trasforma così per un attimo nel dubbio. Tu sei o non sei il mio Pastore?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il dubbio di Gesù sulla croce Dio perché mi hai abbandonato? espresso  dalle parole stesse del salmo 22 del Re Davide. Questa sospensione,  questo salto della frase, racchiude il nucleo della fede come dubbio,  come luce. E allo stesso tempo è sempre lei, la stessa domanda: essere o  non essere?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;O piuttosto: essere E non essere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo è una bestemmia, come la croce è bestemmia romana,  come la corona di spine è bestemmia romana, come Gesù condannato, perché  ha bestemmiato. Nel libro dell’Esodo la sola pronuncia del nome di JHWH  è bestemmia. Dante scrive una bestemmia nel canto XXV dell’Inferno.  Venerare il volto di Cristo nelle icone era bestemmia e idolatria per i  cristiani bizantini prima del Concilio di Nicea. Galileo bestemmia  quando dice che la terra gira intorno al sole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Vedere il proprio padre perdere le feci per casa, in cucina, in salotto è bestemmia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo spettacolo non è esatto, questo spettacolo è merda d’artista.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Romeo Castellucci&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-3066771457128802923?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/3066771457128802923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/spetakolo-caotico-purulento-e-pio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/3066771457128802923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/3066771457128802923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/spetakolo-caotico-purulento-e-pio.html' title='SPETAKOLO CAOTICO PURULENTO E PIO'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-6076641672611040735</id><published>2012-01-19T04:11:00.000-08:00</published><updated>2012-01-19T04:26:01.001-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TAPPETO ROSSO'/><title type='text'>SUL CONCETTO DI VOLTO NEI FIGLI DI ARTAUD</title><content type='html'>&lt;a href="http://pontederateatro.it/util/SqrThumbRect.aspx?nomefile=%5C..%5CUpImgDE%5Ccastellucci%201.jpg&amp;amp;latoH=300&amp;amp;latoLar=300"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 299px; height: 208px;" src="http://pontederateatro.it/util/SqrThumbRect.aspx?nomefile=%5C..%5CUpImgDE%5Ccastellucci%201.jpg&amp;amp;latoH=300&amp;amp;latoLar=300" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-size:130%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Comunicato di Romeo Castellucci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io voglio perdonare coloro che hanno tentato con la violenza d’impedire al pubblico di entrare in teatro.&lt;br /&gt;Li perdono perché non sanno quello che fanno.&lt;br /&gt;Non hanno mai visto lo spettacolo e non sanno che è spirituale e cristico; portatore, cioè, dell’immagine del Cristo.&lt;br /&gt;Io non cerco vie brevi e odio la provocazione. Per questa ragione non posso accettare la caricatura e la spaventosa semplificazione che è stata data da queste persone.&lt;br /&gt;Ma li perdono, perché sono ignoranti e la loro ignoranza si fa tanto più proterva e nefasta quanto più chiama in causa la fede.&lt;br /&gt;Sono persone sprovvedute anche sul lato dottrinale e dogmatico della fede cattolica; si illudono di difendere i simboli di un’identità perduta, brandendo minaccia e violenza.&lt;br /&gt;E’ molto forte la partecipazione irrazionalistica che si organizza e si impone con la violenza.&lt;br /&gt;Mi dispiace per loro ma l’arte non è paladina se non della libertà di espressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo spettacolo è una riflessione sul decadimento della bellezza, sul mistero della fine.&lt;br /&gt;Gli escrementi di cui si sporca il vecchio padre incontinente non sono altro che la metafora del martirio umano come condizione ultima e reale.&lt;br /&gt;Il volto di Cristo illumina con la potenza del suo sguardo tutto questo; e interroga ciascuno spettatore nel profondo.&lt;br /&gt;È questo sguardo che disturba e mette a nudo;  non certamente il colore marrone che, rivelando presto il proprio artificio, rappresenta le feci. &lt;br /&gt;Allo stesso tempo - lo devo dire con chiarezza - è completamente falso che si lordi il volto del Cristo con gli escrementi. &lt;br /&gt;Chi ha visto lo spettacolo ha potuto vedere la finale colatura di un velo di inchiostro nero scendere sul dipinto come un sudario notturno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa immagine del Cristo del dolore non rientra nell’illustrazione anestetizzata della dottrina dogmatica della fede.&lt;br /&gt;Questo Cristo interroga come un’immagine vivente e certamente divide e dividerà ancora. Per questa ragione io accetto le contestazioni e perdono quelle persone.&lt;br /&gt;Voglio inoltre ringraziare tutto il Theatre de la Ville nella persona di Emmanuel Demarcy-Mota per tutti gli sforzi che sono stati fatti per garantire l’incolumità degli spettatori e degli attori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;RC&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-6076641672611040735?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/6076641672611040735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/sul-concetto-di-volto-nei-figli-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6076641672611040735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6076641672611040735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/sul-concetto-di-volto-nei-figli-di.html' title='SUL CONCETTO DI VOLTO NEI FIGLI DI ARTAUD'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-4412899013733127057</id><published>2012-01-15T03:49:00.000-08:00</published><updated>2012-01-15T04:38:40.122-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>TETSUO - THE BULLET MAN</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: center; font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Shinya Tsukamoto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;div  style="text-align: center; font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT8Yg8zYyiVJbyLZBcDYA7scbOTsWvrSLewxb1ulJH3TazvVE-9zxX_kiET"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 225px; height: 224px;" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT8Yg8zYyiVJbyLZBcDYA7scbOTsWvrSLewxb1ulJH3TazvVE-9zxX_kiET" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family:arial;" &gt;Tetsuo America&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; era stato annunciato nel 1995: forse allora il buon Tsuka l'avrebbe diversamente realizzato, ma ancora oggi il suo è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; un cinema senza freni né filtri,   profondamente carnale, dirompente, eccessivo, tellurico, che attacca   corticalmente, stravolge i sensi e i nervi ed è carnevale di rio per gli   occhi. Un ordigno visivo al neutrone da plurimo attacco di panico, un bad trip  di Stelarc, una primizia da far resuscitare e diventare priapico Melies e  da far impallidire la buonanima di Leary, un caterpillar sensoriale che  fa starnutire il cervello e rende un'arpa di diapason impazziti i  nervi. Passano i lustri, Tetsuo goes to Hollywood, ma per Tsuka fare cinema equivale sempre alla  preparazione di un'arma nucleare da 1000 teratoni. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I detrattori  borbotteranno stizziti di spinta espositiva, di cedimento alla  linearità, di Shinya minore, rammollito e marchettaro o di broda  riscaldata.&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ciance: siamo all'oltre, con la O babelica.&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://3.bp.blogspot.com/-seE8cNqV7fE/TxK-uF5WX9I/AAAAAAAAAE0/nhCSxOLxgLs/s1600/tetsuo-the-bullet-man-still2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-seE8cNqV7fE/TxK-uF5WX9I/AAAAAAAAAE0/nhCSxOLxgLs/s320/tetsuo-the-bullet-man-still2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697826177643077586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Non ha del resto senso sentirsi traditi o vedere in Tsukamoto un venduto o   aspettarsi una copia-carbone del primo. Sono passati 30 anni, e di mezzo   è cambiato tutto: è cambiato il mondo, culturale sottoculturale e   controculturale, sono cambiati gli approcci che al mondo si hanno, è   cambiato il cinema, il modo di farlo, intenderlo, volerlo, fruirlo, e   con esso è cambiato Tsukamoto che ha nel frattempo attraversato   polimorficamente hybris distantissime tra loro ma sempre rispettando il   suo rapporto morboso con la figura. Tetsuo occidentalizzato? Orbite da revenge-movie? Parvenza di happy end? Appiglio narrativo razionale? E con ciò?&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Tsukamoto ha dimostrato, per l'ennesima volta, che si cambia solo per restare uguali e che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;siamo ancora davanti a un cinema che eccede la forma, e per conseguenza il contenuto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;...Culo alla finestra? Guardia abbassata? Fiacca contenutistica/stilistica? &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Basti farsi passare da parte a parte dalla scena  dell'archivio per domandarsi come si può ritienere anche  solo per scherzo &lt;/span&gt;&lt;em style="font-family: arial;"&gt;stanco&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; un cineasta come Tsukamoto, che in termini di radioattività non ha sicuramente perso un Rad.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;voto? 3,14 per 3,14&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-4412899013733127057?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/4412899013733127057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/tetsuo-bullet-man.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/4412899013733127057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/4412899013733127057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/tetsuo-bullet-man.html' title='TETSUO - THE BULLET MAN'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-seE8cNqV7fE/TxK-uF5WX9I/AAAAAAAAAE0/nhCSxOLxgLs/s72-c/tetsuo-the-bullet-man-still2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-493117116074386285</id><published>2012-01-15T02:54:00.000-08:00</published><updated>2012-01-15T03:28:47.047-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>TOKYO GORE POLICE</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: center; font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;di Yoshihiro Nishimura &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://assets3.indiemoviesonline.com/files/editorspics/Tokyogoreone-490.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 490px; height: 280px;" src="http://assets3.indiemoviesonline.com/files/editorspics/Tokyogoreone-490.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;Follia elevata a costellazione e apologia dell'iperbole in questo  genialoide delirio supersplatter che fa del survoltare un diktat e che  compendia e coniuga tentazioni cronemberghiane di nova carnalia con lo  scalmanato trascendere degno del più smisurato Miike, i riverberi del  primo Tsuka e del Verhoeven fantascientifico (robocop e starship troopers gli spiriti guida) , ammiccamenti a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i style="font-family: arial;"&gt;The suicide club&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;  e linguaggio/fantasia del cartoon e del fumetto. Il tutto con uno spregiudicato senso  della visionarietà che avrebbe fatto defluire il sangue a Dalì e Bosch, e lungi dal prendersi sul serio mortalmente sul serio (come fece un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;matrix&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;, per intendersi) e anzi rastrellando rifiltrando e rimasticando in  maniera consapevolmente baracconesca, caciarona, fracassona anarcoide ed epidermica eredità d'oriente come d'occidente: ne viene fuori un amalgama  spassosissimo, strabiliante per chi certo cinema non lo conosce come le  proprie tasche, di ampia godibilità per chi lo conosce bene, probabilmente irritante  per chi lo conosce fin troppo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://subwaycinemanews.com/wp-content/uploads/2008/07/tokyo_gore_police-_01.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 450px; height: 308px;" src="http://subwaycinemanews.com/wp-content/uploads/2008/07/tokyo_gore_police-_01.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;Un imperdibile giocattolone post-postmoderno di quasi due ore fantasmagoriche e deliranti come pochissime a base di 1000 e una follia al minuto,  urlate al megafono in tutto, nella lisergica fotografia ultrapop come  nell'allucinato e demenziale umorismo nero.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;Sirene-coccodrillo, bazooka spara-pugni,  emorragie-geyser che fanno diventare razzi propulsori i moncherini e  volanti i corpi, peni lanciarazzi, donne-sedia e miriadi d'altre inimmaginabili situazioni/soluzioni figurative. Questo sì che è un regista che, aggiustando un po' il tiro tecnicistico e stilistico, potrebbe permettersi di avere a che fare con l'immaginario di Barker, mica le pizzette noci e fichi di quel fetente di Kitammuort.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br style="font-family: arial;"&gt;&lt;br style="font-family: arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;I più impenitenti otaku si  preparino a fare 10 ole al minuto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br style="font-family: arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-493117116074386285?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/493117116074386285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/tokyo-gore-police.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/493117116074386285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/493117116074386285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/tokyo-gore-police.html' title='TOKYO GORE POLICE'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-1804312813611554654</id><published>2012-01-14T06:48:00.000-08:00</published><updated>2012-01-14T12:20:01.241-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>ENTER THE VOID</title><content type='html'>&lt;a href="http://images.movieplayer.it/2010/08/05/nuova-locandina-di-enter-the-void-170794_medium.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 176px; height: 240px;" src="http://images.movieplayer.it/2010/08/05/nuova-locandina-di-enter-the-void-170794_medium.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: center; font-weight: bold; font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di Gaspar Noé&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;2001&lt;/span&gt; di noè dopo una scorpacciata di cioran&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;inland empire&lt;/span&gt; misto joyce di noè dopo un'indigestione di lsd&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: arial;"&gt;irreversible&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; immerso nella bacinella della metafisica, messo in abisso&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è una messa per l'Abisso che siamo&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è un distillato di boria come non se ne erano mai visti prima &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è meraviglioso&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è orribile&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è bellissimo, è pessimo&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è uno di quei rari casi in cui è il film a guardare te, e non viceversa&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è un mandala&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è una sinusoide&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è un logaritmo neperiano impazzito&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è una tragedia dal futuro&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è un palindromo perfetto&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è zen&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è pura amniosi filmica&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è a vostro rischio e pericolo&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è irritante&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è affascinante&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è una porcheria. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è immenso. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è inafferrabile. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è ineffabile&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è autoindulgente e  sadico come mai lo è stato nessuno prima d'ora, e come  probabilmente (e  per fortuna) nessuno potrà più essere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è, in tutti i sensi, un faccia a faccia con il vuoto, con la sua pienezza ed egemonia&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è  qualcosa che ti lascia là incerto se salutarlo come una delle più  immense lezioni di cinema di questi ultimi anni o come una sfacciata ed  empia presa per il culo&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è qualcosa che farà incazzare i più, e  manderà in visibilio tutti gli altri, e che non permetterà mai di  capire da che parte stare&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;è cinema?&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;si &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;no&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;devo ancora capirlo&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;non so se è giusto capirlo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;e sono certo che la sua forza stia tutta qui&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;fate il vostro gioco.&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;enter&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/bKRxDP--e-Y" allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: arial;"&gt;&lt;br style="font-family: arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-1804312813611554654?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/1804312813611554654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/enter-void.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1804312813611554654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1804312813611554654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/enter-void.html' title='ENTER THE VOID'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/bKRxDP--e-Y/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-2865211351394611516</id><published>2012-01-14T04:31:00.001-08:00</published><updated>2012-01-15T12:39:29.680-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>SIX SIX SIX THE NUMBER OF THE HUMAN CENTIPEDE 2 - FULL SEQUENCE</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-KK1dCqqbBH8/TxGPmwrGYdI/AAAAAAAAAEc/uh4Z6a4SRdw/s1600/human-centipede-2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 216px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-KK1dCqqbBH8/TxGPmwrGYdI/AAAAAAAAAEc/uh4Z6a4SRdw/s320/human-centipede-2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697492899663864274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: center; font-weight: bold; font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;di Tom Six&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;con Lawrence Harvey, Ashlynn Yennie, Vivien Bridson, Bill Hutchens&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Sick transit gloria mundi?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br face="arial" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Credevate  tutti che in fatto di shock value Spasojevic avesse urlato a 10000  decibel l'ultima parola? Eccovi serviti, per cui datevi una bella  pettinata ai peli sullo stomaco, o voi che entrate&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Diciamocelo  subito, Six è uno furbo. Un astuto prankster che titilla la morbosità  tutta borghese e adolescenziale del volgo con la storia che tutti  sappiamo e con un film potenzialmente schiacciante &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;(leggi: &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Human Centipede 1&lt;/span&gt;)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;, la cui carica  esplosiva resta inesplosa e appena intravista in un concept volutamente  tradito da f/x  aborracciati. Al contempo offre un oggetto strambo folle  e grottesco sorretto da una scrittura di scena tutt'altro che  da  vomito e ingiurie, con geometrie, inquadrature e fotografia inusitate   per il genere. Dieter Laser (uno che non vorresti mai incontrare in un  vicolo buio e abbandonato mentre rientri a casa) ha fatto il resto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Gli assetati di traumi insanabili e violenza insorreggibile non ci stanno, storcono la bocca. Si può dare di più.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Nel  sequel Six fa il giocoliere con le aspettative del fandom, rovesciando e  sparigliando grammatiche estetiche dinamiche retoriche umori. Preme a  tavoletta sull'acceleratore (letteralmente, anche: si badi a cosa è  capace di combinare con una donna incinta in un taxi), dà da bere agli  assetati, ma affogandoli, e questi ci stanno meno di prima e storcono ancor di più la bocca.  Oppure capita che il programmatico tao funzioni alla grande, per cui chi  ha disprezzato il primo applaude il secondo e viceversa.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:arial;font-size:130%;"  &gt; Più raramente un'insiemistica visione li fa apprezzare ambedue, come se fossero testa e croce di una stessa moneta.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Veniamo alla ciccia del secondo ordigno: abbiamo un alienato senza speranza regredito o rimasto fermo alla fase  anale che ci rimane malamente sotto con la visione di &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Human Centipede&lt;/span&gt; (e qui  potete già tirare le vostre brave somme metaquelchevipare sulle derive  di  una fruizione sbagliata che porta a pericolosi processi plagiari ed  emulativi), e decide di elevare al cubo le gesta del mad doctor del capostipite,  incurante però dell'aspetto prettamente medico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://dietrichthrall.files.wordpress.com/2010/04/human-centipede-still.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://dietrichthrall.files.wordpress.com/2010/04/human-centipede-still.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;Attorno a lui una serie di prototipi che offrono il fianco al grottesco: una madre castrante, un padre assente che abusò di lui, la caricatura di un freud che vorrebbe sostituirsi al padre, un vicino neonazista che dà loro una discreta dose di legnate a ogni "abbassa la tua radio per favor". Ah, e c'è anche una scolopendra eletta ad animale domestico. Volto da coleottero, asma perenne, il mutacico Paviglianiti d'oltremanica dopo aver suggellato la visione masturbandosi col coadiuvante ausilio della carta vetrata, stende a colpi di cric e di pistola chiunque gli si para davanti. Meglio ancora, usa come specchietto per le allodole un falso casting per il sequel di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Human centipede&lt;/span&gt; che avoca fan e attori del primo (aridaje di strafottenza/astuzia metatestuale) e come sopra, daje de cric e de pistola. Tutto il resto è conseguenza: radunato il propellente umano in un capannone abbandonato, il sogno si fa (trita)carne, che il nostro coronerà recidendo tendini, graffettando labia et genitalia e tutto il peggio che siete in grado di figurarvi. Al centipede umano non fare sapere quant'è buono il lassativo con le pere. A+B= C(acca).&lt;br /&gt;E non finisce mica qui: a ciliegiar la torta accorre la vera mazzata finale (di cui i più sono rimasti orfani, siccome le sculacciate di Mamma Censura): non pago e non sazio, il nostro eroe stupra il centipede dopo essersi infiocchettato il pipino con doppia mandata di filo spinato (proprio un vizio, il suo). Oh yeah!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBhQSEBQUExQWFBQWFhQVFRUYFBUXFRUYFRcVFxYWFhUYHCYeFxojGRcUHy8gJCcpLCwsFx4xNTAqNSYrLCkBCQoKDQwNDwwMDykYFBgpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKSkpKf/AABEIAKcBLQMBIgACEQEDEQH/xAAbAAABBQEBAAAAAAAAAAAAAAAAAQIDBAUGB//EAEAQAAEDAgQDBwIDBgQFBQAAAAEAAhEDIQQSMUEFUWEGEyJxgZGhMrHB0fAHFEJSYnKCkuHxFRcjQ1Mzg5Oi0v/EABYBAQEBAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAv/EABURAQEAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAB/9oADAMBAAIRAxEAPwDw1CEIBCEIBCEIBCEIHsEmFu1uEtZhhUzguLgIB91z6mbijGXUKI6HhGDpmi5x+t1gJ+VFieAPbS7wwBNhN1kUMSQddFex3H3PaG7AKIo0axaZBIPQwrrOI1T/ANx//wAjh+KzmGSpg5BbrY97mw57iDsXEj5KvcJ4xVbDO/c1unO3JZLLkCQBz5ecXKc1viHn+rIOr4tjalNrSahLtnEAWIDvXWPTZY7+0tefrkf2t/JT47O9kvzETOk2EAAbaffdZeejv3voGD5JQalPtliG7sPnTbt5Qph+0DENsBTj+134OWB3tHlV92fkq1Z7SfCCB/UQT7gBB1TP2j15Hgpnya7/APStf8wa7SHvoAWIs5zQcwjWCq/Yvh1Hun1qoDjmysBiPCAXTOuoVftPUYSDSYGg2LRYE842KCyO3d2k0Qcs6vmSTMnw3WjV/afmDJplpYCBBaRfo5cLRwznmBylPo4IucGyBJiTNva6D0rD/tSon6mVgTrlbRkgfwzIMKxh/wBpeEAyhlZovYtYYnydK8rq0nMMOBBTRVQetu/aJhP5nj/2yftKQdtcIf8AvR5tePfw2XlHeckhcOaD1t3afCk3rsGmpdv5gJBxzDO0r0/87R915K53WVK2kSwkZSNTduYQdhMx/og9Y/f6ZmKlM/42/mon4kbOHoQV5S2sQ2xsDz3P+yQlxYTHhBknKLHT6okeUoPUnFZOMPiK8879w/iPuUDHP/nd/mP5oOxe9MdUsuTHE6v/AJHe5Tv+K1f5z8fkqrqGfZMxbtPX8FzreN1h/FPm1v5IfxmodSP8oQZ6EIVUIQhAIQhAIQhAJQEiVA5IlSKIfSN1OH+ar09VYLYjqgd3n6kp9FpkRzURW3gKFNjHF725iGlogyCLxJFjpP3UQ48RqGgGgCATYa23Im8zGmyxnNLnkQAfQC2vTZdFV4uwBkC7ReLT0PMLnMVVl7jGpJ90ET9So4Ti5ehfsZ7MMxGJqV6rQ5lANLGn6TVcSWkjfKGkxzLUGVhuEYmhhGPqU3Uw6XU5scocwl+UmQNBJAVPCYhr6gbUEtnN7GdetxK9h7R0qeJxlShUaHBtBjS6Lt7x+aL7w1plee9oey7MI7I1xe4iZ0MTbTZBl0+yTg11Wm7NSmTH1M/uG4jceoCzsPhvG5pd9Vmu1gzaeRXcdhahh5EkNJkazA167rK/aD2dbhK7KtIZKVdpeGR9DwRmaLWHia6DpJCDja9QknNM7badFWlaBx4mTDj/AFNBVwUqRBMNDjEC8DnEFBjO2ged9UyFs43hJAGQAxMkG/sso0nToZ8kEUpC5WcNhyT4mkjeNT0BT34Akkta4NnU7D80FFyYVrYnheRolriSReIAHqqL8GQ6JHWDPsgrJE54gpqqlawnRSsoc07CDU+ilJQRdyEOw45lKU17lEVkIQtNBCEIBCEIBCEIBCEIHJ7AN0xIoi03KPNdFhOHsq4ZhAggvL4AkgCRflp8rlpJWvhMe9lPJMN5Ac/j4UQmGogAu+ozAaYPrCdWaXbEKJ2LO33/AChQvrPJ1QWmAEjN6ho/JR1Kc/SLf1Qo6DKjiGtBJJgAaklbtbsVihTL4aYuWhxzC02kAO9CUGD+6GwDSSf1C947OYelw7D08O1wFXu81XS9Q3J6kfT5NC8s7EcKDsR3tVs06IzxI/8AUn/pCDYnNsbWK6jij61ao57smUP7tuV47wuIzEFoaABlBJ8rSg6Xh4L8ZXqOBDXvblMCXNpsDCf7ZBPWVxnaSqKlZwzeKbuOgB0HQBoDQPPmux4Txlppk5YDGOBcYJJA09iuSxHZwvfIeDMuDs0SSLDnZBc7JhtAObq5xgXsbNMfrqtbtvgf3vhbiJz0Wis06ghktqNJ/sk/4QsZ2DdQoAv8TqbpyiYhvhIHMw4n0XQ8B40A0tqXaW6bEEQQR1EIPDS1OyOJtK3OI8KFKtUp+KGuIBjUbGeogquA0Wsgzjn3N/NJUxFTmVoOwxJ6Jpw3RBUw+KcwzvPKVZdxVx/i2iOiYabhpCa9gi7TO9wfawhA6rimv+u/KSR+Ko1aF5aLdDKlyt5FMcG7EoK1Vsc/VMUz29U11Eqqmww8KdUUTDG5CHX3UQ4qFyV0phVUxCEKqEIQgEIQgEIShqBWhSNATAwq/wAN4BXruy06bnHWTDWgcy5xAHuoiqYSlhG2ui7js9+zLEd+x1ZtPu2mSO9DpjQeEOGq7/j1J2R80e8pwQKcB8A20F7W0G2yiPC2ynArq8D2RzPc4EspXLQSDUiYiDcQbXErcOCw9JhbAaIIdMS7zlBzvZzhWCqUKhxFcNrlwFJoeWlo3cZGU+UqHA9lq9SsaVJpfeztABzeTZuyu8SxGFZTFIMaWgE9b/1az6qLsbi6wrHuiXUmnRzw05YNg8GQZI6IOxwH7MmscwvqPedTlDWtzAiINzHpfope11SvSeKocO7BAcGmzZPTQaX99VQ7QdualJ4Yy7tOu2vLULGpcaqPwuLNV0mwDdgCJt6oOmwbKf7oabBNOuXFxblz0nAA5hYF8EaXsDsVylSnSwRa6jUfVaarRUqOAAccps0DSMxmTv0WY/HiGtpFwBac4J3vp7lW+KUmjhrAB4/3h7j5ZP17oN+lxecPVc2IOY25uuR7lZuCxhJzPght4JiCq3C8Ua1NtE5gQ0GTplaNr+SDSIzWMOFgTsDr52QbuO7Q94WNFwBE/wA0q/2Fez94eC3Nlk+IiACSCQ2Y9dVy+DrtYXN1keHSRtAKgxOKewPdTc5jiDBa4tdc8xdB0/7R+HsLmVab2gkmm9oPigCWEDWIkT0auOpUIGs+eqXhdKoQXVXOc9xklxLjyuTqtLuCBcIMvur3iPJKaQ5x6q5UcDZwvyIVd9Mfy+kW+EFZ1LkZTHYckK1k5BN70zBbbmgyXE6SPI2PymFlrtkdFpYzhwqbwfJQ4fBlgynTY/6IKDcIHdPMJrsAditV9JVHYQbEj1QUjhnIfSMKy7CHZxTSxw5FBUyJjgroPNvykrNH6CDOQhC00EIQgVASJQgcAngFNAKlaVllqdmOHGtiWUxck2G0gTfkLT6L2Xh/CsPSOSrUYYGhMmTck7Cbry7gjDQpCrEOqAhjjYEAiQPP5sOalr8d8UCSBeBJnkNOe/VB7NU4I1o8BLG2MNIgnnCo8R4q2nqZbpm3aeo1jquT7EcRqVKbj+8d1ldBpPsCDcPkzO7YiFd7UF7mZKgDgQ7LWYBqQfC4bA2IIi4QScbqOfTJpu8bTnAytcHWuIO5A1Xnna3ixqtp1WEZXSIA0iJn3Vrgval3eUg4zDL+cwPgLN7SYTLUqUwIaT3zOQD9fK9vRBz9euSfEVpcFqOAdFhueiyqjSDfXzlWaLnOdb7Ej2QabcVmvrOYzvY7/HurbcRka+k4iarCJBBiAS0nkqVLizKMBtIOqeIvJAAl38rY8MW9lUrcSe6JaBBmwuek8kFijiIDpu55BA2OtydtfstjEPFRlMGG/VoZF2nc72WLUc13008ul5khPr0y5jWk2mUHR9jMVTe8BzQ4hm4m+YCw1tM+is9p8C51UZB4YE8yTFysLsuG0q1QOMQBlJ3Bvbroutp8UbnJN26C1xaQeWx+EFThfCadOnmIBeQ7XYAE262WTmaXARAAk9TsPxXW0+IsqUnNNiGvywBN2uFzzuffdYB4IAAKWZ7jc3B11kwP0EEDcTBmZ/wofiif191HVwT2/U1w82mPdRXQSF8/7XTjTgDS/wAKDMUudA5ya8p0Too3fKBwcAOvL/VRuqN3t+uSa8KTD0KLzFRxEbNkef8ACUD2Y2k1pd3TXBovnOse4+Fg4p1Vze9hjWuNgIH/ANd/RdXicHhnUu6l4EtIEw05W5RJa2TufM9FRr9mczAA9wgRAGa3OJuOmqDCwtUub1S1WFT0eEPpvc2xsIINuoIN2nmClrMjVBnEnknuozzHoVOxs2UOJpQYIM+yDKQhC00E5qanBEOCe2mmNUgWUObTW5w/hdGKT3VRUcSS6gGPBblknO+CIIG3NYgeV1PYPA5qprvMMpaE2Be4QBPQEn1CDbw/ZqtiGFrmxTzZmyS1oG2VsSBGwEKzU7OVaLGtYGETaDvzJcJ+663CMc4iHeHKfdWxw7MCCZ6WM+aDgsZ2VrRme+m4wYb4rdM2VZbOCVWNlwawzMTr6iR7FeiYvDtLRlIBFjrkMdSbHyXNcTlgh/0E3vI6EHmCqrzziOWjiG5WlpAaXAmQXOvI6QW+xWpxzjIdSa4NDnFjmSZsHwZHUFoI2uVU4uaYqv7wlzwAAIMCBt9/VZTqhLI8lEV6FIudAut5nah1JndUabGRYuDRLjuZ2CxaLYMpzQgc55cS50STJ/FPYUrKatMpQgKFGVbDAoAnBxQVuJ0jma4Tyt8K1hajzSIzunY5jI9ZTG8WbSc0uY2sLyx0xcEajQjULb4HXp4yuWsZkAaIbLYkl0yJGYSW6edkGVgXPfXY3M5083E3jqV1rOFva/K0iwmx8N9p3KoUsLRZinsFQMrh+RlF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alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai talebani della ratio e della coerenza, ai detrattori che hanno minacciato di morte il regista, come agli sfegatati ultràs che gli hanno  chiesto di partecipare a HC2 dichiarandosi addirittura disposti all'uso  di vere feci (sic) è in dirittura d'arrivo dato tanto di benservito: quanto testimoniato fino al minuto 84 è un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i style="font-family: arial;"&gt;in mente dei&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt; di Martin, un po' come -tanto per scomodare Buttgereit- quel che accade nel &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;continuo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;rewind-fastforward mnemonico in &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i style="font-weight: bold; font-family: arial;"&gt;Schramm&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;.&lt;br /&gt;Ed ecco puntuale e amplificata la pernacchia dell'artifex: "vi ho perculato tutti, belli e brutti. Chi  si tira seghe davanti all'eccesso e chi mi vorrebbe morto e mi crede un  maniaco sulla base di inquisitori e ottusi 2+2. Questo è solo un film, col quale ho infantilmente giocato a  specchioriflesso divertendomi un mondo. Siete tutti Martin o sua madre, HC2 è solo un gioco!"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;Tutto qui? Niente più di una paraculata che affonda le sue radici nel situazionismo spicciolo?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;Vamos a ver. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;Poche storie, Tom Six è uno bravo. Un astuto facitore di atmosfere catramose, sordide, umidicce, agghiaccianti, avallate da un suppurato b/n sublimemente fotografato e da un protagonista che pare deiettato da un girone dantesco o da un canto di Maldoror o dal giardino dei supplizi, un keatoniano ceffo che si carica tutta l'opera sul groppone con una mostruosa aderenza da fare impallidire il più intransigente Stanislawski.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-2fsrhqVHO-Y/TxGRn7vPghI/AAAAAAAAAEo/h0099opx95g/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 174px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-2fsrhqVHO-Y/TxGRn7vPghI/AAAAAAAAAEo/h0099opx95g/s320/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697495118837154322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;Six ti costruisce bel bello un film con/sul nulla, sprofondandoti ad ogni frame sospinto nello straniamento ora ipnagogico ora ipnopompico.  Il cinema si fa setticemica eidesis. E' questo quel che colpisce, più ancora dell'ade parametrica spadellata nell'ultima mezzora (che pure ti lascia esanime a interrogarti se dopo i vari &lt;span style="font-style: italic;"&gt;interieur frontiers martyrs srpski darfur&lt;/span&gt; e compagnia torturepornante le avevamo davvero incassate tutte): la paranormale stranezza, l'indecidibilità dei toni, la perturbazione psichica ed emotiva del vivere un incubo lucido a occhi aperti. Il sentirsi impazzire come se Lynch coi suoi 5 minuti e il più scellerato Zeno entrassero in rotta di collisione. Come il più catabasico Castellucci totalmente fuori controllo dopo un Kargl di troppo (la mdp sempre adesa al protagonista, deve più di qualcosina a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i style="font-family: arial;"&gt;angst&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;). Come un bad trip di Ciprì e Maresco dopo una scorpacciata di PCP.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;Se la nullità dell'idea attorno alla quale il film bascula è direttamente proporzionale alla malattia mentale di chi l'ha concepita (in senso buono, ché un incontro ravvicinato con gli autori scongiura certe equazioni da agente della digos: il sagace Harvey oltre a mostrare una conoscenza del cinema e un'intelligenza fuori dal comune, ha un'aria dolcissima e ti viene voglia di sbaciucchiarlo; Six è affabilissimo, pacioso e costantemente incline al sorriso e allo scherzo), l'idea di cinema di Six basta sicuramente a sorreggerla fino alla fine, anche se è davvero un peccato che l'ipnoinducenza e il delirio allucinatorio dei primi sbalorditivi 50' cedano poi il passo alla tautologia dello choc, della fecalità e del vomito a buon mercato contro i quali è dura trovare una qualsivoglia chiave d'estraniamento.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;A mio gusto, il film spiazza, disturba e fa sudar ghiaccioli più quando ravana nel grottesco spinto, nella psicotropia e nella psicotronia (i siparietti stralunatissimi con lo psicologo, con la madre, o col vicino di casa, tutti di eraserheadiana memoria), o quando si raggiungono climax di minaccia come quello nella scena col bambino di colore (che fa un bel paio con una sequenza consorella di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Murder set pieces&lt;/span&gt;), creando un tempo  parallelo in cui ti accorgi troppo tardi di essere immerso senz'altra  via di uscita che quella di spegnere il lettore, che non quando sbraca nell'escalation ipersplatter e nel discesismo di vomito feci e plasma (che comunque una ferita bella profonda la lasciano)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;alla stupita e incredula faccia di Bazin.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;E' evidente che per Six malati di mente e pubblico criticamente maturo  si equivalgono, e qualunque cosa accadrà col conclusivo terzo capitolo (la butterà in burletta? spingerà l'idea su scala planetaria? creerà il nastro di Moebius? avremo un centipede di neonati? una miscellanea  di vivi, morti, decomposti, bambini e animali?), da ora se non altro siam svezzati e pronti a qualsiasi peggio. O quasi: se è vero quanto fin d'ora proclamato  ("&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il terzo farà sembrare disney il secondo&lt;/span&gt;"), c'è da preoccuparsi. Molto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;Tom Six si è messo nella stessa posizione  di un Lynch dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Inland empire&lt;/span&gt;, di Noè dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Enter the void &lt;/span&gt;o di Spasojevic con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Srpski&lt;/span&gt;: sarà interessante vedere se supererà se stesso o farà tre passi  indietro con tanti auguri.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;Il teaser del terzo, intanto, è già spremuto dal tubetto. Staremo a verificare se è vero, come da detto popolare, che alla terza si bastona.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;br face="arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/ZuYiMu-axWs?fs=1" allowfullscreen="" frameborder="0" height="270" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br style="font-family: arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-2865211351394611516?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/2865211351394611516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/six-six-six-number-of-human-centipede-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/2865211351394611516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/2865211351394611516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2012/01/six-six-six-number-of-human-centipede-2.html' title='SIX SIX SIX THE NUMBER OF THE HUMAN CENTIPEDE 2 - FULL SEQUENCE'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-KK1dCqqbBH8/TxGPmwrGYdI/AAAAAAAAAEc/uh4Z6a4SRdw/s72-c/human-centipede-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-497806267373852514</id><published>2011-03-05T06:55:00.000-08:00</published><updated>2012-01-15T11:05:00.371-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>REGOREGITATED SACRIFICE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4XrS51ne0Ac/TXJW9P-EUMI/AAAAAAAAAEI/MWBmfHeWchI/s1600/vomito.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 242px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-4XrS51ne0Ac/TXJW9P-EUMI/AAAAAAAAAEI/MWBmfHeWchI/s320/vomito.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5580618498524336322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;di Lucifer Valentine&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME~1/MAGNAB~1/IMPOST~1/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;Nell'olimpiade dell'eccesso ne abbiamo ormai incassate per tutti i disgusti: dai supplizianti di barkeriana memoria che indottrinano su quant'è bello lu murire acciso [il vergognosamente sovrastimato &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Martyrs&lt;/span&gt;] alle spirali discendenti di medee che annegano i propri pargoli di &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Daisy Diamond&lt;/span&gt;, dalle accanite virago che massacrano puerpere [&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;A l'interieur&lt;/span&gt;] alle puerpere prese ad anfibiate nell'incommentabile &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Snuff 102&lt;/span&gt;, dai feti sverginati sul nascere per amor di allegoria metastorica dell'ancipite &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Srpski&lt;/span&gt; (che ormai quatti quatti e coatti coatti abbiam tutti visto e rivisto) alle babygang sul lago dorato in salsa Dnepropetrovsk di &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Eden lake&lt;/span&gt;, passando per cameraman &amp;amp; assassini, necrofili, necrofagi, famiglie allo sbando [&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Mum and dad&lt;/span&gt; anyone?], &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;ragazze della porta accanto&lt;/span&gt;, zoofilie, vindicators a tutta oltranzistica ferocia [&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;The horseman&lt;/span&gt;]. Il tutto mentre Deodato diventa un grande classico Disney e tiene banco da una facoltà universitaria all'altra e il contraddittorio di Haneke è ormai accademia, e si corre il serio rischio di portare quel cazzone di Vogel in trionfo o accusare un &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Darfur&lt;/span&gt; di essere un capolavoro (salvo magari sputar biliose sentenze sui radicali affondi dell'ultimo Noé)&lt;br /&gt;Cosa mancava all'appello a noi guinea pigs?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0Cknhw6RirM/TXJYPYZXkNI/AAAAAAAAAEQ/zzL0uh6p-Rs/s1600/scr_r_130_0_small.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 216px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-0Cknhw6RirM/TXJYPYZXkNI/AAAAAAAAAEQ/zzL0uh6p-Rs/s320/scr_r_130_0_small.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5580619909535600850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le gioie del vomito crossoverizzate all'ipersplatter nazisatanico, magari cucinate persino a modino, con l'ardire di occhieggiare a Pasolini.&lt;br /&gt;Detto, fatto. Mezzo chilo di antiemetici e si va: dallo schermo alla tazza, dalla tazza allo schermo. Fino ad avvedersi che sono la meme chose. Inonder le bourgeois è il vessillo dello sciamannato Lucifer Valentine, che non sazio (per forza!) e non pago, sull'arte di recere tra una bordata di emoglobina e l'altra ci promette persino un trittico. Non se ne vede l'ora.&lt;br /&gt;Epater et répéter: docce romane su di me...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-497806267373852514?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/497806267373852514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2011/03/regoregitated-sacrifice.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/497806267373852514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/497806267373852514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2011/03/regoregitated-sacrifice.html' title='REGOREGITATED SACRIFICE'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-4XrS51ne0Ac/TXJW9P-EUMI/AAAAAAAAAEI/MWBmfHeWchI/s72-c/vomito.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-1369875744679385429</id><published>2009-09-13T03:21:00.000-07:00</published><updated>2012-01-15T11:05:51.306-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>THE POUGHKEEPSIE TAPES</title><content type='html'>&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/6/69/Poughkeepsie_tapes_post.jpg/220px-Poughkeepsie_tapes_post.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 220px; height: 301px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/6/69/Poughkeepsie_tapes_post.jpg/220px-Poughkeepsie_tapes_post.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.shocktillyoudrop.com/gallery/3682/The_Poughkeepsie_Tapes_poster.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di John Erick Dowdle &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; con Stacy Chbosky, Ben Messmer, Samantha Robson,  Ivar Brogger, Lou George, Amy Lyndon&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Pura nitroglicerina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metà &lt;i&gt;last horror movie&lt;/i&gt; metà &lt;i&gt;blair witch project&lt;/i&gt;, riesce appieno dove questi falliscono: disturbare e  angosciare. Quasi come un Vogel più accorto e depurato dalla sua foga di disgustare per amor di gratuità o come un Bob Fosse votato alla sporcizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scaltrissimo nel suo giostrarsi tra mito inventato di sana pianta, leggenda metropolitana e cronaca vera tenendosi sempre in bilico tra puro mockumentary con punte di ragguardevole mimetismo snuff e attinenza/risonanza a fatti realmente accaduti (l'intervista con Bundy; e a leggere alcune dichiarazioni in rete si direbbe che l'affaire delle pt non sia del tutto una fregnaccia mediatica orchestrata per batter cassa) e nel suo scansare la frusta pesantezza teorica del metacinema che colpevolizza il voyeur.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse esagera chi sostiene che mette addosso una fifa blu, ma certamente è carico di un costante senso di incombente minaccia che instilla una crescente inquietudine e che non si trova/prova nemmeno sommando tutti i più scellerati torture porn di quest'ultimo lustro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visto in sala deve essere da attacco di panico. E dato che probabilmente non lo vedremo mai, grazie a una pusillanime MGM che ne rifiuta la distribuzione perché teme epidemie di emulazione da parte di spettatori psicolabili, braccatelo senza indugio perché merita, altroché.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-1369875744679385429?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/1369875744679385429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/09/poughkeepsie-tapes.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1369875744679385429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1369875744679385429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/09/poughkeepsie-tapes.html' title='THE POUGHKEEPSIE TAPES'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-1353138504628333049</id><published>2009-09-12T07:00:00.000-07:00</published><updated>2009-09-12T07:11:25.631-07:00</updated><title type='text'>WE SHALL OVERKILL: DEATH SCENES 3</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SquputkGXPI/AAAAAAAAADY/f_w32z2DLIk/s1600-h/bscap003.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SquputkGXPI/AAAAAAAAADY/f_w32z2DLIk/s400/bscap003.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380580799794273522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;font-family:arial;" &gt;di Nick Bougas&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Cribbio. Anche stavolta Bougas non abbassa la guardia, non concede sconti e non fa prigionieri. Del resto la morte non fa credito a nessuno, quindi inutile decaffeinare i chicchi e servire zuccherato. E dunque, servita su vassoio d'argento un'epigrafe celiniana così per gradire, aridaje con interessi da cravattari: un'altra megatonica e ciclotronica deflagrazione di organi, un'altra atomica di thanatos alla porta, un'altra inesausta passerella di corpi scempiati, un altro ferino memorandum della fragilità della carne e della caducità della vita, un terzo ribadire che tutto il pianeta è obitorio e il mondo è un film di guerra: Osjek o Rwanda, Perù o Iraq che differenza fa? La morte è democratica, onnivora e ninfomane. In casi simili, anche vanesia: guardarla ammiccare fa di noi solo dei provvisoriamente privilegiati bystanders.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Ogni scappatoia metafisica bandita. La pietà non abita più qui: solo un bell'assestato -e meritato- choc di 88', a noi impenitenti scopofili, resta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SqupzUG9pSI/AAAAAAAAADg/2ruTXoKMQsE/s1600-h/bscap004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SqupzUG9pSI/AAAAAAAAADg/2ruTXoKMQsE/s400/bscap004.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380580878860526882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Nel farsi travolgere da simili operazioni di dubbia etica ed altrettanta relativa necessità e importanza, si esperisce in prima persona cosa provava Alex nella tortura della cura ludovico. Quando poi vengono sbattute in faccia devastanti foto del massacro in polonia del 39 o di feti e neonati deformi a livelli da patafisica, estraniarsi diventa cosa impossibile e si deve cercare il più possibile di tenersi in modalità zen. Naturalmente non si fa a tempo a credere di averne conquistata una mezza briciola che entrano in scena cadaveri di bambini e il confine tra vedere uno shockumentario e finire in cardiologia si fa sempre più labile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Generalmente le ammonizioni generano effetti contrari e innescano il doppio della curiosità, ma questa volta non lo dico per farvi venire l'acquolina, ma perché questa è davvero roba di ardua sostenibilità che toglie la voglia di un pasto o lo fa vomitare: rigorosamente per anime imperturbabili e tempratissime. And I really mean issime.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-1353138504628333049?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/1353138504628333049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/09/we-shall-overkill-death-scenes-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1353138504628333049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1353138504628333049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/09/we-shall-overkill-death-scenes-3.html' title='WE SHALL OVERKILL: DEATH SCENES 3'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SquputkGXPI/AAAAAAAAADY/f_w32z2DLIk/s72-c/bscap003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-753943355377847587</id><published>2009-09-12T06:43:00.000-07:00</published><updated>2009-09-12T06:56:53.983-07:00</updated><title type='text'>DER TOD WIRD UNSERER SEIN: DEATH SCENES 2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SqulxfI_AmI/AAAAAAAAADI/f4fVlKgJbs0/s1600-h/bscap002.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SqulxfI_AmI/AAAAAAAAADI/f4fVlKgJbs0/s400/bscap002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380576449415545442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; font-family: arial;"&gt;di Nick Bougas&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;La morte è infaticabile e fantasiosa, e Bougas non le è secondo: servendosi di un inesausto ed estenuante bric-a-brac di un repertoriato (in parte ancora fotografico: spiccano soprattutto le più rivoltanti pagine delle incredibili death-mags messicane quali &lt;span style="font-style: italic;"&gt;El nuevo alarma, Peligro, Nota roja&lt;/span&gt;) che fa vacillare anche i più scafati, bissa e supera &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;se stesso, reggendo alla nera signora la veste nuziale e rovesciando il batailliano "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;je suis la joie devant la mort&lt;/span&gt;" in un sussiegoso "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;je suis la mort devant la Joie".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Sparito dal timone il satanasso La Vey e appoggiato su una più ortodossa voice-over (mai comunque fredda, cinica, compiaciuta o strafottente: il contrario, insomma, dei pecorecci commenti tricolore), questo secondo bastimento sovraccarico di thanatos, riprende filologicamente laddove il precedente calava il sipario (la prima guerra mondiale) su fino ai primi strazi del conflitto inter-etnico jugoslavo. Di mezzo, la necrobulimia della telecamera non si lascia scappare mezzo centilitro di sangue né lesina in dettagli e tutto quanto inghiotte ce lo rivomita con gli interessi addosso. More solito, beninteso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Se da una parte si tiene ancora desto l'interesse graz&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;ie a un tono tutto sommato neutrale e para-storiografico con documenti sulla guerra in Korea, su quella in Vietnam, sulla morte a Hollywood e sugli allora inediti exploit sul massacro della Manson family (atti a provare la falsità di certi miti legati allo Zio Charlie), dall'altro si scorge la chiara volontà di elevare a potenza gli choc del primo bloodbuster, spinta che rende vana e metastorica la masquerade culturale. La sintesi superiore tra l'indubbio interesse per alcuni documenti e l'umore funebre che tutto neutralizza prevarica soffoca non trova insomma alcuna soddisfazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/Squl3lJ6z6I/AAAAAAAAADQ/mZlYM4lO-7k/s1600-h/bscap000.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/Squl3lJ6z6I/AAAAAAAAADQ/mZlYM4lO-7k/s400/bscap000.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380576554109292450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;E allora via a tutto rigor mortis con una balordiss&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;ima guernica di cadaveri smembrati e mutilati in tutte le salse e minestre, incidenti automobilistici (clip estrapolate dai famigerati educationals proiettati nelle scuole per sensibilizzare i prepuberi ai rischi dell'alcool) , suicidi (insostenibile quello ormai celebre di Budd Dweyer, il tesoriere che durante una conferenza stampa si sparò in bocca in diretta), omicidi, feti clandestinamente abortiti, autopsie, neonati deformi, e via orripilando.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Senza sosta. Senza pietas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laddove La Vey cercava nei risicatissimi limiti del possibile di umanizzare e contestualizzare il tutto, e di offrire in dirittura d'arrivo un pur flebile spiffero di speranza al fruitore, qua si rasenta il mero sadismo con un quarto d'ora finale che oltre a proporre con marcata insistenza la tragica fine di Vic Morrow da diverse angolazioni e con un uso di allucinante pedanteria del ralenty e del frame-by-frame, si candida ad essere il più inaffrontabile test di resistenza spettatoriale mai perpetrato su pellicola, un cut-up di orrori al termine dei quali si ha voglia di rivedersi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;heidi&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pretty woman &lt;/span&gt;per disintossicarsi. Per quel che serve: l'inquadratura finale è il freeze-frame della spilla orgogliosamente ostentata da un mercenario bosniaco: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;we shall overkill&lt;/span&gt;. E' un mondo senza riscatto, e dimentichiamoci che le cose possano migliorare, checché ne blaterino i new agers; né bastano i titoli di coda a recare sollievo: l'impressione che accompagna per giorni e giorni dopo la visione è di essere passati in un tritacarne ed esserne usciti vivi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Una chiave per una sacca resistenziale per sopravvivere a un'infera totentanz simile tuttavia c'è, ed è il costante tenere a mente e nel cuore che testimoniare l'orrore ne risarcisce le vittime. Se si riesce nell'impresa di tenersi buono per tutto il viaggio quest'assunto di base, si passa -sebbene iperventilati- il Rubicone, viceversa è difficile non uscire almeno enormemente scossi da un simile colmo di cupio dissolvi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-753943355377847587?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/753943355377847587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/09/der-tod-wird-unserer-sein-death-scenes.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/753943355377847587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/753943355377847587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/09/der-tod-wird-unserer-sein-death-scenes.html' title='DER TOD WIRD UNSERER SEIN: DEATH SCENES 2'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SqulxfI_AmI/AAAAAAAAADI/f4fVlKgJbs0/s72-c/bscap002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-6598972940169972882</id><published>2009-09-12T05:58:00.002-07:00</published><updated>2009-09-12T06:25:35.896-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>TOTENTANZ DER NEKRONAUT: DEATH SCENES</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SqudIpkSFjI/AAAAAAAAACg/5-9Nh_DuXeI/s1600-h/ds1b.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SqudIpkSFjI/AAAAAAAAACg/5-9Nh_DuXeI/s400/ds1b.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380566951746737714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;di Nick Bougas&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;"What this world needs is a good weeping!"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;: Sua Maestà La Vey fa capolino ed è subito obitorio.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Tira brezza di cadaverina e idrogeno fosforato nei trauma&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;t&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;izzanti 88' minuti ad elevatissimo tasso tanatofilo (i primi di un trittico vieppiù impietoso). Al punto che se non si ha quel minimo sindacale di spirito necrofilo o di inscalfibile imperturbabilità -o di gioioso sadismo- si corre il serio rischio di fuoriuscire profondamente lesi da questa catabasi che ha nel fu nostromo della Chruch of Satan il proprio sobrio, ieratico e serafico traghettatore.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della morte, dell'amore per la (altrui paura della) morte è tutto maestade e l'esplosione di corpo umano ha subito inizio, senza preamboli o perifrasi, e si scala ad ampie e decise falcate una ziggurat di morte da far impallidire un monaco tibetano, con un passare in rassegna centinaia di agghiaccianti foto d'archivio criminale degli anni 20, 30 e 40 estrapolate dal personale Necronomicon di quel La Vey che giovine si ritrovò a sbarcare il lunario come fotografo per la cronaca nera (chi ben comincia...), dai toni ora ocra ora seppia ora lillà, ritmi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;camente&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; scandite dalla circense &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Danse macabre&lt;/span&gt; di Saint-Seans e dalla lunare e disturbante partitura di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lucifer rising&lt;/span&gt;, che documentano la dark side di un'america già allora indegna della a maiuscola e infettata dai più feroci serial killer, pervertiti e criminali che si possano immaginare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/Squep-I3FII/AAAAAAAAACo/fS702g7zp6c/s1600-h/bscap001.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/Squep-I3FII/AAAAAAAAACo/fS702g7zp6c/s400/bscap001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380568623716177026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nulla viene risparmiato all'occhio ai nervi al cuore d&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;el fruitore: le imago di corpi in frammenti scaraventateci contro non si fermano davanti a nient&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;e e nessuno. Arduo descriverle, difficile cernitare, impossibile dimenticarle. La vittoria della fissità sulla dinamya profetizzata da Kafka. Al punto che certe deformità post-mortem eccedono, paradossalmente, l'effetto-vérité finendo col dare l'impressione di una mostra di lavori di Witkin, Bosch, G&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;oya o Bacon visitata dopo una dose cavallina di PCP. Il contraccolpo baconiano è schiacciante. La magnitudo necrofila eccede zenit insostenibili, l'attacco ai sensi è costante, massic&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;cio: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Death scene&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;s&lt;/span&gt; non è tuttavia d'approccio triviale e di impostazione cialtrona come quell'apologia dell'appositamente ricostruito in studio di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Faces of death&lt;/span&gt;, né in qualche trasversale modo gratuito e sfacciato come i derivativi collages di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Traces of death&lt;/span&gt;, e ha i suoi punti di forza in uno sguardo neutrale, quasi serenamente distaccato, in un'oggettività lontana dall'infantile sadismo da epater-le-bourgeois o da tono da mercante del pesce che determina la quasi totalità dei death-movies e dei mondo, e nella documentazione impressionante -&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;e interessante- che abbraccia Dillinger, la Dalia Nera, Jack lo squartatore, Jayne Mansfield su fino ai peggio orrori della prima guerra mondiale, ma è pur sempre uno shockumentario, probabilmente il più devastante che essere umano possa mai affrontare, e davanti a frames di bambini strangolati o neonati con crani sfondati da un cacciavite viene da implorare pietà in lacrime, da domandarsi cosa -masochismo e morbosità a parte- spinge a perpetrare una visione di tal fatta e da prendere a calci a sudovest chiunque soggiacia all'appiglio logico della sempreverde volontà di dio.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Vey chiude chiosando saggiamente che l'ineluttabilità della morte non deve mai deviarci dalla passione per la vita, ma la posticcia morale della favola arriva tardi ed è più appendicite che appendice, ed è pochissima cosa per farci davvero riavere dallo stordimento e da momenti che torneranno a farci cucù nel dormiveglia.&lt;br /&gt;Non c'è abreazione, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;non c'è catarsi: la vita fa schifo e poi muori, e se muori di malo modo vieni immortalato per dimostrare all'ardimentoso voyeur quanto la vita sia un'illusione, la morte una sovrana realtà e il suo corpo una canna in balia del vento della catastrofe, della fatalità e dell'altrui nequizia/follia.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questo terrifico affondo viene quasi da pensare che nessun altro mondo è più ipotizzabile. Quasi, perché Bougas si armerà di simpatia e allucinanti cose buone dal mondo bastevoli per cucinare altri due sequel, naturalmente uno più indigesto e venefico dell'altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SqugcrbAppI/AAAAAAAAACw/dayBsmxLS2g/s1600-h/ds1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SqugcrbAppI/AAAAAAAAACw/dayBsmxLS2g/s400/ds1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380570594376984210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-6598972940169972882?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/6598972940169972882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/09/totentanz-der-nekronaut-death-scenes.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6598972940169972882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6598972940169972882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/09/totentanz-der-nekronaut-death-scenes.html' title='TOTENTANZ DER NEKRONAUT: DEATH SCENES'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SqudIpkSFjI/AAAAAAAAACg/5-9Nh_DuXeI/s72-c/ds1b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-5791784880829930561</id><published>2009-04-18T05:25:00.000-07:00</published><updated>2009-09-12T08:58:20.700-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TERZO GRADO'/><title type='text'>NEUROMECCANICA: OFFICINE SCHWARTZ TRA FABBRICA E CIELO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.radicimusic.com/immagini/gruppi/Officine-Schwartz.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 533px; height: 314px;" src="http://www.radicimusic.com/immagini/gruppi/Officine-Schwartz.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.blogosfere.it/blogs/rockinroad/images/Ferrodolce.jpg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 260px;" src="http://blog.blogosfere.it/blogs/rockinroad/images/Ferrodolce.jpg.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mescalina.it/musica/live/foto/osc/2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 180px; height: 163px;" src="http://www.mescalina.it/musica/live/foto/osc/2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il nome ed il logo adottati da questa formazione bergamasca, per quanto ingannevoli, non hanno niente da spartire con le congegnerie bruitiste cui ci hanno straziato/ deliziato/ abituato gli estremisti adepti del filone industriale inglese e tedesco ed epigoni al seguito.&lt;br /&gt;A dispetto delle scelte stilistiche ed espressive, le Officine Neuromeccaniche Schwartz hanno ben pochi debiti -e quei pochi, trasversali- con l'eredità rumorista lasciataci dai vari Z'ev, Test Department, Einsturzende Neubauten e compagnia martellante.&lt;br /&gt;Il fatto che questi 20 operai trasformino da 26 anni il palco in una fabbrica, decidendo di accantonare strumenti tradizionali del circuito rock o elettronico in onore di una vitalizzazione dell'inanimato che li vede manipolare e percuotere catene, ferraglie e bidoni non significa necessariamente trovarsi di fronte all'ennesimo campionario di vuoti ed insostenibili clangori.&lt;br /&gt;Questi cugini dei CCCP propongono ammalianti ibridi di violini e ingranaggi, tromboni e scintille, mazzate di bidoni e velluti di soprano, sirene lancinanti e cori melodiosi, vetri infranti e cornamuse, fughe classicheggianti d'organo e stridori delle catene di montaggio.&lt;br /&gt;Le loro mise en scene, spesso ambientate in spazi tutt'altro che convenzionali e ancor più spesso precedute da parate per le strade, non di rado rinforzate da un approccio multimediale che comprende discipline quali la danza e la videoarte, mirano maggiormente al recupero di una memoria storica, alla voglia/ necessità di non dimenticare, di non far dimenticare, piuttosto che allo stordimento e alla provocazione delle platee.&lt;br /&gt;Quest'ambiziosa ma lodevolissima intenzione/ iniziativa si avvale di richiami folcloristici di molteplici estrazioni culturali ed epocali, quali canti della resistenza bulgara e della guerra civile spagnola, liriche tese ad esprimere la rabbia e gli scioperi dei lavoratori oppressi, sfruttati, malpagati, disdicevoli eventi legati alla prima ed alla seconda guerra mondiale.&lt;br /&gt;Fritz Lang, Sergej Eizenstein, Orwell e Marinetti li avrebbero di certo adorati e c'è da star sicuri che anche André Schwartz, uno scrittore che  ha lasciato ai posteri una fiabesca trilogia sul potere, li avrebbe considerati con un certo riguardo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'onore e il piacere di una ventina di loro esibizioni decido nell'aprile 1994 di estorecere maggiori ragguagli biografici al capo-cantiere Osvaldo, compositore coordinatore e Von Karajan dell'ensamble&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;' Tu hai un cuore ardente per un'azione agghiacciante'&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;                                                                                              (Antigone)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                           &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MANOLO MAGNABOSCO - Vogliamo innanzitutto riassumere, per i non addetti ai lavori, come quando e perché è iniziata e perché vi siete battezzati così?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OSVALDO ARIOLDI - Le Officine Schwartz sono sorte nell'autunno del 1983 dopo un periodo di pausa da altre esperienze musicali, con una volontà di dedizione all'espressione di questa nostra civiltà industriale. Siamo partiti con dei concetti che abolissero dei sistemi che non reputavamo validi o idonei per comporre della musica.&lt;br /&gt;Le Officine sono soprattutto nate come contrapposizione alla tendenza musicale di un'epoca in cui vari gruppi "trasgressivi" di suono elettrico o rock si vedevano circoscritti da moda e mass-media. Alcuni militanti di questo standard obiettarono, e si compì una radicale trasformazione del suono, dei relativi strumenti, dell'aspetto proponitivo, del grado di tensione provocato dagli spettacoli, della simbiosi tra musica, proiezione, luce, ombra, buio, fuoco, danza e rumore. Tutto questo per provocare un cambiamento intenzionale di direzione espressiva  rispetto alla tendenza di massa, intendendo per massa anche la numerosa congrega "alternativa" dominata inconsciamente e suo malgrado, dall'ennesima transitoria moda.&lt;br /&gt;Le principali scelte ed operazioni di taglio espressivo con le quali, a testa bassa, sono partite le Officine sono state l'abolizione/ boicottaggio della batteria come strumento ritmico, considerata in ferma evoluzione da una trentina d'anni e timbricamente limitata. L'abbiamo "rinnovata" e sostituita con ritmi elettronici e strumenti a percussione impropri quali bidoni di ferro, tubi e pressofusi metallici, griglie, catene, lamiere, trapani, vetri, televisori da distruggere... ci siamo diretti verso un uso corale e meccanico dei ritmi, a rappresentazione del lavoro in un reparto di fabbrica.&lt;br /&gt;Quel che ci eccitava era che con £20.000 riuscivamo a procurarci strumenti per quattro persone da un rottamaio; ferraglie abbandonate e arrugginite che tempo prima erano servite per tutt'altri scopi. Riutilizzare materiale che a suo tempo era servito per il lavoro è stata per noi una sorta di rivendicazione.&lt;br /&gt;Un'altra convenzione alla quale le Officine hanno detto spietatamente "no!" è la figura del cantante front-man, che a nostro avviso non c'entra niente con la musica ma fa invece parte di un'estetica di dubbio gusto creata dalla propaganda e dalle mode. Abbiamo obiettato al convenzionale sistema 'voce=cantante' con una redistribuzione corale della melodia, relegando al solista solo recitativi e sottovoce.&lt;br /&gt;C'è inoltre stata la presa di coscienza del Rumore come riferimento culturale di un'era industriale e quindi abbiamo incominciato a sfruttare l'abbinamento di armonia e rumore, di suoni piacevoli e di rumori fastidiosi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Nonché di suoni fastidiosi e di rumori piacevoli...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OA - Anche. Senza risparmiare i silenzi. Mentre musiche importate dall'America - terra da noi accoratamente detestata per il basso, a nostro avviso, gusto estetico e ancor più piatto potenziale espressivo - non ci attraevano, noi abbiamo preferito non assoggettarci al colonialismo musicale angloamericano, evitando di scimmiottare tale stile con l'uso di una lingua incomprensibile e di diventare qualcosa per pochi eletti.&lt;br /&gt;Le Officine hanno sempre cercato di creare qualcosa la cui fruitura fosse per tutti: per i bambini, per i vecchi partigiani, per i lavoratori, per i giovani, a patto che chiunque ascoltasse fosse disposto a lasciare a casa le proprie mode.&lt;br /&gt;I riferimenti ai modi sinfonici di composizione comprendono suoni e silenzi, pianissimo e fortissimo, contrasti tra armonia e bruitismo.&lt;br /&gt;I soggetti sui quali si è lavorato riguardano principalmente il suono/ ritmo/ rumore della macchina meccanica, la cultura storica del lavoro, il passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale, il lavoro durante la guerra, gli incidenti in fabbrica, l'amore/ odio per i tempi moderni e lo scambio culturale, scelto o forzato, dato dall'emigrazione e dall'immigrazione dei lavoratori.&lt;br /&gt;Il tutto senza usare strumenti-simbolo della cultura rock quali basso e chitarra elettrica, eccetto che per scopi non tradizionali ( basso ad arco oppure a larsen ).&lt;br /&gt;Non siamo mai stati interessati ad avere un genere o un modo definibile, quanto a creare suono e atmosfera utilizzando vari strumenti e dimensioni sonore dettate dal soggetto in espressione, quindi conseguenze di forme differenti tra di loro.&lt;br /&gt;Agli esordi eravamo cinque audaci sperimentatori; nel corso di questi anni si sono avvicendati una quarantina di soggetti. Attualmente siamo in venti.&lt;br /&gt;I criteri di lavoro che ti ho esposto sono tutt'ora operanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Perché Officine Schwartz?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OA - Chiamare il gruppo "Officine" ci poneva al di là di una barriera espressiva ben lontana dalla civettuoleria della tendenza e dai suoi contenuti di plastica.&lt;br /&gt;Schwartz invece è un nome che appartiene alla mia strada, alla mia cultura infantile, al mio percorso di vita. Il nome fu scelto per ragioni di estetica eufonica.&lt;br /&gt;Adesso un nome come questo lo potrebbe utilizzare chiunque, perché dal 1980 si è stati testimoni di una grande degenerazione estetica , di uno strabordante pessimo gusto esteso un po' dappertutto; in suo nome qualsiasi cosa viene storpiata o abbruttita giusto per il tono di fare qualcosa di "nuovo", di "originale".&lt;br /&gt;Nel 1983 una banda musicale e multimediale che si firmava Officine era particolare, anche inquietante. All'epoca chiamarsi così e portare un set di bidoni e lamiere su un palco necessitava di un po' di pelo. Ora tra tv e tempi moderni ne han combinate di ogni colore.&lt;br /&gt;All'epoca invece erano innovazioni; son contento di aver fatto qualcosa di sentito e di aver avuto la possibilità, grazie anche ai numerosi colleghi succedutisi di volta in volta, di continuare sempre a fare delle cose che ci piacevano.&lt;br /&gt;Un nome simile segnala la proposta estetica ed espressiva " in positivo " di lavoratori, artigiani, impiegati, studenti, operai, metalmeccanici, volontari. Ma non si crede alla gioia del lavoro per lavorare sempre di più e per opprimere il popolo, come voleva il Duce, ma nel fatto di poter essere presenti in maniera fisica, operare con la propria forza, le proprie energie, le proprie idee per un contributo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Le costanti più spiacevoli del lavoro quali lo sfruttamento, il lavoro come orwelliano stratagemma di oppressione, la disoccupazione, l'alienazione da lavoro sembrano essere il vostro maggior cruccio espressivo su palco e su vinile...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OA - Quand'ero più giovane ho lavorato in fabbrica, e quest'esperienza è stata pesante e piuttosto brutta.&lt;br /&gt;Quando le Officine sono nate abbiamo scelto di esprimere nella nostra musica contenuti di un certo spessore, che riguardassero da vicino l'esperienza quotidiana di vita della quasi totalità delle persone. Da qui la scelta del lavoro come tematica, con tutte le sue brutture e le sue pesantezze.&lt;br /&gt;Salire su un palco e percepire di fronte a te poca o molta gente che ti guarda o ti ascolta, ti mette nella condizione di avere qualcosa d'importante e di non banale da esprimere.&lt;br /&gt;Parlare di lavoro per noi racchiude in se molteplici aspetti diversi, che hanno anche riferimenti culturali e storici precisi. Quando saliamo sul palco vestiti con la tuta blu, l'Operaio a cui facciamo riferimento, che in un certo senso noi in quel momento rappresentiamo, è quello meccanico della prima industrializzazione, l'Operaio ottocentesco. Questo soggetto, legato alla macchina, che per più di dieci ore al giorno ripete gli stessi gesti, che è sfruttato e tiranneggiato dal padrone, che è malpagato, privo di diritti e di chi li difende, costretto in quella condizione per la propria sopravvivenza materiale, diventa per noi una figura quasi mitica, un simbolo della condizione umana.&lt;br /&gt;Questo operaio vuole essere metafora della quotidianità di chi si sente schiacciato da una realtà che non è a propria misura, che tende a creare distanza e fratture tra le persone, conflitti e assenza di comunicazione.&lt;br /&gt;E' il simbolo di chi si sente profondamente a disagio all'interno di un mondo, di uno stato, di una città in cui sembra essere più felice chi è più uguale agli altri, alle conformità che comanda il padrone-televisione, il padrone-moda, il padrone-denaro... l'Operaio continua a lavorare, ma intanto sogna e progetta la distruzione della fabbrica.&lt;br /&gt;Il tema del lavoro nei nostri spettacoli non è presente soltanto in questo suo aspetto simbolico. L'Operaio, e più in generale il lavoratore, diventa una figura molto concreta e attuale quando parliamo di scioperi, di incidenti in cantiere e in fabbrica, di lavoratori extracomunitari che vorrebbero tornare a casa e di disoccupati stranieri che dall'Italia vengono rispediti in Africa.&lt;br /&gt;Inoltre, in molti aspetti dei nostri brani, cerchiamo anche di contribuire a rivendicare una memoria storica intorno a fatti del passato recente.&lt;br /&gt;Cosa che abbiamo fatto, ad esempio, con lo spettacolo " Remanium Dentaurum ". Oltre ad assemblaggi sonori di spontanea sperimentazione, si è avvertita l'esigenza di un lavoro più composito, più totale. Tutto è iniziato da un'architettura - o carpenteria - di base... &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Remanium Dentaurum &lt;/span&gt;era una composizione per area basata sulla rotazione e sincronizzazione dei tempi dei media usati. Per il "colore di fondo" utilizzammo un fatto storico della Cultura del Lavoro: il bombardamento alla Dalmine. Questa fabbrica siderurgica, che si trova in provincia di Bergamo, produceva, tra le altre cose, anche le ogive per le V2 tedesche. Il Warenkopf non fece suonare l'allarme aereo per non interrompere la produzione, così i bombardieri americani sganciarono tutto il loro carico sulle teste degli operai al lavoro.&lt;br /&gt;Altre tinte, oltre a luci e proiezioni, furono date da elevazioni alla meccanica, denunce cantate di incidenti sul lavoro, rumore e ancora rumore. Il progetto costò ben quattro anni di elaborazione, fu presentato per un'unica volta nel marzo dell'88 ed eseguito da 18 elementi.&lt;br /&gt;La composizione era progettata per otto ore, lunga quanto un turno; noi agivamo lungo il perimetro di un capannone, lasciando il pubblico in mezzo, al contrario di quel che avviene di norma.&lt;br /&gt;Tutto è già stato fatto. Non ci resta che ripetere. E allora perché non farlo coscientemente, dando varie chiavi di rapporti ogni volta differenti, motivati e gratuiti allo stesso tempo? C'è sempre una giustificazione, c'è sempre un accordo, volenti o nolenti.&lt;br /&gt;In questo magma di combinazioni, contraddizioni e dissonanze che era la Remanium, abbiamo voluto infine fare una proposta di possibile ordine o convergenza, che non è però la soluzione finale; tutto continua comunque e si ripete aldilà delle ore a nostra disposizione, con lo stesso caos, la stessa caparbietà, lo stesso ineluttabile divenire.&lt;br /&gt;Trasformare strumenti di lavoro o merce prodotta da lavoratori in strumenti sonori rappresenta inoltre una sorta di grande rivalsa, di reinterpretazione e di vendetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Quindi in che misura acquista una valenza rituale quanto avviene sul vostro palco?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;OA - &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;rituale?!?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Si, un esorcismo o l'integrazione di qualcosa che manca... mi hai appena detto che tendete a trasformare un rottame in uno strumento musicale, vendicandovene; questo processo di rianimazione e di rivendicazione mi fa pensare che in qualche maniera avete intenzione di operare un esorcismo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fino a che punto un vostro spettacolo può essere considerato un rito tribale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OA - No, non direi affatto che ciò che avviene sul palco durante i nostri spettacoli sia un rituale. Il rito è qualcosa che ha a che fare con la parte più istintiva dell'uomo. Nel rito non ci sono spettatori, non c'è un palco; tutta la tribù è intorno allo sciamano, danza e canta con lui. Il rito riguarda una credenza, una fede che accomuna tutti.&lt;br /&gt;Ciò che avviene nei nostri spettacoli è più simile alla rappresentazione di un mito. Il mito è un'architettura della realtà che appartiene al livello razionale, non istintivo, dell'uomo.&lt;br /&gt;Sul palco noi raccontiamo un mito, una storia senza celebrare nulla: non c'è nessuna tribù, nessuno sciamano, ci sono gli attori-musicisti e c'è il pubblico che guarda e ascolta... forse l'estetica e le sonorità proposte fanno pensare ad aspetti tribali/ rituali. Quando suoniamo un pezzo di ferro non crediamo di operare nessun esorcismo, semplicemente utilizziamo il nostro pensiero divergente, sarebbe a dire quella "parte del cervello" che tutti hanno - che molti ignorano e non usano - che permette di essere creativi e fantasiosi, nel nostro caso di trasformare un bidone che conteneva petrolio in un bidompano ( bidone + timpano ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - A proposito di pubblico, che sangue corre con esso? Riuscite ad instaurare un polo dialettico?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OA - L'approccio che le Officine Schwartz hanno sempre tenuto con il pubblico è di tipo teatrale: ci presentiamo come lavoratori in una fabbrica all'opera, che hanno un turno da eseguire, con un inizio e una fine, lasciando sempre libero chi ci guarda e ascolta di farsi idee proprie o di non farsene affatto.&lt;br /&gt;Comunque dobbiamo sottolineare che il livello di comunicabilità con il pubblico è cambiato nel corso degli anni. Le prime Officine, ponendosi in netta contrapposizione con le mode musicali dell'epoca, avevano come intento prioritario quello di provocare, di scuotere, musicalmente e contenutisticamente chi stava davanti a loro, portandoli in una dimensione fatta di temi e atmosfere pesanti, di terrore e di gelo.&lt;br /&gt;Non c'era intenzionalità comunicativa, ma quella di trasmettere una forte scossa.&lt;br /&gt;Mantenendo fermo nel tempo lo spessore dei temi che le Officine hanno affrontato e affrontano, è andato maturando nel gruppo un maggiore intento comunicativo, senza però rientrare nelle convenzioni relazionali di massa, rimanendo fuori dai giochi propagandistici, didascalici e moralistici. Ci siamo muniti anche di ironia, di cinismo, cercando di rendere visibili e palpabili i molteplici aspetti del reale.&lt;br /&gt;Lo stesso fatto, come ad esempio il turno di lavoro alla catena di montaggio, può essere visitato artisticamente in vari modi: è l'ambiente opprimente dove dominano gli stridori e i tempi della macchina, è l'operaio che crea un legame grottesco con la sua macchina-carnefice.&lt;br /&gt;A chi ci sta di fronte diamo le coordinate riguardanti l'origine del lavoro, nella sua storia e nella sua costruzione. Tutto il resto - interpretazioni, emozioni, sensazioni, giudizi - è del pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Gli outsiders della corrente industriale si preoccupavano di analizzare i rapporti uomo/ macchina con una dose di cinismo, nichilismo e pulsioni iconoclaste inenarrabili, proponendo prodotti violenti, sonorità e tematiche drastiche, atteggiamenti autoritari e spesso anche rissosi e ai limiti del lecito con le platee... da un loro spettacolo si usciva annichiliti, storditi, irritati, a volte scioccati.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Agli esponenti di tale corrente interessava creare cariche di tensione funzionali alla trasmissione e alla percezione di quell'universo desolato e desolante che George Orwell profetizzò quasi mezzo secolo fa. Mi sembra che le Officine Schwartz si muovano in una direzione che comprende, oltre al frastuono a perdere, anche un'ottica -se mi passi la parolaccia- romantica, positivista... ruggine e clangori cedono spesso il posto a massicce iniezioni di armonia portate da cori, fiati, organi, violini, cornamuse, fisarmoniche, canti popolari, elegie, kyrie... il che tende ad ammorbidire notevolmente il discorso, a vederlo sotto un'angolazione quasi romantica o positivista; qual'è il retroscena di un'operazione sincretica come la vostra e quali pensate siano le principali divergenze tra voi e un gruppo industrial?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OA - Penso che la vera musica industriale, nel senso di "prodotta per il consumo di massa", sia il rock.&lt;br /&gt;La prima volta che sentii il termine "musica industriale" fu durante una conversazione sulla musica moderna e sulla sua inutilità e fu proprio un mio amico musicista ad usarlo per definire l'importanza di esprimere una realtà culturalmente vicina a noi, anche se esteticamente poco accattivante - edilizia, deturpazione generale, operai con i loro problemi -, tant'è che pensai che l'espressione l'avesse inventata lui.&lt;br /&gt;Solo due anni dopo trovai una rivista, "Industrial Music", edita nel 78 dai Throbbing Gristle; parlava di quelli che erano all'epoca i più noti 'artisti del rumore' - Z'ev, SPK, Non, TG etc - e delle loro particolarità...&lt;br /&gt;Concordo in pieno che la linea d'obbligo della corrente industriale sia piuttosto violenta nei suoi suoni ed estrema nelle sue composizioni, ed è indubbia l'efficacia che ha sul pubblico un'azione sonora di Vivenza, bruitista di Grenoble.&lt;br /&gt;Ripeto, quando nacquero le Officine, tutto ciò mi era ignoto, il mio operato fu spontaneo, rumore e sogno erano la mia quotidianità da sempre.&lt;br /&gt;Trovo estremamente errato comporre forti intensità e perseverare in esse. Anche perché l'orecchio si abitua, dopo pochi secondi ciò che era estremo diventa la norma, e subito dopo una moda. Molto più interessante ed incisivo è comporre sussurri che parlano di un'esplosione; essi possono raggiungere intensità emotive maggiori di quelle suscitate da un boato.&lt;br /&gt;Non è un modo per ammorbidire il discorso o per rendere il tutto romantico e positivista, oggi siamo profondamente contrari all'idea che per comunicare qualcosa d'intenso al pubblico sia necessario disgustarlo. La musica industriale nella sua evoluzione è stata contaminata prevalentemente dalle tendenze musicali di volta in volta di moda - dance, house, techno - , noi preferiamo lasciarci contaminare dai soggetti e dalle situazioni che esprimiamo.&lt;br /&gt;Non si può parlare della guerra in montagna riproducendo il fondo sonoro di una metropoli.&lt;br /&gt;L'utilizzo del canto della tradizione operaia e popolare e di cori, fiati, cornamuse si colloca, come del resto molte altre scelte espressive, nell'ambito della ricerca che stiamo conducendo in merito al recupero della memoria storica. Non si tratta di nostalgia di valori e tradizioni perdute, è semplicemente il bisogno di recuperare ritmi e tempi più a misura d'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Però il gusto retrò di molte vostre composizioni mi induce a pensare che a vostro modo vi portate dietro una certa dose di nostalgia... Ecco, in questa componente nostalgica che tu e le Officine avete - o comunque, trasmettete - è implicito il desiderio di voler tornare a certi valori e  tradizioni persi, irrecuperabili o incerti, a certa bellezza della vita popolare sfuggita sempre più di mano dalla nascita dell' era industriale in poi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OA - Infatti la bellezza della vita popolare se n'è proprio andata, non esiste più. Parecchio tempo addietro i nervi del prossimo erano un po' meno veloci e di conseguenza si viveva meglio. Porto con me della nostalgia di pace che mi serve per appoggiarmi nelle composizioni.&lt;br /&gt;Noi abbiamo la fabbrica alle spalle ma comunque anche la terra sotto i piedi e il cielo davanti; miriamo a stare bene, non siamo masochisti. Se il nostro suono è a tratti "brutto" è per via della bruttezza del quadro rappresentato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Di cosa è costituito l'immaginario politico e ideologico delle Officine Schwartz? Siete sostenitori o detrattori di particolari elementi o situazioni passate e presenti?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OA - Le Officine partono dal presupposto di non porsi pro o contro qualcosa, ma di farsi testimoni, di essere staffetta della memoria storica delle oppressioni e delle lotte che l'operaio in particolare e l'uomo sociale in generale portano avanti costantemente rivendicando il proprio esistere, la propria dignità, i propri diritti.&lt;br /&gt;Testimoni di bombardamenti, stragi di stato, vittime sul lavoro, dello sfruttamento esasperato dell'uomo e dell'intolleranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Corre voce che avete interagito con illustri entità quali La Fura dels Baus e Giovanni Ferretti.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avete in programma futuri incastri con altre personalità "artistiche"? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OA - Le collaborazioni e le interazioni con altri gruppi o artisti sono sempre state per noi un terreno molto fertile di creatività e costruzione di nuovi lavori. Riguardo la Fura dels Baus e Giovanni Ferretti, io ho personalmente dei contatti e dei rapporti, ma non hanno mai collaborato con le Officine. Sono stati invece avviati cantieri di lavoro espressivo con Andrea Chiesi, pittore, e con Valeria Prandi, poetessa, che sono culminati nelle rappresentazioni multimediali  de "L'Opificio" e di "De Bellica Machina".&lt;br /&gt;Un'altra collaborazione produttiva è avvenuta con Ravenna Teatro, che ci propose un lavoro sulla Resistenza avendo ascoltato il coro di "Ciao bella" durante un nostro concerto.&lt;br /&gt;Questa musica, scaturita spontaneamente, fu poi composta come obiezione alla popolare "Bella Ciao", simbolo della Resistenza Partigiana, che parlava di morti sepolti in montagna a tempo di polka. Con Ravenna Teatro abbiamo percorso un lungo cammino di ricerca nella Memoria della Resistenza, attraverso la testimonianza diretta di attiviste partigiane ravennati e quella, mediata dalle Officina, di canti di lotta e di resistenza dell'area romagnola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Considerando che non avete mai rappresentato due volte lo stesso spettacolo, c'è un disco o un lavoro in particolare che vi rappresenta maggiormente?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OA - Incidere dischi non è il nostro lavoro, tanto meno il nostro obiettivo; s'incidono solo per avere un più esteso raggio di comunicazione, per decretare la propria presenza. Sono anche una specie di veicolo economico - ma non nel nostro caso.... Li facciamo perché perlomeno ci sarà qualcuno che sa che esisti e ti potrebbe dare la possibilità di esibirci e di fare spettacoli, che è poi quella che di più ci interessa. La nostra dimensione è quella di un reparto al lavoro, attivo e dinamico, non quella dietro una consolle di registrazione.&lt;br /&gt;Tutti i lavori eseguiti ci rappresentano, ogni spettacolo è un nuovo punto d'arrivo, una sintesi della nostra evoluzione, in quel dato momento storico del nostro percorso.&lt;br /&gt;Tra tutti, oltre al già citato Remanium Dentaurum, ricordo un'esibizione avvenuta in un teatro naturale, tra le rocce, sfruttando solo l'acustica del luogo e il riverbero ambientale. Ricordo anche una chiesa sconsacrata e ho piacevole memoria anche della fabbrica a Bologna.&lt;br /&gt;Noi suoniamo anche per strada, le Officine sono anche una banda pronta a organizzare parate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Cosa dovremo aspettarci in futuro dalle produzioni made in Schwartz?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OA - Attualmente stiamo preparando uno spettacolo nuovo, che non ha collaborazioni esterne e che richiederà tempi lunghi. Non appartenendo ad un genere non abbiamo mai fatto due cose uguali, ogni cosa che si crea è sempre nuova, diversa. La formazione stessa non è sempre quella, la gente va e viene; la gente che arriva porta qualcosa di suo, chi va via lo toglie. Chi è rimasto sta lavorando a del materiale inedito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-5791784880829930561?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/5791784880829930561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/neuromeccanica-officine-schwartz-tra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5791784880829930561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5791784880829930561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/neuromeccanica-officine-schwartz-tra.html' title='NEUROMECCANICA: OFFICINE SCHWARTZ TRA FABBRICA E CIELO'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-8877120435454213581</id><published>2009-04-17T15:21:00.000-07:00</published><updated>2012-01-15T11:16:04.926-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TERZO GRADO'/><title type='text'>NON C'E' GUSTO IN ITALIA AD ESSERE ROBERTO FREAK ANTONI (1994)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aeIYib4eIrg/TxMlyfko_VI/AAAAAAAAAFA/XkbLa1u_Etw/s1600/freak.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: left;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; cursor: pointer; width: 152px; height: 200px; " src="http://3.bp.blogspot.com/-aeIYib4eIrg/TxMlyfko_VI/AAAAAAAAAFA/XkbLa1u_Etw/s200/freak.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697939502952676690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span &gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span &gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.skiantos.com/assets/sk_trio2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 180px; height: 135px;" src="http://www.skiantos.com/assets/sk_trio2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;'Il segreto dell'agitatore è di rendersi stupido quanto i suoi ascoltatori, in modo che questi credano di essere intelligenti come lui'&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;                                                                                                        (Karl Kraus)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Allora, Roberto, replay: come, quando e perché sono nati gli Skiantos? Da quali input e da quali esigenze sono stati forgiati?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROBERTO "FREAK" ANTONI - Bene, allora qui direttamente dalla stazione ferroviaria di Bologna centrale ti dico che gli Skiantos sono nati a metà degli anni 70. Il primo disco risale al 77 ma gli esperimenti degli Skiantos ebbero inizio qualche anno prima. Allora ci chiamavamo 'Freak Antoni e la Demenza Precoce', in un momento di delirio eccessivo e di autogratificazione esagerata il gruppo portava il mio nome associato alla dementia praecox, perché stavamo appunto ragionando su questo fenomeno e questa caratteristica della demenza e di ciò che può essere demenziale. E bene o male l'aggettivo 'demenziale' ce lo siamo inventato noi, è una piccola invenzione degli Skiantos.&lt;br /&gt;Oggi si parla tanto di demenziale, secondo me anche molto a sproposito, perché si tende spesso ad identificarlo soprattutto con la goliardia mentre in realtà il demenziale non si limita certo a questo; è anche il piacere del non sense, il gusto dell'assurdo. E penso che i nostri primi esperimenti fossero davvero molto interessanti, abbastanza radicali.&lt;br /&gt;Avvennero nella mia cantina, ove ero solito radunare amici, compagni di classe, conoscenze varie per iniziare a comporre canzoni assurde dettate dalla regola ferrea, precisa, molto determinata che non si parlasse d'amore in maniera sdolcinata secondo quei canoni caratteristici tipici della classica canzonetta all'italiana. Quindi c'interessava escludere o frantumare le romanticherie sdolcinate e tutto il generale melassume e mielume gratuito; c'imponemmo di comporre canzoni che parlassero di pastasciutta, esaminando ogni cosa con una grande materialità... ma non per disconoscere una spinta spirituale e dialettica che c'era come nostra esigenza, bensì per opporci decisamente contro la retorica del periodo, contro il qualunquismo canzonettaro del mondo musicale italiano, legato alle solite rime, ai soliti temi... ovviamente per me si parla impropriamente di musica leggera, perché la cosiddetta musica leggera italiana è invece molto, molto pesante!&lt;br /&gt;Ti ripasso il microfono qui dalla stazione ferroviaria di Bologna centrale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Cosa ricordi dell'allucinato, beckettiano esordio in cui davanti ad un'allibita platea cucinaste degli spaghetti e ve ne abbuffaste?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Ne ho un ottimo ricordo, è stata una bella provocazione, è stata una serata all'insegna del rifiuto musicale, della negazione di quella musica intesa come accozzaglia di stereotipi musicali, dal rock più facile alla banalità della canzone tutta amore e cuore... Per il nostro esordio, piuttosto che tuffarci nella mischia producendo musica, magari altrettanto stupida e banale, noi decidemmo di fare una spaghettata sul palco.&lt;br /&gt;La famosa 'spaghetti-performance' voleva essere, nel suo piccolo, una forma di protesta, uno spettacolo controcorrente, di contrasto, di contestazione di certa frivolezza musicale.&lt;br /&gt;In altre occasioni portammo anche un frigorifero sul palco dal quale estraemmo dei cibi e tirammo anche dei vermicelli da pesca al pubblico, vomitandoli dal palco o catapultandoli... la nostra performance più elaborata in materia è stata invece la preparazione, tramite fornello autentico, di una spaghettata con tanto di pentola, di acqua, di sale e di spaghetti messi a cuocere. Mancava il soffritto, c'era un ragù preparato che nessuno ha mai avuto occasione di ascoltare, anzi di sentire, in termini culinari e di gusto; nessuno riuscì poi ad ascoltare musica, perché dopo uno scontro verbale con il pubblico, dalla platea arrivò della merda sotto forma di sterco di mucca, raccolta il giorno prima - come ci fu in seguito raccontato - in stalle locali.&lt;br /&gt;Fu in ogni modo una serata interessante e la ricordo con piacere ed affetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Al di là dell'elevato tasso provocatorio, intendevate mirare a particolari dimostrazioni con una simile azione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - In sintesi era molto più divertente fare cose di quel tipo piuttosto che faticare su studi musicali, così come di fronte a certo teatro banale è più divertente fare altro... Se la scena generale deve essere noia e banalità meglio farla morire e pensare ad altro.&lt;br /&gt;[vedi anche http://www.youtube.com/watch?v=jeOcLb7fsLc ]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - L'uso di strumenti giocattolo con i quali avete iniziato a proporvi on stage fingendo di suonare alludeva alla miseria cultural-musicale vigente o, più in profondità, era un'ennesima dimostrazione cageana dell'espressività e della musicalità del silenzio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - No, era semplicemente un modo per dire che anche con strumenti giocattolo si potevano fare interventi musicali interessanti o provocatori. Quell'idea era stata adottata per arrivare a esprimere una sonorità ed un'attitudine infantili, supportate da certi testi in rima baciata, da asilo che noi sceglievamo di fare proprio per ingigantire la grevità della canzonetta e la seriosità della scena italiana. Così gli strumenti giocattolo potevano avere il compito di sottolineare la stupidità di certe situazioni musicali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Cosa ricordi dei Centro d'Urlo Metropolitano? Quali erano le aspettative e le atmosfere di quel periodo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Centro d'Urlo Metropolitano è stato il primo nome dei Gaznevada, che sono poi stati, se si vuole, una grande delusione perché all'inizio sembravano i criminali del rock italiano, sembravano coloro che potevano fare a fettine i luoghi comuni del rock'n'roll con delle proposte decisamente nuove, decisamente diverse e decisamente alternative, in realtà poi si sono rivelati solo come dei modaioli un po' stupidi.&lt;br /&gt;Le aspettative erano molto simili a quelle del punk inglese e in Italia si seguiva ed emulava quel movimento. Noi però dalla nostra avevamo l'ironia, il demenziale che mirava ad una piccola rivoluzione, a ribaltare le cose in musica, a far sì che la musica leggera potesse diventare anche interessante e non solo canzonaccie idiote alla Bennato e via dicendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Sei passato attraverso gli anni 80 vivendo in prima persona l'esperienza della fine dei 70; cosa ha significato per te la rivolta estetico-musicale del primo punk e della new wave dopo la sconfitta del movimento del 77, smembrato dalla legislazione d'emergenza e dalla cosiddetta "eroina di stato"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Il punk è stato un movimento decisamente innovativo ed interessante, senza dubbio l'avvenimento più degno di nota della seconda metà degli anni 70 e, come ripercussione, anche l'esperimento più originale nei primi anni 80.&lt;br /&gt;Negli anni 80 ci sono stati parecchi cambiamenti e secondo me è fondamentalmente vera l'immagine che vuole gli anni 80 come la decade del riflusso, nel senso che rispetto allo scoppio di creatività degli anni 70, gli anni 80 sono stati decisamente anni di ripiegamento su sè stessi.&lt;br /&gt;La fine dei 70 è stata l'era dell'esplosione, della ricerca, dell'innovazione e della sperimentazione; sono gli anni della rottura con gli equilibri preconfezionati del sistema piccolo borghese della società in cui si viveva allora; erano appunto gli anni del punk-rock con la sua ideologia del 'no future!'. Devo dire che il demenziale vi si accosta, forse impropriamente, logicamente nel senso che c'è una connotazione temporale molto forte e siamo nati più o meno nello stesso periodo.&lt;br /&gt;Però il punk ha fatto le sue radici su quest'apocalittica ideologia del 'no future!', di un nichilismo di fondo, di questa sicura sensazione che non c'erano possibili futuri rosei. E rispetto agli anni 60 il punk ha ribaltato tutto: non c'è nessun futuro, non raccontateci balle, non abbiamo possibilità all'orizzonte etc. Col tempo questo nichilismo si è rivelato molto pericoloso e dannoso, perché poi il nichilismo vero e profondo non può che portarti ad un vicolo cieco, non hai più sbocchi né prospettive e ti rimane solo il suicidio - come nel caso di Sid Viscious, Ian Curtis o Kurt Cobain.&lt;br /&gt;Voglio dire che l'esasperazione nichilista non va oltre l'annullamento di sè stessi.&lt;br /&gt;Il rock demenziale, un po' figlio del movimento studentesco e della scoperta dell'ironia come Nuovo Linguaggio, ha sempre avuto dalla sua parte anche l'uso della comicità e dell'umorismo come carta vetrata, come grimaldello per forzare una realtà certamente negativa e priva di prospettiva come il punk giustamente faceva notare.&lt;br /&gt;Il rock demenziale aveva nell'ironia e nell'umorismo la capacità di rispondere a questa noia e a questa forte disperazione, nel senso che l'ironia e l'autoironia rilanciavano la voglia di resistere. E parlo di resistenza ferrea, pura, alla difficoltà del vivere, all'angoscia del quotidiano e alla mancanza di prospettive e di valori nel mondo piccolo borghese: ebbene, l'impulso sardonico diede una grande spinta.&lt;br /&gt;Noi oggi leggiamo Cuore, ma prima c'è stato Tango e prima ancora non bisogna mai dimenticare Il Male, che è stata la rivista antesignana, che per prima ebbe il coraggio di adottare uno stile satirico molto radicale, molto forte, molto risoluto, decisamente alla carta vetrata.&lt;br /&gt;Noi siamo figli del Male, perché abbiamo trasposto l'ironia sarcastica, il sarcasmo velenoso, al vetriolo, di quella rivista nella musica rock.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Skiantos e tutte le altre esperienze legate alla fatidica ondata bolognese del 77 avevano come scopo anche quello di sovvertire i rapporti canonici tra artista e fruitore, nonché di disturbare la passività di un "pubblico di merda che applaudiva per inerzia".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come vedi oggi il pubblico: più smaliziato, più ricettivo, più annoiato o ingenuo come allora? Gli Skiantos riescono ancora ad oltraggiare la platea?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Noi abbiamo tirato la verdura al pubblico per dire che il pubblico stesso non doveva rimanere ancorato e fissato nel proprio ruolo di spettatore passivo e inerte, perché sia l'applauso che il fischio fanno comunque di te uno spettatore passivo.&lt;br /&gt;Allora noi volevamo imbastire un gioco che ci permettesse di superare la distanza tra artista e audience; per questo tiravamo verdura marcia e oggetti non contundenti - però comunque molto provocatori, fischiavamo il pubblico insultandolo. Il gioco è stato da subito molto frainteso, per cui abbiamo smesso di farlo, anche perché ogni bel gioco dura poco, ma soprattutto era nostro interesse modificare e rimuovere certe strutture del nostro live act.&lt;br /&gt;Devo dire che per certi versi il pubblico di oggi mi sembra più smaliziato, ha visto e sentito molte cose, ha già vissuto parecchie situazioni - parlo ovviamente del pubblico più attento -, ed è anche spesso annoiato proprio per tale frequente sensazione di aver già visto e sentito tutto. Va anche aggiunto che il pubblico nuovo, delle giovani generazioni, a volte mi sembra estremista della normalità, mi sembra che abbia deciso di fare della normalità il proprio logo, il proprio modo di essere, il proprio marchio distintivo, spingendola talvolta all'estremo.&lt;br /&gt;Noto che in realtà, rispetto agli Skiantos, c'è una platea molto particolare; un pubblico che decide di venire a vedere e sentire gli Skiantos è comunque un pubblico che fa una scelta molto radicale e particolare, ed è sempre una fascia di persone particolarmente sveglie.&lt;br /&gt;Il pubblico medio, generale, mi sembra invece - ahimè! - estremista della normalità, oggi più di allora.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Le vostre prime performances presentarono soluzioni davvero deliziose e molto orticanti all'interno dei dogmi dello scenario spettacolare italiano; i vostri siparietti erano davvero perfidi, irrispettosi e di chiaro stampo dada-situazionista. Oggi invece vi trovo molto più condiscendenti verso le platee, mi sembra che il livore iniziale e l'ironica ferocia si siano progressivamente cristallizzati, fors'anche perché si è raggiunta una qual certa complicità tra voi e l'altra parte.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cosa vi ha fatto optare per una simile svolta? Perché questo radicale cambiamento in progress?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Perché il passo successivo, andando avanti per questa strada, era sparare al pubblico, vomitargli addosso senza finzioni, la prossima mossa era scaraventare le casse dell'amplificazione addosso alla gente, frustare il pubblico alla lettera. Significava passare da un piano figurato ad uno molto letterale, reale, anche violento, cosa che non ci apparteneva, e quindi arrivare al lancio di oggetti contundenti e ferire materialmente il pubblico; in realtà ci interessava la ricerca di nuove formule di provocazione, stavamo e stiamo cercando altre strade.&lt;br /&gt;Forse ci sono stati periodi "più raffinati" di provocazione, nei quali abbiamo scelto formule più eleganti e quindi siamo passati dall'insulto trasversale ad un'operazione anche più letteraria, avvenuta con il mio declamare una serie di poesie comico-demenziali, con il far leva su un assurdo più letterario, in qualche modo. Siamo passati a sublimare da un certo punto di vista la nostra violenza anche perché il bello del gioco è che esso non diventi ripetitivo...&lt;br /&gt;Proseguendo su quella strada, la ripetitività prima e la noia di essa poi non ci avrebbero dato altra scelta che lanciare oggetti sempre più feroci, sempre più pesanti e pericolosi, ed imbastire una vera e propria guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Questo cambiamento è avvenuto anche da un punto di vista musicale: tecnicamente siete più curati, i testi sono sempre meno scanzonati e comunque più ironici che demenziali tout-court, sembra quasi che abbiate deciso di abiurare lavori quali 'Kinotto', 'Inascoltable' e 'Mono tono'... cosa è successo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Per anni la gente ci ha detto: «Ok, siete simpatici, siete divertenti, però non sapete suonare quindi non vi possiamo prendere sul serio, non vi possiamo dar credito perché non si riesce mai a capire se siete stupidi sul serio o se scherzate».&lt;br /&gt;Di tutto questo noi ce ne siamo sempre sbattuti, ma fino ad un certo punto, nel senso che ad un certo momento della nostra storia è anche cresciuto il bisogno di dimostrare che il nostro, per quanto squinternato, era un gioco consapevole, che noi abbiamo giocato ad un livello molto basso - che secondo i nostri parametri era alto, ma che dovesse risultare volutamente basso agli occhi altrui - proprio per una scelta consapevole, che era quella dell'uso di una metafora; il grosso pubblico ci ha sempre preso alla lettera e ha sempre frainteso il discorso degli Skiantos, ci ha sempre preso per degli incapaci veri, mentre il nostro gioco in realtà era quello di fingere un'incapacità per dimostrare che il naïf, se onesto e scevro di velleità artistiche, produce qualcosa di più interessante del cattedratico.&lt;br /&gt;A volte lo sgrammaticato è più profondo del forbito e dell'impeccabile, lo diceva anche Godard rispetto al cinema, lo ribadiva Truffaut.&lt;br /&gt;Insomma, mi sembra che noi abbiamo fatto parte di quella categoria di artisti che ha sempre provato a partire da un livello intenzionalmente scadente per scambiare e sconvolgere le cose, ma possedendo anche al tempo stesso la capacità e la tecnica di farne delle altre. Col passare degli anni è cresciuta in noi anche l'esigenza di dimostrare un possesso tecnico considerevole, almeno per noi, per i nostri livelli; è cresciuta la voglia di creare prodotti più raffinati e dare al pubblico la consapevolezza che il cavallo da noi cavalcato non era poi così zoppo e che possedevamo le chiavi del gioco.&lt;br /&gt;Con l'andare del tempo si cresce e si sviluppa la voglia di ricercare altri canali, altre esperienze, cresce il bisogno di non ripetersi e di percorrere sentieri più eleganti.&lt;br /&gt;Se però hai presente il nostro ultimo disco, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Saluti da Cortina&lt;/span&gt;, noterai che c'è stato un ritorno alla ruvidità sonora e tematica dei primi tempi.&lt;br /&gt;A noi interessa soprattutto trovare una formula che ci permetta di esprimere al meglio le nostre potenzialità e che allo stesso tempo sia fedele alle nostre corde, in sintonia col nostro stimolo profondo di provocazione. Si tratta di trovare delle nuove entrate e delle nuove uscite; noi, oggi più che mai, non possiamo e non vogliamo cavalcare quello che abbiamo già fatto, sostenuto e praticato.&lt;br /&gt;Abbiamo voglia di novità e forse questo è passato anche per momenti di rifinitura, di eccessivo arrangiamento, di troppa cura, ma faceva comunque parte della nostra ricerca, questo sondare tracciati di professionalità più ufficiale era voluto.&lt;br /&gt;Ci siamo stancati di essere sempre considerati gli straccioni della situazione e abbiamo voluto dimostrare di possedere i mezzi e la volontà per proporre più ricchezza musicale. Abbiamo in qualche modo voluto dare una specie di schiaffo morale a quanti regolarmente ci fraintendevano e non ci sostenevano, o fingevano di sostenerci ma in realtà si orientavano verso altri artisti e  dimostravano altre preferenze.&lt;br /&gt;Quando tu sei molto provocatorio la gente crede che tu non sappia fare altro. Noi invece avevamo tutte le carte in regola, ma il pubblico simpatizzava ugualmente con gli Skiantos tradendoli poi regolarmente e disertandoli alla volta di prodotti più curati, rifiniti, tecnicamente più impeccabili. Anche gli Skiantos potevano offrirli, e così è stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Ultimamente han fatto capolino alcuni testi che sotto sotto mi puzzano di moralismo e retorica; fermo restando che si tratta di personali impressioni e non di lapidari giudizi, siamo comunque sicuri che gli Skiantos, da acrobati della demenzialità al di sopra delle arti e delle parti non si stiano progressivamente mimetizzando da giudici o demagoghi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Noi facciamo sempre quello che ci sentiamo di fare. Io resto dell'opinione che sono il meno indicato a criticarmi. Ti posso solo sinceramente dire, col massimo dell'onestà, quello che ci piace, le cose nelle quali ci riconosciamo.&lt;br /&gt;Naturalmente non siamo perfetti né infallibili, e neanche immuni da qualsiasi tipo di retorica ed è possibile che talvolta ci siamo scivolati. Gli Skiantos hanno di bello che non puntano mai - o quasi - il dito contro niente e nessuno; facciamo semplicemente un discorso destinato a chi lo sa capire e accettare e ci piace esprimere ciò che abbiamo nella testa e nel cuore.&lt;br /&gt;Non abbiamo però delle velleità di messaggio, di pistolotto retorico, di penetrazione subliminale, di grande espansione. Non vogliamo parlare alle folle, c'interessa esprimere pareri o sentimenti che caratterizzano un certo periodo della nostra vita, fermo restando che magari fra dieci anni la possiamo pensare esattamente al contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - "Noi fingevamo di essere idioti e loro ci consideravano idioti effettivi; è stata una dura battaglia. Alla fine hanno vinto loro". Con queste parole hai dichiarato nei primi anni 80 - e lo hai ribadito poco fa - dove vi hanno portato le sabbie mobili dell'equivoco, di quel fraintendimento che il mettersi in gioco inevitabilmente - e necessariamente - comporta. A tre lustri di distanza gli Skiantos si sono presi la rivincita?&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cosa succede, oggi, tra voi e loro? Che tipo di rapporti ci sono?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Le loro reazioni sono sempre molto interessanti; noi siamo sempre in una fase di ricerca e abbiamo stabilito che nella musica interessa un certo tipo di rock molto ruvido, radicale e corrosivo. Attualmente il rapporto col pubblico è buono, ai nostri concerti vengono i giovani, i giovanissimi che evidentemente hanno conosciuto gli Skiantos tramite i fratelli maggiori o i genitori, e che conoscono a memoria le nostre canzoni.&lt;br /&gt;Si ripete però sempre la cerimonia dell'elogio agli Skiantos della prima ora; secondo me gli Skiantos di adesso hanno molte più cose da dire nonché molta più lucidità degli Skiantos di un tempo, hanno ancora una loro ragione d'essere, una loro forza comunicativa, una loro precisa validità ed è per questo che continuiamo e si va avanti comunque.&lt;br /&gt;Il rapporto col pubblico è oggi molto dialettico, sempre molto intenso; non a caso molti osservatori e molti giornalisti affermano che il live act è la nostra facciata migliore, la più interessante. Detto questo, non me la sento però di cantare vittoria e di parlare di rivincita; a tutt'oggi siamo molto equivocati. E' incredibile quanto il pubblico medio sia sconfortante, decerebrato, microcefalo, poco informato, poco attento, poco spiritoso e molto permaloso, sempre meno disponibile allo scherzo, all'autoironia, all'ironia in generale... con tempi così seriosi non credo gli Skiantos siano i favoriti sui quali scommettere per la vittoria di questa battaglia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Voi a partire dal nome anticipate la volontà di fare della provocazione e dello stridore le vostre fondamenta: Skiantos indica foneticamente e concettualmente la rottura e la collisione.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;C'è più forza d'urto nello humor o nella rabbia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Si può provocare anche usando dell'umorismo molto raffinato e neanche tanto fra le righe. Prendi una canzone come 'Preferisco morire': è molto radicale nella sua esibizione di contrapposizione ed alterità, di opposizione che sfocia nella smania suicida ma tra le righe, con un certo savoir faire, dice delle cose molto provocatorie... evidentemente abbiamo avuto bisogno di ricorrere a questo tipo di provocazione e di diventare...[ci pensa un po' su] ... non meno diretti e neanche più immediati, ma di approfondire di più l'importanza dei testi, per esempio, di scrivere qualcosa di più meditato, forse meno diretto ma più riflettuto, più pensato, e non solo "ti spacco la faccia, ti vomito in bocca, ti sbudello"...&lt;br /&gt;Quando fai questo per anni ti viene poi voglia di cambiar pagina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Quanto hai attinto da riferimenti artistici quali dadaismo, surrealismo, brut art, anche in merito alle poesie che sciorini ad ogni esibizione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Tantissimo; quelle correnti le ho amate e  studiate molto a scuola. Ho fatto il DAMS e mi capitava spesso di soffermarmi sulle avanguardie artistiche dei primi del '900, quindi futurismo, dada e surrealismo come retaggio degli ultimi decenni ottocenteschi.&lt;br /&gt;Mi hanno affascinato enormemente col loro essere decisamente innovative, sono stato molto attento alla loro violenza linguistica, alle loro sforbiciate espressive. Ho cercato, dopo tale forte interesse, di trasporre a modo mio tali caratteristiche nell'operato degli Skiantos. Ovviamente a modo mio, perché credo che un artista abbia l'obbligo di essere originale, in qualche modo e di immagazzinare le informazioni, le immagini e le intuizioni dell'arte per poi rielaborarle a modo proprio, secondo i filtri della propria sensibilità, se no è un copista tra i tanti, non certo un'artista vero e proprio... Ecco, io penso che gli Skiantos abbiano fatto questo sforzo di render proprie tutte le tensioni artistiche del primo novecento, rielaborando tali avanguardie anche attraverso la cultura contemporanea, che passa attraverso la pop art dei sixties...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - E avete anche vissuto il situazionismo, se non erro...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - A modo nostro sì; abbiamo inciso i primi dischi per la Cramps, etichetta cosiddetta "alternativa" degli anni 70 di Milano, che aveva in Gianni Sassi il direttore artistico che era un'attivista situazionista; conosceva bene Yoko Ono e moltissimi esponenti di quel movimento di cui abbiamo anche noi fatto parte, tramite lui.&lt;br /&gt;Abbiamo avuto piacevoli contatti e assaporato questa folgorazione culturale con la quale ci trovavamo in sintonia.&lt;br /&gt;E devo dire che il tutto è stato poi rivisitato con una sensibilità molto Skiantos, molto contemporanea e molto nostra, come sempre deve essere in campo artistico; l'artista assorbe 1000 segnali e poi li deve rielaborare per proporre un Segnale proprio, originale ed esclusivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Stando in tema di rapporti con il pubblico, tu sul palco tendi sempre a denigrare i fans e a ridicolizzare soprattutto il mito della rockstar con il suo bagaglio di rapporti-tipo che possono instaurarsi tra fanatico sfegatato ed esaltata e capricciosa star: la vedo molto come una sorta di esorcismo contro il divismo, come un voler smorzare, se non liquidare, idolatrie sproporzionate nei tuoi/vostri riguardi...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Senz'altro. E lo faccio sempre, perché questa è l'essenza degli Skiantos; se non ci fosse questo messaggio che passa credo che non avremmo più ragione di esistere, nel senso che gli Skiantos vogliono proprio demolire il divismo in tutte le sue forme, vogliono far capire che l'artista non è che un uomo come tutti gli altri, che non è assolutamente il caso d'idolatrare nessuno.&lt;br /&gt;Il punk questo l'ha messo in luce, spingendo però le cose sempre all'eccesso, quindi sputando molto e distruggendo tutto. Io penso che sia più che giusto minare comunque le fondamenta dell'idolatria, dell'artista che è dio perché sta su un palco o ha inciso un disco... certo, c'è nell'artista, proprio per il fatto di proporre qualcosa e di opporsi coraggiosamente in prima persona e senza veli, un fattore che lo rende particolare, un che di speciale, una marcia in più, ma non per questo è da ritenersi giustificata l'idolatria.&lt;br /&gt;Noi prima, durante e dopo un concerto vogliamo avere un rapporto molto diretto, molto poco mediato con il nostro pubblico, vogliamo parlare alla pari con la nostra gente, vogliamo decisamente rompere con tutte le mitologie ed i loro rituali, coi miti dei riti e i riti dei miti, con le prassi di un concerto rock classico, dichiarando però che si tratta di un gioco fatto con la consapevolezza e con il consenso di stare lì a giocare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Nonostante i tuoi tentativi di smussare tali fanatismi, ti capita ancora oggi di avere dei problemi con qualcuno che ti pone al di sopra di tutto e di tutti?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - No, per fortuna. Io penso, credo... spero, di essere sempre piuttosto lucido rispetto all'insidia del divismo, non mi sento assolutamente una rockstar né credo alle false mitologie del divismo.&lt;br /&gt;Se l'artista ha qualcosa di speciale, tale caratteristica non deve scadere in dialettica idolatrica, in nessun caso e in nessuna forma. Tanto più che l'artista è spesso un essere umano più fragile della norma, molto più spaventato ed angosciato rispetto alla media degli esseri umani.&lt;br /&gt;Quindi essere artisti non è sempre un vantaggio, è spesso molto scomodo ed imbarazzante; si tratta di uomini dai tanti difetti, dalle tante ansie, dai tanti handicap psichici - nel senso di difficoltà comunicative -, dalle tante paranoie... fondamentalmente sono esseri umani come tutti gli altri. Non è detto che l'etichetta "artista" sia una valida ragione per essere messi su un piedistallo: se mi ci mettono, io lo lascio il momento dopo.&lt;br /&gt;Io &lt;span style="font-style: italic;"&gt;detesto&lt;/span&gt; ogni forma d'idolatria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - A tuo avviso cosa genera l'impulso secondo il quale una buona maggioranza del pubblico ha più bisogno di dei che di persone?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Deriva dalle frustrazioni personali e dal fatto che il pubblico ha bisogno di pensare che chi sta sul palco si diverte maggiormente e conduce chissà quale vita più intensa ed interessante. C'è bisogno di avere un punto di riferimento e "un personaggio" è il bersaglio primo, perché l'artista suggerisce un modo di vivere diverso.&lt;br /&gt;C'è bisogno di avere informazioni diverse dalla noia del quotidiano, stimoli che esulino dal tedium vitae, c'è bisogno di evadere: da qui la necessità di credere che l'artista sia una divinità e non un uomo. E tutti ne sono  tristemente illusi, è ciò a cui tutti pensano: le alternative, i sentieri alternativi, altre strade rispetto alla piattezza deprimente del day by day, strade che molti si credono impossibilitati a percorrere con le proprie gambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - "Esplorare il lato comico del tragico e quello tragico del comico": puoi approfondire questo concetto per chi magari non l'avesse ben compreso leggendolo nel tuo libro 'Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti'?&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Credi sempre che l'humor implichi necessariamente la tragedia e viceversa? E ancora: credi che l'ironia sia un passe par tout oppure ci sono soglie che a tuo avviso non possono essere valicate?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - L'umorismo è fondamentale per resistere alla noia, alla depressione e alle angosce della vita. Credo che l'ironia e la comicità, quando vere, quando autentiche, siano davvero importanti. Tragedia e comicità sono solo la testa e la croce della stessa moneta. Nella vita ci sono gravissime tragedie accostate però da momenti ilari molto forti, istanti brevi, magari, ma di grande comicità che ci aiutano a non soggiacere alle crisi. Certo, non si può sempre riderne; ci sono tragedie tali nell'esistenza che riderne diventerebbe essere cinici, calcare il pedale dell'impietosità all'estremo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Il cinismo però, a suo modo, non è altro che una forma di comicità...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Il cinismo è una forma di comicità a volte sana, sacrosanta, che ti permette di sopravvivere , però non sono convinto che sempre e comunque nella vita si possa o si debba ridere, ma laddove si riesce a ridere di sè stessi il cinismo si depura. Ecco, l'autoironia è un esercizio fondamentale di demolizione del proprio ego; ti permette di prendere le giuste distanze dalle tue sovrastrutture, con le tue supponenze, con le tue false certezze e con le tue falsità generali che magari spacci come criteri inopinabili ed assoluti, con il tuo superstimarti e compiacerti persino dei tuoi difetti. L'autoironia è seria autocritica, credo ce ne sia un gran bisogno per tutti. Ridere di sé è un esame di coscienza; per questo sono molto affezionato alla comicità in tutte le sue sfumature.&lt;br /&gt;E poi non scordiamoci che il comico è un grande esorcista che aiuta a scongiurare le tristezze e le fatiche del vivere anche e soprattutto quotidiano: sono più che convinto che la comicità sia davvero preziosa, unica e rara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Con essa si è liberi di fare e dire ogni cosa oppure ci sono delle zone che devono rimanere off-limits per tutti?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - No, non ci sono dei veri tabù, anzi direi che la comicità serve a ridere di essi. Con l'ironia ci si può sbizzarrire in ogni campo, anche se a volte nella vita - e qui dipende dalla sensibilità individuale - ci sono momenti in cui è estremamente difficile ridere ed è quasi impossibile far suscitare il sorriso. Però pregiudizialmente non penso all'intoccabile, all'invalicabile: ogni cosa è passibile di derisione.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Credi sia davvero uno sbagliato e consunto cliché l'assioma "l'arte nasce dalla sofferenza"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Anche se così stava scritto ne 'Vademecum per giovani artisti' non lo penso veramente. Anzi, penso sia più che fondato che le migliori intuizioni artistiche scaturiscano dalla sofferenza, ma non solo: ci sono 1000 sfaccettature, 1000 aspetti del problema... l'arte può nascere soprattutto dal dolore, ma non solo; nasce da 1000 stimoli, dall'intuizione, da un innato talento personale, da una particolare capacità osservativa, dalle constatazioni, anche da una certa capacità attitudinale di riconoscere l'assurdità del vivere. Nasce quindi da 1000 e più pretesti.&lt;br /&gt;La sofferenza non deve essere adottata come appiglio e stereotipo romantico per dire che l'artista deve sempre e comunque essere confinato necessariamente nella tristezza, nella povertà, nelle angustie e nelle ambasce, nella difficoltà e nelle lacrime.&lt;br /&gt;Non credo che l'artista debba per forza esser tenuto nelle paranoie, nell'angoscia e nella miseria per produrre meglio o per essere più prolifico.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - E' allora che si trasforma in luogo comune...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Certo, soprattutto se spinto all'eccesso. Non per questo si può però negare che anche da un'estrema sofferenza e dalle difficoltà possa nascere il genio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Nella creatività poni una netta linea demarcatoria tra il buono e il  cattivo gusto o credi che quello che fai stia al di là delle regole, del lecito e dell'illecito, della bontà e della cattiveria, dei divieti e degli obblighi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Beh, in arte è estremamente difficile segnare i confini; in ambito creativo è tutto vero come è tutto falso, quindi nell'arte è estremamente improbabile e soggettivo fissare dei limiti e dei codici regolamentari. Esiste un'oggettività nel senso che ci sono sempre i principi, i gusti e le soluzioni che sono o possono sembrare anche più generali ma che in linea di massima vengono stabiliti in maniera molto individuale e personale. Poi, a livello generale, esistono delle intuizioni nelle quali molti più o meno si riconoscono e dimostrerebbero che l'arte è anche un qualcosa di oggettivo; però fondamentalmente l'arte è sempre una questione soggettiva, sia per gli autori che per i fruitori.&lt;br /&gt;Naturalmente si tratta di un dubbio-dibattito lasciato aperto, destinato a non risolversi mai: l'arte come indice oggettivo o soggettivo è una disputa sulla quale hanno battuto forte la testa - e si stanno ancora scambiando opinioni ed improperi - esteti, filosofi, tuttologi, critici e artisti di tutto il mondo e di tutti i tempi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - E' più complicato o più facile, oggi, ridere e far ridere?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Non so bene come risponderti, perché credo che non ci sia mai il problema di oggi rispetto a ieri o di "più facile/ meno facile", è invece questione di talenti, d'intuizione, di predisposizioni alla risata e di chi la vuole provocare.&lt;br /&gt;Se una persona ha talento ed ha un'ottica ilare delle cose spesso trova uno scudo per difendersi dalle angustie e dal taedium vitae. C'è la famosa comicità ebrea, dove gli ebrei degli Stati Uniti da anni hanno imparato a ridere delle loro disgrazie ed in particolare, negli ultimi decenni, s'è sviluppato questo tipo di comicità chiamata ebraica che ha degli esponenti egregi.&lt;br /&gt;Mi vengono in mente i Fratelli Marx, che facevano risaltare il lato comico e paradossale dell'esistenza... tutto dipende dal fatto che le persone siano portate e disposte a cogliere le sfumature spiritose, non credo sia questione di periodi né di predisposizioni sociali, quanto di qualifiche caratteriali, dal modo di vedere le cose dei singoli individui, dal modo di tirar fuori la comicità da sé stessi, indipendentemente dall'epoca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Quali sono i meccanismi che hanno ossidato gran parte della spontaneità e della genuinità dell'ironia e che tendono a falsare sempre più il piacere della risata e della comicità?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Gli show televisivi... tutte quelle risate preregistrate, il pubblico pagato per ridere rendono penoso e sciapo ciò che dovrebbe essere fonte di divertimento.&lt;br /&gt;La televisione ha tanti meriti ed altrettanti pregi ma anche moltissime pecche, tra le quali quella ricorrente, incurabile, di appiattire verso il basso, generalizzare... basandosi sul dovere di piacere a una fascia più possibile vasta di audience il mass media banalizza, sceglie deliberatamente di essere anche stupido, volgare, gregario... a volte arriva perfino a compiacersene. Per cui anche la comicità peggiora, si uniforma verso il basso, diventa più barzellettiera; dico questo senza aver  nulla contro le barzellette, che spesso sono esilaranti.&lt;br /&gt;Per far ridere molto spesso si ricorre allo strumento e al meccanismo più facile.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - "Italiano Ridens" denuncia l'insofferenza verso l'epidemia parolacciara e verso quella volgarità giostrata al solo fine d'incrementare l'audience; è però curioso ricordare che voi stessi avete spesso e molto volentieri fatto ricorso al verbo e al gesto offensivo e grossolano...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Naturalmente noi da sempre adoperiamo un tipo di comicità che a volte vuole essere provocatoria e ripiega necessariamente sulle gesta più spicciole, però noi siamo un altro pianeta e non vogliamo né dobbiamo incantare nessuno, non usufruiamo del sostegno televisivo, non abbiamo il pallino dell'audience di cui preoccuparci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Credi che la parolaccia abbia un suo preciso rigore, una sua determinata vitalità ed una sua propria eleganza all'interno di un contesto creativo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Dipende da come la si usa, da come la sistemi, da quanto e perché può essere liberatoria. Come ogni arma, anche la parolaccia è a doppio taglio; talora si rivela utile, talaltra è criminale.&lt;br /&gt;Una battuta può servire per chiarire delle cose, così come può essere bieca e gratuita.&lt;br /&gt;La barzelletta goliarda che faccia ridere secondo l'esempio di "cazzofigaculotettemerda" è vincente, visto e considerato che gli italiani si ritrovano ad essere un popolo talmente represso da ridere non appena sentono una cosiddetta parola sporca... moriamo dal ridere nel sentire parole come 'cazzo' o come 'rottoinculo' oppure 'pompino'... colpa del cristianesimo. Ci ha represso a tal punto che basta un po' di turpiloquio a scatenarci l'ilarità...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Ritornando in tema di sofferenza, quanto c'è di effettivamente autobiografico in alcune tue liriche che, a parer mio, sono molto più intrise di spleen ed opaca malinconia che di umorismo?&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Parlo ad esempio di 'Nostalgia della miseria', 'Fate piano', 'Non voglio più', 'Gelati'...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Si... devo dire che tu hai giustamente colto la tristezza e la depressione di queste liriche mentre parte del grosso pubblico ha molta difficoltà a capire che molto spesso gli Skiantos fanno sul serio parlando anche di dolore e di disperazione.&lt;br /&gt;Questo perché l'immagine generale contro la quale gli Skiantos vogliono combattere è quella di ridanciani ad oltranza, degli Skiantos visti come clown, come jolly, come buffoni di corte e del popolo legati in maniera immarcescibile ed eterna in questo ruolo, ed è per questo che si cercano nuove strade, per riprendere le tue scorse domande sul perché del nostro drastico cambiamento...&lt;br /&gt;E' vero, siamo molto fraintesi e spesso parliamo anche di tragedie come in 'Frontale' o 'Preferisco morire'; a volte le nostre canzoni sono storie che parlano di drammi molto forti, molto pesanti come ad esempio in 'Riformato', che è la storia di una persona esaurita che si fa esonerare dal servizio militare perché dietro vive tragedie da psicopatico che mi riguardano personalmente, nel senso che io mi sento psicolabile non di rado e, anzi, lo sono sicuramente.&lt;br /&gt;Si, devo dire che non sbagli nell'osservare la componente autobiografica di certe canzoni che partono da sensazioni ed emozioni strettamente personali e hanno poco o niente a che vedere con la risata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Ritieni dunque che debba esserci una dissoluzione tra quello che si è e quello che si fa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Non occorre essere o diventare prigionieri del proprio personaggio, no? Però arte e vita sono, nei casi autentici, molto intersecate - se non adiacenti - ; vanno poi distinte perché può essere pericoloso per l'artista confondersi col proprio personaggio per cui a volte occorre prendere una bella distanza salutare per la sopravvivenza psichica.&lt;br /&gt;Resta sicuramente vero dire che l'arte e la vita sono intimamente connesse, fortemente intrecciate. E' inutile e stupido parlare di cose che non si conoscono. Se nelle canzoni tu tratti certi argomenti devi davvero viverli o rapportartici in maniera molto seria, è indispensabile averli sofferti, essere entrati in loro. Spesso viene spontaneo riporre e proporre nell'arte la propria esperienza personale magari sublimata, molto filtrata, ritrattata e modificata; è tipico di molti artisti contemporanei... del resto è proprio la vita a sussurrarti all'orecchio quei suggerimenti e quelle intuizioni sempre sfruttabili su piano artistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Non posso fare a meno di chiederti quanto di Freak c'è in Roberto e quanto di Roberto c'è in Freak? Si tratta della medesima entità?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Direi che tali immagini e tali personalità si sovrappongono: Freak entra in Roberto e Roberto passa per Freak. Sono due persone intimamente e indissolubilmente legate. Anche se, ripeto, spesso ci sono delle distanze da prendere: io non voglio vivere il personaggio Freak secondo stereotipi artistici, quindi quando serve ne sto alla larga... però di certo Freak e Roberto sono uniti nella buona e nella cattiva sorte finche morte non li separi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Sulla base di questa dichiarazione vorrei sapere se hai mai architettato scherzi particolarmente beffardi, bizzarri, atroci... sotto con gli aneddoti!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Non ricordo di aver fatto scherzi particolarmente degni di nota. Mi riconosco nell'universo ironico, ma non sono un burlone, non sono il tipo che pianifica scherzi a tutt'andare. Se devo e se voglio, mi piace abbandonarmi all'intuizione estemporanea, all'estro del momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Curioso, perché di per sè gli Skiantos sono stati uno dei tiri più mancini giocati al mondo musicale italiano...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - In questo senso ti do ragione, ma non sono un militante dello scherzo, non sono il burlone della compagnia, non perdo il sonno per inventare beffe o per scegliere vittime, costruire chissà quali congegnerie... Ripeto, mi piace lasciarmi andare, lasciare che le cose vengano, se devono venire, da sè.&lt;br /&gt;Gli Skiantos sono invece stati uno scherzo programmato, un progetto definito e preciso in cui si voleva scherzare facendo però risaltare, tra le righe, delle note estremamente serie. Molto più serie, a nostro avviso, delle sparate di certi cantautori o di certi presunti poeti che pretendono di essere terribilmente solenni e che finiscono per diventare solennemente patetici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - La nascita degli Skiantos ha immediatamente aperto un varco a decine - se non centinaia - di altri gruppi legati al demenziale - credo più per calcolo e per moda che per genuina vocazione o per la voglia di trascendere l'aspetto musicale - ed oggi vantate più di un tentativo d'imitazione dal quale diffidare.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ti lusinga o ti rammarica che gruppi quali Elio e Le Storie Tese, ricalcando e riciclando furbescamente - quando non impossessandosene indebitamente - idee e atteggiamenti coniati da voi ora abbiano raggiunto la vetta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Beh, si, siamo naturalmente indispettiti e molto invidiosi però la cosa ci rende anche particolarmente orgogliosi e ci fa piacere, nel senso che è la dimostrazione lampante, evidente, incontrovertibile ed incontestabile del fatto che le nostre intuizioni potevano avere, come noi abbiamo in fondo sempre pensato, anche un risvolto in qualche modo larghissimo, di successo, un riconoscimento ufficiale a posteriori, un consenso riflesso; perché secondo me il demenziale, il deridere continuamente gli idoli, le rockstar, il pubblico, il mercato discografico, i rapporti tra essi è una cosa che riguarda le nuove generazioni, che vogliono sempre stroncare i mostri sacri dei propri padri, le grandi figure storiche e i beniamini dei genitori e dei fratelli maggiori.&lt;br /&gt;Ed in questo senso il rock demenziale capita a fagiolo, perché è per natura dissacrante; dissacra ogni volta il nuovo mito... ecco perché le nuove generazioni tendono ancora a cavalcare la moda del demenziale che a questo punto è da ritenersi al di fuori delle mode, facendo leva sull'ironia e sul sarcasmo si esula dal trend, la risata sta al di fuori dalle epoche proprio in quanto linguaggio universale, sempiterno, accessibile.&lt;br /&gt;Elio e Le Storie Tese sono solo la dimostrazione del fatto che il demenziale può anche pagare. Noi siamo stati i primi, quelli che hanno rotto il ghiaccio e naturalmente non possiamo che essere molto invidiosi del loro raccogliere i frutti a piene mani di quello che è stato il nostro frutteto, di quella che è stata una nostra fatica di rottura; ma d'altro canto ci fa anche piacere vedere che l'idea ha funzionato ed è - consentitemelo, consentimelo - l'idea degli Skiantos.&lt;br /&gt;Checché ne dicano Elio e Le Storie Tese gli inventori del demenziale sono stati gli Skiantos e, ahiloro!, essi fanno rock demenziale!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Tra le decine di gruppi sorti in quest'ultima decade e all'inizio degli anni 90 ne vedi qualcuno in particolare che ha maggiormente catalizzato il tuo piacere e il tuo interesse?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Si, e va detto che gli stessi Elio e Le Storie Tese hanno dalla loro delle canzoni molto belle, altre invece non vanno oltre la goliardia e sono alquanto povere di contenuti. Ma ci sono altri artisti migliori; a me ad esempio piace molto l'intelligente e raffinato umorismo di Marco Carena; mi piacciono Edipo e il suo Complesso, gruppo poco conosciuto ma  interessante di Prato. Mi piace l'Ottavo Padiglione di Livorno, mi sono anche piaciute certe cose dei Pitura Freska.&lt;br /&gt;A Roma va segnalato Sandro Oliva and the Blue Pampurios, ennesimo gruppo tanto sconosciuto quanto attivissimo da anni che fa degli esperimenti demenziali molto zappiani ma decisamente intriganti.&lt;br /&gt;C'è il gruppo di Stefano Disegni, Il Gruppo Volante, che ha delle infiltrazioni demenziali - anche se non troppe -, conosco un gruppo barese chiamato Gruppo Sanguigno che opera sullo stesso piano.&lt;br /&gt;Ce ne sono a iosa sparsi in tutta Italia, tutti sconosciuti o quasi, ma non per questo indegni di nota.&lt;br /&gt;Ben vengano l'ironia, l'autoironia e l'umorismo; li ritengo e li riterrò sempre più illuminanti della banalità della canzonetta da hit parade della musica leggera italiana tradizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Fuori dall'area demenziale invece chi/cosa ti è piaciuto particolarmente?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA -Il primo Sergio Caputo mi è piaciuto molto; non capisco perché poi lui si sia - mi permetto di dirlo senza offesa e con la massima simpatia e il massimo rispetto - involuto. Forse si è scontrato anch'egli con realtà difficili e problematiche, ma i suoi primi dischi sono a parer mio assolutamente geniali. Io sono l'autore della parte letterale, come sai curo i testi quindi sto particolarmente attento alle parole.&lt;br /&gt;E testi geniali in Italia non ne sono certo mancati, pensa solo a Mogol e Battisti su tutti...&lt;br /&gt;[non abbiamo capito se Freak abbia ironizzato o detto seriamente, vista la sua spietata critica verso la canzonetta, N.d.A.]&lt;br /&gt;Mi sono piaciute tantissimo alcune cose di Paolo Conte, per non parlare di alcuni nuovi gruppi rock che hanno sfornato soluzioni egregie...&lt;br /&gt;Penso si stia risvegliando la scena musicale italiana.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Gli Skiantos non sono mai stati una gabbia per te: hai messo in piedi i Vortici, hai avuto uno spazio in un programma televisivo [Mister Fantasy, N.d.A.], ti sei spesso mosso in privato [tra i suoi lavori come solista e produttore il cofanetto di cinque 45 giri - oramai introvabile - "L'incontenibile Freak Antoni"], ti sei spostato verso esperienze creative parallele quali la sporadica militanza in altri gruppi e il giornalismo [scrivendo articoli per i periodici Frigidaire e Selene, N.d.A.], a piena conferma dell'importanza di non diventare un disco che s'incanta.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;In che ottica devono essere considerati i Pollock: sono un'esperienza completamente a parte o si tratta di un prolungamento del tuo tracciato sarcastico-demenziale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Si tratta di un esperimento a sè stante. I Pollock sono un gruppo di amici nato dalla comune passione per le arti figurative, in particolare pittura, fotografia e scultura.&lt;br /&gt;Sono nati in treno, durante un viaggio di ritorno da Torino, dove avevamo visto insieme una mostra di Keith Ering, un americano graffittista; parallelamente eravamo reduci da una mostra fotografica di Alessandro Rivola, che aveva fatto un allestimento che perseguiva un discorso rivolto alla massificazione, con un parallelo che vedeva l'uomo molto simile al pollo d'allevamento nella società contemporanea.&lt;br /&gt;Quindi, partendo dall'emblema del pollo che ricorda molto l'essere umano inserito nel sociale con i suoi obblighi, i suoi doveri e i suoi diritti minimi rispetto agli obblighi e ai doveri che ha, e coniugando il tutto con l'assonanza del nome dell'action painter americano, abbiamo costituito un gruppo che si chiamava Pollock e che proponeva dell'action-music.&lt;br /&gt;E' stata un'esperienza molto più vicina all'artistico, al figurativo, totalmente slegata da altri progetti e da aspetti ludici, che va avanti tuttora, indipendentemente dalla mia collaborazione.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Che ne è stato dei Vortici e degli altri gruppi da te formati nella scorsa decade?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Alcuni sono andati avanti, altri si sono arenati. Beppe Starnazza e i Vortici erano un esperimento molto estemporaneo, che si è fermato in breve tempo. Astro Vitelli era lo pseudonimo del poeta e quello è invece un personaggio che ho sviluppato, perché contemporaneamente ho lavorato nel teatro comico o cabaret che dir si voglia con formula desueta, superata, un po' obsoleta - ma se vuoi la utilizziamo, per comodità - e soprattutto scrivo, è qualcosa che mi piace tuttora approfondire.&lt;br /&gt;Lo faccio quotidianamente, mi mantengo in esercizio costante, mi serve per fermare i pensieri, per dar loro ordine e per avere una forma mentis più quadrata, per riordinarmi le cose e per punteggiare e scandire meglio le fasi della mia vita e del mio pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Cosa pensi dei tantissimi centri sociali autogestiti/occupati fioriti in questi ultimi anni? Soprattutto, per te che in qualche modo sei un self made man, cosa pensi del modello di autogestione come nuovo mezzo produttivo ed alternativo al grande mercato?&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Credi sia possibile l'unione di una sfera pubblica e una privata in un modello che defenestri il sistema dei partiti e delle associazioni istituzionali?&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' possibile, secondo te, unire - anziché alienare - il tempo della vita privata e quello del lavoro in una sorta di "progetto politico nuovo"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Ritengo che i centri sociali siano l'unica grande vera novità di questi ultimi anni, credo che a livello di proposta sociale collettiva siano importanti per le idee, le possibilità e le prospettive sempre interessanti che sfornano.&lt;br /&gt;Mi sembra che i centri sociali siano la realtà di comunicazione più attiva, più intensa ed attraente di questi ultimi tempi; credo e spero che abbiano un futuro, se riescono ad organizzarsi quel minimo, ovviamente svincolandosi da tutti quei modelli imprenditoriali che adesso vanno molto di moda. Auspico una loro organizzazione più razionale per poter essere sempre più validi come centro di gravità culturale; i centri sociali possono davvero essere ampliati ed avere una funzione socializzante davvero importante per il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Avete di recente contribuito alla realizzazione di un cd atto a rispolverare le arie e le atmosfere della Resistenza. Ha ancora un senso oggi parlarne o si tratta solo di sterile nostalgia?&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non credi che ripristinare certe cose sia ridicolo, oltrechè anacronistico? Ormai è pieno di pseudo-movimenti e altre ammuffite caste che venerano ancora fossili ideologici quali la controcultura, l'anarchismo... Tu stesso in 'Sono contro!' schernivi l'antagonista, l'oltranzista, il fazioso, il dissociato....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;RFA - No, no! Non si tratta di sterile nostalgia, non per quel che riguarda me.Non scordiamoci che la Resistenza ha un valore ben preciso, ha avuto certamente un significato. Poi è vero che esiste la retorica della Resistenza, noiosa e inutile come qualsiasi retorica, però di per sè la Resistenza ha un valore collocabile nel suo essersi fatta portavoce e fiero difensore di valori che sono, per me, importantissimi. Tale termine lo intendo anche in senso lato, vicino all'accezione datagli dalla rivista Cuore; resistenza umana, al nuovo fascismo, al neonazismo, alle rinvigorite intolleranze, alla noia e al degrado della vita, sopperibili con una certa dose di umorismo. Ci tengo ancora una volta a mettere in luce quanto l'umorismo possa essere una forma cosmica di resistenza.&lt;br /&gt;In 'Sono contro!' c'è una presa di posizione che se vuoi è la rivisitazione attuale, la logica ideale prosecuzione di 'Largo all'avanguardia!', che esprime una radicale posizione individuale, individualista. Riguardo le insofferenze da te espresse, è vero che la gente troppo spesso si coinvolge e s'autointrappola in superflue questioni di pura retorica, però non è detto che siano solo questi i bersagli verso i quali convergere le proprie forze.&lt;br /&gt;Personalmente ho altre insofferenze e del resto, come ogni altro sentimento, anche l'astio è relativo; ognuno si sceglie il proprio bersaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Da 'Inascoltable' a 'Saluti da Cortina' qual'è il lavoro a cui ti senti più affezionato, che senti più vicino a te?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Difficilissimo dirlo, perché potrei scivolare nella retorica e dire, parafrasando una battuta del grande Eduardo, che i dischi sono come figli! Naturalmente scherzo, però ovviamente io ho vissuto in prima persona ogni disco e di ciascuno so la vita interiore, i suoi mille risvolti ed altrettanti retroscena, per cui ho un legame sempre diverso e sempre particolare con ciascun lavoro.&lt;br /&gt;Sono molto affezionato a 'Mono tono' e a 'Kinotto', ma anche a 'Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti', perché segna la nostra riscossa nella metà degli anni 80, dopo un periodo di crisi in cui siamo rimasti fermi quattro anni e che ci ha segato un po' le gambe: abbiamo accumulato ragnatele, il pubblico s'è dimenticato di noi e quando nell'84 ci siamo rimessi insieme, abbiamo dovuto riniziare da zero con tutta la fatica del caso. Però da allora noi continuiamo a produrre, ad esserci, e a parte 'Ti spalmo la crema', che fu un'operazione balneare dichiaratamente e volutamente commerciale, non c'è stato niente d'importante.&lt;br /&gt;Per cui il nostro secondo esordio è un ricordo importante; ci sono inoltre alcune canzoni di un LP molto poco conosciuto, 'Troppo rischio per un uomo solo', che io amo moltissimo e ritengo dei capolavori in miniatura. E poi non posso non nutrire affetto per 'Saluti da Cortina', perché trovo che sia il disco del nostro terzo esordio, dove ci stiamo riaffacciando alla scena musicale radicale dei nostri primi album ed è un ritorno alla voglia di avere una comunicazione molto diretta benché alcuni testi siano piuttosto articolati e non solo abbandonati al vomito e alla caccola.&lt;br /&gt;'Saluti da Cortina' mi ha molto coinvolto, questa marcia indietro è una svolta singolare e bella della nostra storia, non posso non sentirmici legato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Invece dal punto di vista editoriale quali dei libri da te pubblicati è il prediletto che salveresti in caso d'incendio? [Roberto è autore dei seguenti libri: 'Percorso dei cuori solitari', 'Stagioni del rock demenziale', '6 e non più di 6', 'Vademecum del giovane artista', 'Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti', 'Manuale di sopravvivenza per tossicodipendenti' e 'Badilate di cultura', N.d.A.]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Certamente sono molto legato, sia come disco che come libro, a 'Non c'è gusto...' perché hanno entrambi caratterizzato due momenti importanti del mio percorso. Il libro raccoglie dieci anni di esibizioni live con la formula cabarettistica, nelle vesti di poeta, quindi salverei questo, mi permetto tale gesto molto immodesto... però mi dispiacerebbe lasciare tra le fiamme 'Vademecum per giovani artisti', perché nella sua essenza è un libro serio, che tra il serio e il faceto - ma soprattutto in maniera seria - si pone e vi pone dei quesiti su cosa significa fare arte ed essere artisti con tutti i risvolti inerenti al cosiddetto mestiere dell'artista.&lt;br /&gt;E' un tomo impegnato, a modo suo, che raccoglie molti appunti accumulati da anni;ci ho lavorato molti mesi per pormi seriamente di fronte a problematiche legate a tale mondo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - 'Percorso dei cuori solitari' è l'unico tuo libro rimasto tutt'oggi nell'ombra e non ancora ristampato; di cosa ti sei occupato in quel saggio? Che tematiche hai affrontato?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - E' un libro dedicato ai Beatles, un mini saggio nei generis nel quale si prendono le canzoni dei Beatles da un punto di vista letterario-poetico. Vi è un excursus dai primi testi fino a quelli  precedenti il loro scioglimento del 70, c'è tutta la loro produzione criticata con occhio letterario, passando per tanti linguaggi, senza soffermarsi di certo su una critica sociologica, politica o psicoanalitica ma affrontando il tutto secondo personali punti di vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - 'Manuale di sopravvivenza per tossicodipendenti' ha sollevato grandi polveroni; ha collezionato accuse di apologia di reato e di stimolare curiosità e iniziazione all'esperienza delle droghe pesanti. Ancora una volta il tuo uso dell'ironia è stato scambiato per qualcos'altro ben lungi dall'essere satira impegnata o incondizionato sberleffo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come ti discolpi da ciò? Cos'hai da controbattere a quanti hanno trovato, trovano e troveranno il tuo libro "deviante"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Non c'è molto da dire se non constatare per l'ennesima volta quanto purtroppo non ci sia alcun gusto in Italia a provare ad essere intelligenti. Il libro è dichiaratamente contro qualsiasi apologia di reato, accusarlo d'istigare all'uso della droga o sostenere giustificata l'assunzione in quel libro, che si propone a partire dal titolo come un manuale di sopravvivenza e di sostegno, vuol dire non aver letto una sola pagina o essere in mala fede.&lt;br /&gt;Basta sfogliarne poche pagine per capire che si tratta di un volume per il contenimento del danno, è un libro che fa il tifo per il tossicomane che vuole sbarazzarsi della dipendenza, che è l'aspetto più allucinante e drammatico dell'intossicazione da alcaloidi; quindi è un libro che tenta, in positivo e senza compiacimenti di sorta, di dare una mano a chi ha seri problemi con le sostanze tossiche, non mira certo a favorirne l'uso. Si vuole, senza ipocrisie, prendere atto del fatto che certe sostanze esistono e non saranno facilmente eliminabili, tanto più secondo me con una politica come questa, decisamente proibizionista e a favore del mercato nero, dei grossi interessi mafiosi e di quella criminalità che detiene l'intero monopolio e gestisce il traffico degli stupefacenti.&lt;br /&gt;Io ritengo che si possa dire proprio tutto di questo libro, tranne che sia apologetico nei confronti dell'eroina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Tempo fa Perry Farrell affermò che mancano una cultura ed un'educazione alle droghe, paragonandone l'uso alla scoperta del fuoco e delle sue peculiarità positive - luce, riscaldamento, cucina - e negative - incendi dolosi, piromania, ustioni...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA - Sono assolutamente concorde. Guarda caso, la civiltà occidentale non ha lo stesso terrore che nutre verso le polverine per l'alcool, il tabacco e gli psicofarmaci, perché sono sostanze "conosciute". Le sostanze cosiddette tossiche vengono così demonizzate per problemi contingenti all'ignoranza occidentale. L'affermazione di Farrell non fa mezza piega: l'uomo ha sempre cercato sostanze ricreative, tanto che in Oriente certe droghe sono più diffuse dell'alcool; in Occidente è l'esatto contrario.&lt;br /&gt;Ritengo ci siano lacune d'educazione, errori di civiltà e di abitudini.&lt;br /&gt;L'eroina fa tremare... certo, l'eroina è pericolosa e deve spaventare, però il terrore che ne abbiamo dovrebbe essere pari a quello dell'abuso di alcolici; come mai invece questa paura viene a mancare? Perché l'alcool viene venduto liberamente e tranquillamente in qualsiasi bar?&lt;br /&gt;Come mai una persona è libera di bere fino a scoppiare mentre non appena ha un grammo d'hascisc o 100 mg di eroina viene sbattuta al fresco per settimane?&lt;br /&gt;Perché una persona è libera di fumare tre e più pacchetti di sigarette al giorno sapendo che "nuoce gravemente alla salute", come ipocritamente avvisano in ogni pacchetto, e sapendo che si è passibili di cancro?&lt;br /&gt;Perché si può morire d'infarto per il troppo caffè e non si può essere altrettanto liberi di consumare altri alcaloidi in quantità ridotta a scopo ricreativo?&lt;br /&gt;Certo, mi si dirà che c'è l'assuefazione... ma anche la nicotina ne da, e anche l'alcool a lungo andare comporta disturbi gravissimi quali la cirrosi e il delirium tremens.&lt;br /&gt;Istituzionalizzare certe droghe e criminalizzarne altre non sta assolutamente in piedi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Credi all'utilità di alcune sostanze psicotrope, quali quelle allucinogene, come coadiuvanti per la ricerca interiore?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RFA -   Si, se prese nella giusta misura o sotto controllo medico o di un esperto o di un veterano. Ad esempio, un viaggio con gli acidi lisergici non è consigliabile in solitudine soprattutto se si è novizi, principianti... sarebbe comunque meglio evitare l'uso dell'acido, che in taluni casi procura danni irreversibili e comunque brucia una gran quantità di cellule cerebrali.&lt;br /&gt;Ma se proprio una persona deve decidere in piena coscienza ed in assoluta libertà di fare uso di LSD, PCP, mescalina e compagnia, è bene che sia accompagnato da una persona esperta, autorevole sul campo.&lt;br /&gt;Si tratta di sostanze interessanti, capaci di fare eruttare il tuo inconscio e le tue paure e desideri repressi, comunque comportano una buona spanna di rischio e vanno usate con parsimonia , prese con le molle, occorre sapere perché si prendono, farne un uso attento.&lt;br /&gt;Sarebbe buona norma limitarsi nelle dosi, andare per gradi, non bruciare le tappe... tutto questo naturalmente se una persona non resiste alla curiosità e alla fascinazione per certe esperienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MM - Tra dieci anni gli Skiantos saranno ancora qui, pronti a seppellirci con una battuta o con una canzone?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;RFA - Lo spero, ma diventa sempre più difficile. A questo proposito stiamo pensando di organizzare una campagna di sopravvivenza per gli Skiantos quali esemplari rari da difendere e salvaguardare. Quindi una voce non omologata, diversa, fuori dal coro, che chiede di salvare gli Skiantos, specie in via d'estinzione, animali rari in questo deserto dell'omologazione.&lt;br /&gt;Stiamo approntando un contocorrente postale al quale inviare delle offerte, uno Skiantomat, per garantire la sopravvivenza degli Skiantos quali animali in via d'estinzione.&lt;br /&gt;Infine vorrei aggiungere che il mio famoso cavallo di battaglia "la fortuna è una dea bendata ma la sfiga ci vede benissimo" è stato modificato ed integrato con "prende anche la mira e fa centro anche al buio"!&lt;br /&gt;E' da considerarsi così completato il motto ufficiale dello Skiantos Fan Club, che ovviamente non esiste ma che per scherzo noi abbiamo da sempre dichiarato in corso di realizzazzione:è importante che gli Skiantos possano sempre avere la possibilità di fare altri dischi, quindi chiedo a tutto il pubblico di sostenerli: evviva gli Skiantos!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1994-95)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-8877120435454213581?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/8877120435454213581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/roberto-freak-antoni-1994.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/8877120435454213581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/8877120435454213581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/roberto-freak-antoni-1994.html' title='NON C&apos;E&apos; GUSTO IN ITALIA AD ESSERE ROBERTO FREAK ANTONI (1994)'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-aeIYib4eIrg/TxMlyfko_VI/AAAAAAAAAFA/XkbLa1u_Etw/s72-c/freak.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-1730617019176392983</id><published>2009-04-17T11:33:00.000-07:00</published><updated>2009-04-17T11:36:34.117-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>THE OXFORD MURDERS - TEOREMA DI UN DELITTO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.blogo.it/cineblog/oxford_murders.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 250px; height: 360px;" src="http://static.blogo.it/cineblog/oxford_murders.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;di Alex De La Iglesia&lt;br /&gt;Con: Elijah Wood, John Hurt, Leonor Watling&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Contrapposizione jaspersiana di volontà e destino, bignamini wittgensteiniani, successione fibonaccesca, Pitagora, Platone, un pizzico di cospirazionismo, Edward Lorenz, René Thom, e per non farci mancare proprio niente, un colpo d'anca - nozionistico e cinematografico- al caro vecchio Pi Greco: mancano solo i tarocchi, Rubik, i numeri ritardatari della ruota di Bari e la mucca Carolina e abbiam fatto strike. De La Iglesia non perde perizia ed eleganza (gusto per l'inquadratura; notevoli piani sequenza; cura attoriale) ma scrive/dirige il tutto dopo una flebo di peperonata. Come cantava qualcuno: il samba è giusto ma è la festa che non va.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-1730617019176392983?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/1730617019176392983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/oxford-murders-teorema-di-un-delitto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1730617019176392983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1730617019176392983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/oxford-murders-teorema-di-un-delitto.html' title='THE OXFORD MURDERS - TEOREMA DI UN DELITTO'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-6303146920796589338</id><published>2009-04-17T11:02:00.000-07:00</published><updated>2012-01-15T10:59:07.357-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PAPIRIA'/><title type='text'>L'ABUSO TOTALE DI PETER SOTOS</title><content type='html'>&lt;a href="http://pics.librarything.com/picsizes/05/ec/05ec66f5638408a597853774d77434d414f4541.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 185px;" src="http://pics.librarything.com/picsizes/05/ec/05ec66f5638408a597853774d77434d414f4541.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i style="font-family: verdana, arial; text-align: left; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family: arial; "&gt;"Al giorno d'oggi, se vuoi farti ascoltare, non è più sufficiente battere educatamente sulla spalla del vicino: lo devi colpire con un maglio" (John Doe)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt; &lt;span style=";font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;"Senza il Crimine che risveglia in noi una folla di sentimenti intorpiditi e di passioni quasi spente noi resteremmo più a lungo nel disordine, ossia nell'atonia" (M. Foucault)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;"&gt; Scisma planetario: di qua coloro pienamente consci di essere fondamentalmente -e felicemente- sadici, e vogliosi di esserne conseguenti sul fronte azionista, araldi e forieri di sogni passioni pulsioni brame aggressive e algolagniche.&lt;br /&gt;Di là coloro che lo sono, e spaventati e/o inorriditi di tale status, fingono/s'illudono di non esserlo, cercando riparo dietro lo scudo dei freni etico-morali endogeni ed esogeni.&lt;br /&gt;In mezzo gli sbruffoncelli che scherzano ad interpretare il ruolo di satanasso all'ultimo grido, di outsider più perverso e scalmanato e mefistofelico del sistema solare, salvo poi scoprire che malgrado la loro araldica ideologica (...idealistica?) son buoni come o più del pane e mammà li aspetta a casa per cena.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;"&gt;Questo pericoloso -nel senso più alto e ampio del termine- libro, stilato con pece, tritolo ed ossido arsenioso, funge da sperone per tutti e tre: i primi verranno appagati, per non dire deliziati, da un degno riscontro del proprio appetito tanatofilo, delle proprie smanie pansessuali, delle proprie esasperate chimere di crudeltà indiscriminata e di ciò che le muove (istinti primitivi? innocenza da infante?).&lt;br /&gt;I secondi scopriranno perché di questi tempi s'è forsennatamente idolatrata -e si continua a totemizzare edulcorare incensare così ardentemente la figura dell'omicida in serie, e cioè perché ben esemplifica ciò che tutti noi, almeno una tantum nella vita, vorremmo eseguire: sopprimere l'altro. Un'autorità cristologica, la si direbbe, l'ologramma vivente delle nostre represse pulsioni distruttive (dite il vero, prima d'insorgere scandalizzati: se potessimo farci fuori telepaticamente, quanti di noi beneficerebbero di un'ipotesi di sopravvivenza? A domanda retorica, silenzio pressoché tombale...).&lt;br /&gt;I terzi, colti in flagranza di pudore vilipeso, apprenderanno finalmente la loro triste natura di patetici farfalloni, altrimenti detti poseurs, e se ne faranno -si spera- una ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché laddove fregnacciari psicosociologi e massme(r)dia tendono ad accalappiare il Fenomeno al fine di poterlo rendere canalizzabile riconoscibile etichettabile ridimensionabile e profanabile nei suoi punti più inaccessibili inattaccabili inesplicabili initerabili eterei e finire col trasformare una Creazione in sterile prodotto seriale privo di spirito nervi cuore designabile a effimere ramificazioni modaiole (si pensi all'industrial, a piercing e tatuaggi, all'e(ste)tica S/M, alle forme più estreme di body e danger art, a molte esperienze cinematografiche e teatrali non riconciliate, e a tante altre cosucce passate tristemente dal sottobosco più arduo a scandagliarsi ai più beceri discount sotto casa nostra), il luciferino fuck-totum e fuck-totem di questo spinoso volume capovolge la prospettiva e dirotta i punti di fuga; ben si guarda, insomma, dal convertire la radioattività in puro ossigeno. Ne centuplica, anzi, il tasso di mortalità.&lt;br /&gt;Ebbro di un disprezzo e di una febbre iconoclasta, di una prepotenza nichilista e di un impulso pantoclasta e rabbioso nei confronti dell'umanità che ha pochissimi pari, nonché di un invidiabile acume critico associato ad una spietata severità draconiana, Peter Sotos sostiene ed elogia con fierezza tutto ciò che, dal micro al macro, contribuisce all'estinzione dell'umanifero, esaltandolo con accenti tronfi e tonalità linguistico-retoriche stroboscopiche e un elevatissimo ed abbacinante senso dell'apodittica, con un'enfasi che ora sfiora ora travalica l'apologia, facendosi beffa di chi è con lui e ignorando chi è contro di lui, prendendo a sonori ceffoni chi si atteggia ad essere come lui tanto per conferirsi un'aura mitologica e un'autorevole nomea di psicopatico D.O.C., e trovando sempre e comunque l'occasione di rivendicare il proprio febbricitante gusto per l'energetismo della Violenza. Sotos si rivela una geniale monade devotamente genuflessa alla regia sovranità del negativo, un talento al servizio di sua maestà il Male, infischiandosi di qualsivoglia sovradeterminazione esorcistica e catartici salvataggi in calcio d'angolo, e senza ricorrere vigliaccamente a paraventi satirici (valenze d'accatto che da sempre falsificano vituperano soffocano intensità, estremismo e radicalità. E' una mera questione di (consapevolezza del) Gusto, e di voglia di appagarlo, e di spasso nel soddisfarlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Total Abuse&lt;/b&gt; è una virulenta, viscerale, monolitica bibbia del sadismo, una febbrile evangelizzazione della più inimmaginabile brutalità, nonché un arguto trattato &lt;i&gt;pornologico&lt;/i&gt; di tutto rispetto. Il primo, nientemeno: mai l'universo della pornografia aveva conosciuto finora simile decostruzione, mai era stato così abilmente profondamente apocalitticamente smontato come un giocattolo per scoprire squadernare irridere cosa ne olia i meccanismi, mai radiografato e vivisezionato in maniera così competente chirurgica esaustiva, e con un piglio così spiccatamente lucido/ludico/lubrico.&lt;br /&gt;Questo è un uppercut che frantumerà le vostre delicate -e sempre vulnerabili, checché ne blateriate- mandibole del pudore. E sarà una frattura di difficilissima risanazione: avventurarsi in questo ring e incassare per c(r)edere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;"&gt;Fin dalle note sul retrocopertina (tra le quali un'arringa agiografica e difensiva a firma di Steve Albini) i patti sono traslucidi: &lt;i&gt;"questo libro contiene materiale estremamente sgradevole descritto con fiscale precisione grafica. Sarebbe un editto d'humour nero avvertirvi che il presente compendio non è adatto agli schizzinosi (...). I seguaci del blando e moralistico true-crime e gli scafati collezionisti di horror fiction non troveranno di che soddisfare i propri gusti, qui..."&lt;/i&gt;. Intesi?&lt;br /&gt;Come dire: si diano alla macchia i deboli di cuore, di stomaco, di nervi, di spirito, i pacifisti tutti d'un pezzo, le pseudofemministe, i bacchettoni a oltranza, i poseur e -su tutti- i minori di anni 18 (e lasci perdere, aggiungerei, chi dell'inglese e dello slang americano ha una conoscenza pressoché rudimentale). Ripeto: intesi?!?&lt;br /&gt;Proclamati i dovuti 'altolà!', un po' di doveroso iniziatico background per i vergini. Peter Sotos fu il primo fanzinaro a farsi avanti, nel lontano 1985, con una rivista amatoriale di true-crime. Fu anche il primo ad essere sorvegliato dall'FBI e conseguentemente messo in gattabuia per ciò che scriveva. Meglio dire: per &lt;i&gt;come&lt;/i&gt; lo scriveva.&lt;br /&gt;Oltre ad offrirsi alla sua cortigianeria/partigianeria come uno sfegatato ultrà dei criminali di cui disquisisce, Sotos calamitò e inorridì le calamità per via di alcuni sordidi collages da lui architettati, elementari ma efficaci in termini d'impatto: dissolvenze incrociate tra peni in eiaculazione e volti di bambini/e violantati/e e uccisi/e dal bruto di turno.&lt;br /&gt;Gli agenti federali, persuasi di avere a che fare con un pericoloso boss del marketing pedopornografico, lo arrestarono dopo nove mesi di pedinamenti e di pressante sorveglianza postale e telefonica. Al momento della perquisizione che gli valse l'arresto, furono confiscati tutti i numeri di &lt;b&gt;&lt;i&gt;Pure&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; -questo il nome della zine- e un numero di &lt;b&gt;&lt;i&gt;Incest&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, un magazine contenente foto di violenza sessuale ai minori. Quest'ultimo fu la ciliegia sulla torta: Sotos è stato il primo essere umano ad essere processato e condannato per possesso di materiale pornografico ritenuto ex abrupto illecito.&lt;br /&gt;Il nostro venne quasi immediatamente rilasciato, in quanto semplice grafomane ossessionato da gusti un po' pesanti. Non vi furono indizi né prove di omicidio, stupro o business della pornografia minorile a suo carico.&lt;br /&gt;Così prenderà le sue difese l'apocalittico &lt;b&gt;Adam Parfrey&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;"E' evidente che Sotos sta per essere processato non per il suo interesse per la violenza, ma per un'adulazione di quella al di fuori del livello di sicurezza standard dei mass media per la violenza pornografica nei fumetti, pellicole di azione e racconti del crimine. Il normale consumatore di violenza è, naturalmente, consacrato dagli interventi moralizzanti sul 'crimine che non paga' o dall'aureola santificatrice dei criminali sponsorizzati dallo Stato. Sotos, celebrando gli outsiders psicotici, rappresenta tutto ciò che è più inquietante e incontrollabile per le bande che mantengono lo status quo"&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;"&gt;Questo tomo, tripartito, ha la forza schiacciante di un mezzo cingolato fin dalle righe introduttive ad opera di &lt;b&gt;Jim 'Answer Me!' Goad&lt;/b&gt; (altro galantuomo di cui narrerò magari prossimamente), ideatore curatore editore del volume. Malgrado la materia trattata sia disturbante, inaccettabile, ripugnante oltre i livelli di guardia, il pathos, l'ethos e il ruthmos della scrittura sono tutt'altro che banali, grossolani o volgari (casomai il difetto di questo volume è di essere un tantino tautologico: agli interessati consiglio una lettura in gocce, centellinata).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;"&gt;Passiamo all'endoscopia dell'opera.&lt;br /&gt;Come su scritto, apre le danze una ficcante nonché agiografica introduzione di Goad, che si sdilinquirà poi insieme a Sotos in una lunga, interessantissima ancorché spassosa intervista dove insieme, galvanizzandosi vicendevolmente, mettono al tappeto tutto e tutti con disinvolta cattiveria (ma sarebbe più corretto cominciare a chiamarla schiettezza) e corrosiva ironia.&lt;br /&gt;Nessuno si salva dal loro furore: non i poliziotti e gli psichiatri che si occuparono del suo caso, rivelatisi più perversi e pericolosi dell'interessato, né i giornalisti e i vicini che l'hanno volgarmente e sbrigativamente demonizzato (irresistibile, a tal proposito, la seguente dichiarazione: &lt;i&gt;"Pare esserci un grosso problema con l'intera nozione di oscenità... E' gente che pensa che Schwartzenegger è un grande attore e Norman Rockwell un eccelso pittore, e il Reader's Digest un magazine eccezionale, e vengono arruolati come gli arbitri dell'arte e della cultura. Se tutto si arenasse al loro pessimo gusto, niente da eccepire. Ma queste persone sono in una posizione che consente loro pericolosi giudizi sul tuo conto, e il bello è che tu hai trascorso l'intera tua vita evitando questa marmaglia..."&lt;/i&gt;); anche i genitori fanno scheletrica figura, al pari di sette sataniche e neonaziste (&lt;i&gt;"...noiose, per dire il minimo. E' gentucola che non ha proprio niente d'interessante da offrire"&lt;/i&gt;) e di impudenti fans che osano importunarlo con &lt;i&gt;"stronzate tipo Crowley, Manson o il piercing"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Conclusa la chiacchierata, inizia il vuoto d'aria che vi farà precipitar nell'Ade, la caduta nel carrolliano pozzo. Nessun girone vi sarà risparmiato. Che la vertigine sia con voi. Lasciate ogni speranza, se proprio volete entrare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Pure&lt;/b&gt;. Questa prima parte raccoglie quasi integralmente il pestilenziale lavoro del piccolo scrivano chicagoese (il 'quasi' sta per i suddetti collages, qui autocensurati per motivi, credo, di astuzia sociale), compresi i numeri della zine confiscati allo scattar delle manette, mai editi e qui presentati in esclusiva mondiale per voi.&lt;br /&gt;Sotos ama glorifica venera onora rende grazie agli artefici della crudeltà (stakanovisti dello stupro, infanticidi e gerarchi nazisti in primis), con un trasporto massimale indulgente compiaciuto gioioso giocoso estroso, e non si accontenta di tifare per i criminali in rassegna; per quadrare il cerchio, eccolo infierire sui volti contratti di dolore e rigati di lacrime dei familiari delle vittime, godendo e speculando a più non posso su ogni smorfia, lacrima, moto di strazio, frase di circostanza, disperato appello ai rapitori.&lt;br /&gt;Tra le sue primizie del cuore, riserva privilegiati posti al sole a Ian Brady &amp;amp; Myra Hindley, Peter Sutcliff, Bianchi &amp;amp; Buono; fin dai primi paragrafi emerge un sehensucht sadico rovente tellurico incontenibile incontentabile, che avrebbe messo in ginocchio il più invasato Divin Marchese (col quale condivide l'esperienza della galera per via della valenza criminale della scrittura) e procurato fior di pallori al più scatenato Octave Mirbeau -non saprei davvero dirvi se più per invidia o per ritrovato senso del pudore... -.&lt;br /&gt;Pure arriva addosso con l'inesorabilità di un'onda d'urto, e sfido chiunque a continuare ad interpretare il mondo con gli stessi occhi dopo averlo letto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;"&gt;La parte centrale, &lt;b&gt;&lt;i&gt;Tool&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, è una palestra di narrativa psycho-sexualis (Sotos si orienterà in seguito in tal senso, dando corpo ai romanzi &lt;i&gt;Index, Tick, Lazy, Special&lt;/i&gt;, meno ispirati di questi suoi a tutt'oggi insuperati e insuperabili esordi, ma comunque micidiali), il primo capitolo della quale causò seri grattacapi legali alla già citata &lt;i&gt;Answer Me!&lt;/i&gt;. Ivi Peter sproloquia beffardo e ultracattivo sul suo arresto; sull'abuso dei minori e il sistema legale; sulle spogliarelliste dei peep-show; sui massacri ai danni dei marchettari; su ogni genere di disfunzione sessuale; e per chiudere da gran signore s'improvvisa persino pedostupratore con risultati mimetici sbalorditivi, quindi impalca uno scambio epistolare coi genitori di Lesley Ann Warren, la piccola stuprata, seviziata e strangolata dalla coppia Brady/Hyndley. La lettera aperta viaggia su un sottile tono di sfottò che repentinamente impenna in mareggiate di quello che potremmo eufemisticamente definire spietato sarcasmo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;"&gt;L'esplorazione del comune senso del livore e di un livore fuori dal comune trova modo di detonare ulteriormente in &lt;b&gt;&lt;i&gt;Parasite&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, terza conclusiva parte della saga, che raccoglie 20 newsletters di categorica, vessatoria, intransigente, irriducibile critica musicale, letteraria, cinematografica. Di pellicole, pentagrammi e manoscritti aventi per tema il suo argomento preferito, l'autore salva molto poco: i suoi oscar vanno a &lt;b&gt;&lt;i&gt;Gitta Sereny&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; e agli &lt;b&gt;&lt;i&gt;Whitehouse&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, dei quali è fan N°1 e coi quali si è più volte ritrovato a collaborare...&lt;br /&gt;Sulla gragnola di considerazioni riguardanti industrial e death-metal, fanzines di true-crime, pornografia estrema, rispettabilità di alcuni film e libri sui serial killer, ne troverete di ogni colore e sfumatura. Vi piaccia o no il contenuto, dovrete ammettere che raramente vi potrà ricapitare un critico altrettanto salace e sagace.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;"&gt;Per la veemente brutalità verbale, per il suo trasformare il linguaggio in fist-fuck bazooka acido muriatico caterpillar ordigno termonucleare, per l'encomiabile coraggio (egli passa col rosso assumendosi però le responsabilità dell'incidente), per l'implicita sintesi di fondo che anima e surriscalda queste 244 pagine (&lt;i&gt;"il mondo è un'enorme biglia di sterco; all'insettume che vi zampetta sopra, due le possibilità: coprofagi o netturbini"&lt;/i&gt;. Mio il proclama, da Sotos amplificato corroborato squadernato a dovere), per il disinvolto ossequio al cupio dissolvi e alla tabula rasa, mi sento -a costo di essere bersagliato dai più coloriti e offensivi improperi e di essere penalizzato dal 99% dei lettori- di appoggiarlo e -oooops!- assolverlo: in tempi così proclivi alla spiritualità ritrovata e al pacifismo coatto, così sospetti e stomachevoli, in cui si segue con chissà quanta convinzione l'Angelo, la Fata, la Divinità, il Miele e lo Zucchero Filato, questo estenuante ricettacolo di casus belli, eroismo erostratico e umor d'atomica suona come un capolavoro.&lt;br /&gt;Acquistatelo, acquisitelo, prima che vada fuori catalogo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;"&gt;O nuovamente e definitivamente fuori legge.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;(1997)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-6303146920796589338?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/6303146920796589338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/labuso-totale-di-peter-sotos.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6303146920796589338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6303146920796589338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/labuso-totale-di-peter-sotos.html' title='L&apos;ABUSO TOTALE DI PETER SOTOS'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-7385617856950518380</id><published>2009-04-17T09:20:00.000-07:00</published><updated>2009-04-29T17:37:52.619-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>MONDO CANE 2000 - L'INCREDIBILE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.exxagon.it/Locandine/mondo%20cane%202000.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 180px; height: 250px;" src="http://www.exxagon.it/Locandine/mondo%20cane%202000.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Gabriele &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Crisanti&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Col solito tono da imbonitore da mercato del pesce e con una passerella di squallide croci e delizie nata vecchia presentataci dalla solita &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;voice&lt;/span&gt;-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;over&lt;/span&gt; a cavallo tra il cinismo d'accatto e lo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;sfottò&lt;/span&gt; da caserma a far da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;pseudofilosofico&lt;/span&gt; corollario, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Crisanti&lt;/span&gt; s'affanna a dimostrarci che malgrado il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;tempus&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;fugit&lt;/span&gt; e l'emanciparsi delle civiltà /società, il mondo resta più cagnaccio idrofobo che mai. Tra una vivisezione, un mercato nero delle cornee e una pasticceria sexy, fa del suo peggio per scioccarci stordirci e titillarci, ma la mondo-mela è ormai ridotta al torsolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-7385617856950518380?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/7385617856950518380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/regia-gabriele-crisanti-col-solito-tono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/7385617856950518380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/7385617856950518380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/regia-gabriele-crisanti-col-solito-tono.html' title='MONDO CANE 2000 - L&apos;INCREDIBILE'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-4386711241140842638</id><published>2009-04-17T09:02:00.000-07:00</published><updated>2009-04-17T09:24:54.586-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>MONDO CANE OGGI: L'ORRORE CONTINUA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.filmscoop.it/locandine/mondocaneoggi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 160px; height: 217px;" src="http://www.filmscoop.it/locandine/mondocaneoggi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Max Steel (Stelvio Massi) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ci risiamo. Una frase di lancio traducibile come "A me gli occhi, ti shocko!", uno sfilacciato bric-a-brac di orrori il più insostenibili possibile ed erotismo il più fiacco e squallido possibile, una manciata di razzismo, un pugno di cinismo e un pizzico d'umorismo spicciolo e ignobile (a carico della solita fredda vocetta-caronte fuori campo, con primizie del calibro di un "Canestro!" quando al termine del solito cambio di sesso un pene appena reciso viene cestinato), le immancabili diacronie musicali (main theme leziosi sui momenti più raccappriccianti) e il mondo torna ad essere cane per noi cinofili. Con esso, torna ad esserlo anche il cinema, che partendo da pretestuosità ormai alle corde ne approfitta per solleticare il voyeur impenitente. Che puntualmente ci casca mani e piedi, facendosi tanta bua.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-4386711241140842638?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/4386711241140842638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/mondo-cane-oggi-lorrore-continua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/4386711241140842638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/4386711241140842638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/mondo-cane-oggi-lorrore-continua.html' title='MONDO CANE OGGI: L&apos;ORRORE CONTINUA'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-4860942409668899660</id><published>2009-04-17T08:07:00.002-07:00</published><updated>2009-04-17T08:40:31.456-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>A BOY AND HIS DOG</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://dictated.files.wordpress.com/2008/02/a_boy_and_his_dog.jpg?w=236&amp;amp;h=360"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 236px; height: 360px;" src="http://dictated.files.wordpress.com/2008/02/a_boy_and_his_dog.jpg?w=236&amp;amp;h=360" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: L.Q. Jones&lt;br /&gt;Con: Don Johnson, Susanne Benton, Jason Robards, Tim McIntire, Alvy Moore, Helene Winston, Charles McGraw &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Senti chi parla&lt;/span&gt; antelitteram e postatomico (antesignano anche di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;2019 dopo la caduta di new york&lt;/span&gt;, a sua volta precursore -nell'idea di partenza- de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I figli degli uomini&lt;/span&gt;), con cane al posto del neonato che comunica telepaticamente col padrone più morto di figa che di radiazioni e in cerca di sgnacchera. Incapperanno in una spregiudicata setta sotterranea in cerca di sperma fertile. Giochino simpatico, ma che stanca al volo, al pari del suo annacquato cinismo. Curiosa la presenza di Robards che circa 10 anni dopo se la rivedrà nuovamente con la guerra nucleare nel traumatizzante &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The day after &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-4860942409668899660?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/4860942409668899660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/boy-and-his-dog_17.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/4860942409668899660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/4860942409668899660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/boy-and-his-dog_17.html' title='A BOY AND HIS DOG'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-5009583261907459466</id><published>2009-04-17T08:07:00.001-07:00</published><updated>2009-04-17T08:07:50.838-07:00</updated><title type='text'>A BOY AND HIS DOG</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-5009583261907459466?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/5009583261907459466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/boy-and-his-dog.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5009583261907459466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5009583261907459466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/boy-and-his-dog.html' title='A BOY AND HIS DOG'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-7634946282194272982</id><published>2009-04-17T07:40:00.000-07:00</published><updated>2009-04-17T08:53:01.175-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>2019 DOPO LA CADUTA DI NEW YORK</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cinemedioevo.net/Film/AC/2019NY02.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 396px; height: 180px;" src="http://www.cinemedioevo.net/Film/AC/2019NY02.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Martin Dolman&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;con:&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;Michael Sopkiw, Valentine Monnier, Anna Kanakis, George Eastman, Romano Puppo, Vincent Scalondro,  Al Yamanouchi, Edmund Purdom, Louis Ecclesia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Sbrindellatissimo rip-off italiota stracult de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;1997 fuga da New York, Blade runner&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mad Max&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il pianeta delle scimmie&lt;/span&gt; con echi de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I guerrieri della &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;notte&lt;/span&gt; a far da rosmarino. La trashacchiata e la vena plagiara rasentano il sublime quando entra in scena un nano chiamato Kirk!  (muovendosi sulle stesse coordinate, di li a poco D'Amato riuscirà a scodellare di immensamente peggio con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Endgame&lt;/span&gt;, l'ammazzacaffé del filone postatomico)&lt;br /&gt;Dialoghi e situazioni che fanno i funamboli su una corda della dignità sempre pronta a spezzarsi, f/x discreti, innesti gore azzardati per un film destinato ai ragazzi, attori da canile municipale, scenografie spesso risibili, senso del ritmo altalenante e doverosamente para-wagneriana (e niente male davvero) la colonna sonora.&lt;br /&gt;J'adore, j'adore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-7634946282194272982?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/7634946282194272982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/2019-dopo-la-caduta-di-new-york.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/7634946282194272982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/7634946282194272982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/2019-dopo-la-caduta-di-new-york.html' title='2019 DOPO LA CADUTA DI NEW YORK'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-2003033266722597823</id><published>2009-04-16T11:27:00.000-07:00</published><updated>2009-04-16T14:52:36.449-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>NABOER</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nfi.no/aim//autoimages/filmdb/1988.jpg/Scale?geometry=200"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 284px;" src="http://www.nfi.no/aim//autoimages/filmdb/1988.jpg/Scale?geometry=200" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/38067/pal-sletaune/"&gt;Pål Sletaune&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;con &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/15359/kristoffer-joner/"&gt;Kristoffer Joner&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/38090/cecilie-a-mosli/"&gt;Cecilie A. Mosli&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/38091/julia-schacht/"&gt;Julia Schacht&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/38092/anna-bache-wiig/"&gt;Anna Bache-Wiig&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/37309/michael-nyqvist/"&gt;Michael Nyqvist&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Psychothriller norvegese al fulmicotone (appena 72') irradiato da raggi gamma polanskiani (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'inquilino&lt;/span&gt;, ma assai più &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repulsion&lt;/span&gt;) frammisti a vaghe risonanze di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bound&lt;/span&gt;. Non arriva mai a sconvolgere, sorprendere o disturbare davvero (il puzzle è chiaro da subito e il finale intuibile dopo il primo quarto d'ora), ma a conturbare sì: lo si tiene caro soprattutto per una scena muy caliente usata per prendere abilmente all'amo lo spettatore. Confettino che dimostra quanto le idee - sebbene abusate e riciclate - abbiano la meglio sull'esiguità del budget. Merita di esser dissepolto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-2003033266722597823?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/2003033266722597823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/naboer.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/2003033266722597823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/2003033266722597823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/naboer.html' title='NABOER'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-7571279276856061356</id><published>2009-04-16T11:19:00.000-07:00</published><updated>2009-04-16T11:37:44.736-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>ENCARNACAO DO DEMONIO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.movieplayer.it/2008/08/13/una-scena-dell-horror-encarnac-o-do-demonio-85753.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 432px; height: 412px;" src="http://images.movieplayer.it/2008/08/13/una-scena-dell-horror-encarnac-o-do-demonio-85753.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/44792/jose-mojica-marins/"&gt;José Mojica Marinis&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;con &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/169020/raymond-castile/"&gt;Raymond Castile&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/169021/eduardo-chagas/"&gt;Eduardo Chagas&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/58012/milhem-cortaz/"&gt;Milhem Cortaz&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/69745/giulio-lopes/"&gt;Giulio Lopes&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/44792/jose-mojica-marins/"&gt;José Mojica Marins&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/169022/jose-celso-martinez-correa/"&gt;José Celso Martinez Corrêa&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/169023/luis-melo/"&gt;Luís Melo&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/169024/debora-muniz/"&gt;Débora Muniz&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/66358/rui-resende/"&gt;Rui Resende&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" rel="nofollow" href="http://www.movieplayer.it/personaggi/73056/jece-valad-o/"&gt;Jece Valadão&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Marinis ci riprova. L'arzillo satanasso manda di nuovo orgogliosamente il delirio al potere, con risultati discontinui e traballanti. Gli acciacchi dei quasi 40 anni passati dalle ultime scorribande non mancano di dire la propria, ma complessivamente l'esito finale è simpatico, sebbene la visionarietà sia posticcia e ancorata a un fumetto horror anni 70 o a jodorowskismi tardoni, e il film niente più di un nostalgico patchwork dei vecchi trascorsi che si ricorda più per singole scene (micidiale il passaggio blattoideo) che nella sua totalità. Chi è digiuno della saga di Zé Do Caixao avrà comunque di che sbalordirsi e orripilarsi (...e avercene a plotoni, comunque, di luciferini vecchietti così).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-7571279276856061356?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/7571279276856061356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/encarnacao-do-demonio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/7571279276856061356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/7571279276856061356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/encarnacao-do-demonio.html' title='ENCARNACAO DO DEMONIO'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-1664152285672053020</id><published>2009-04-16T04:47:00.000-07:00</published><updated>2009-04-16T04:52:45.909-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>AMOUR BRAQUE - AMORE BALORDO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.eprice.it/images/Prodotti/plus/2011355.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 550px; height: 498px;" src="http://www.eprice.it/images/Prodotti/plus/2011355.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Andrej Zulawski Con: Sophie Marceau, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Maitre a organiser da 1000 e una follia, Zulawski non si smentisce mai e regala un altro bastimento carico di delirio in cui tira un'aria beckettiana servita da dialoghi al limite dell'ermetismo e dell'elogio al non-sense, interpretazioni convulse e sovradeterminate che avrebbero inorgoglito Grotowski, Stanislawski e Meyerchold; situazioni da Cabaret Voltaire, riprese e montaggio da elettrochoc.&lt;br /&gt;Cinema sfibrante, avulso alla logica, lontano millenni luce da ogni sospetto di ovvietà, estraneo alle analogie, orfano di tutto ciò che è reale e razionale, ossesso, posseduto da 1000 demoni, da prendere o lasciare. Il sottoscritto prende, e se lo tiene ben stretto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-1664152285672053020?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/1664152285672053020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/amour-braque-amore-balordo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1664152285672053020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1664152285672053020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/amour-braque-amore-balordo.html' title='AMOUR BRAQUE - AMORE BALORDO'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-222228548796464582</id><published>2009-04-16T04:31:00.000-07:00</published><updated>2009-04-16T04:53:14.531-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>DEATH FILE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SecZYpEOyVI/AAAAAAAAABg/W8uyIq1j2CE/s1600-h/bscap002.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 290px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SecZYpEOyVI/AAAAAAAAABg/W8uyIq1j2CE/s400/bscap002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325252995520055634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nell'era in cui i teenagers crescono a pane ed estremo e hanno di che sollazzarsi con rotten et consimilia ci si sente anacronistici a dover disseppellire/censire questa ctonia serie jap che fa il verso a mondo cane, aggiornandolo ai randagi tempi nostrani.&lt;br /&gt;L'ingorda videocamera non si fa mancare niente: e via con la solita traumatica guernica di cadaveri smembrati e mutilati in tutte le salse e minestre, incidenti, suicidi, cani uccisi a bastonate e cucinati, feti clandestinamente abortiti, autopsie, neonati deformi, tratta dei minori, siparietti d'urocoprofagia e via orripilando.&lt;br /&gt;Il tanatomane è servito, il cinefilo un po' meno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-222228548796464582?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/222228548796464582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/death-file.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/222228548796464582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/222228548796464582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/death-file.html' title='DEATH FILE'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SecZYpEOyVI/AAAAAAAAABg/W8uyIq1j2CE/s72-c/bscap002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-5155205521958001808</id><published>2009-04-16T04:28:00.000-07:00</published><updated>2009-04-17T15:09:27.378-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>DER SIEBENTE KONTINENT</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i115.photobucket.com/albums/n311/pet2000/DSK89-en-fr-es-it-brru.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 297px; height: 475px;" src="http://i115.photobucket.com/albums/n311/pet2000/DSK89-en-fr-es-it-brru.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Michael Haneke&lt;br /&gt;Con: Birgit Doll, Dieter Berner, Leni Tanzer, Udo Samel, Silvia Fenz, Robert Dietl, Elisabeth Rath, Georges Kern &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Infero satori di una famiglia borghese, ovattata da impeccabile asetticità e mille segnali e sintomi (una quasi impercettibile dissolvenza incrociata tra borghesia e hitlerjugend) della drastica purificazione che verrà.&lt;br /&gt;Ad Haneke l'incubo della facciata familistica non va punto giù, e quando si tratta di fare ferina tabula rasa delle sue stratificate patine e false certezze, la freddezza di intenti è tutto, e si resta assiderati ma anche storditi da una felice ambiguità non sanabile.&lt;br /&gt;Capolavoro d'odio secco, che farà molto male ai vessilliferi dello status quo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-5155205521958001808?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/5155205521958001808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/regia-michael-haneke-con-birgit-doll.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5155205521958001808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5155205521958001808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/regia-michael-haneke-con-birgit-doll.html' title='DER SIEBENTE KONTINENT'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-8263123108667966641</id><published>2009-04-16T04:11:00.000-07:00</published><updated>2009-04-16T04:54:04.631-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>IKI JIGOKU - LIVING HELL</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.obscurehorror.com/livinghell.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 425px;" src="http://www.obscurehorror.com/livinghell.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Shugo Fujii &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con: Hirohito Honda, Yoshiko Shiraishi, Rumi, Kazuo Yashiro, Shugo Fujii &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non ce n'è: da sempre e per sempre la famiglia ce l'ha nel retrobottega, ne uccide più della motosega ed è una patina che occulta la barbarie. Lo riprova questo venefico e scalmanato horror a tinte fortissime e atmosfere al curaro, in cui la follia viene fatta sovrana e la violenza siede alla destra del padre (ma anche il resto del parentado scherza pochino).&lt;br /&gt;Risultato: paura, paura, paura.&lt;br /&gt;Disponete le manine a coppa sotto il culetto, perché ne farete davvero tantissima.&lt;br /&gt;Un film da infarto. And I mean it.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-8263123108667966641?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/8263123108667966641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/iki-jigoku-living-hell.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/8263123108667966641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/8263123108667966641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/iki-jigoku-living-hell.html' title='IKI JIGOKU - LIVING HELL'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-5119835619780717959</id><published>2009-04-16T04:07:00.000-07:00</published><updated>2009-04-16T04:54:48.660-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>A BLOODY ARIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.hancinema.net/photos/posterphoto17242.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 284px;" src="http://www.hancinema.net/photos/posterphoto17242.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Won Shin-Yeon &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con: Ye-ryeon Cha, Suk-kyu Han, Kyeong-ho Jeong &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Radioactivity is in the air for you and me: l'inesorabile banalità e cecità del male è concentrica, centrifuga, radioattiva, indiscriminata e inquina contagia insozza disumanizza assai più le vittime dei carnefici fino a rendere ambo le parti magma indistinto di nequizia e secca brutalità in questo coreano cuginetto di secondo grado di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Kichiku&lt;/span&gt;, sbalorditivo saggio sul crimine quale arte senza teoretica (e grandiosa lezione di cinema dalla quale tutti avrebbero qualcosina da imparare), per il quale una certa Hannah Arendt avrebbe fatto salti alti così.&lt;br /&gt;Raccomandatissimo, ma proprio issimo issimo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-5119835619780717959?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/5119835619780717959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/bloody-aria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5119835619780717959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5119835619780717959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/bloody-aria.html' title='A BLOODY ARIA'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-3673841541621366998</id><published>2009-04-15T14:35:00.000-07:00</published><updated>2009-04-15T14:40:40.761-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>TERROR 2000 - Intensivstation Deutschland</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.allcluesnosolutions.com/products_pictures/Terror_2000_%28M%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 204px; height: 288px;" src="http://www.allcluesnosolutions.com/products_pictures/Terror_2000_%28M%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Christoph Schlingensief&lt;br /&gt;Con: Udo Kier, Margit Carstensen, Peter Kern, Susanne Bredehöft, Alfred Edel, Artur Albrecht, Kalle Mews &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Schlingensief è proprio de fora, non c'è che dire: fa coesistere, convergere e compenetrare la pesante provocazione politica e religiosa con impennate splatter e parentesi scatologiche, la parodia più anarcoide e sguaiata con grottesche slapstick di sesso laido, e fa stare gomito a gomito frammentazione sociale e nazionale con quella narrativa (scordatevi coesione e rigore narrativo: siamo in piena dodecafonia filmica), sembra di vedere in un sol colpo Makavejev, Waters, Lewis, Kern&amp;amp;Zedd, Kaufman, Lynch, Meyers e i corti di Buttgereit, passando per il dada più arsenioso e la body art più virulenta.&lt;br /&gt;Follia a 1000 megatoni: a voi scoprire se c'è del metodo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-3673841541621366998?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/3673841541621366998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/terror-2000-intensivstation-deutschland.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/3673841541621366998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/3673841541621366998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/terror-2000-intensivstation-deutschland.html' title='TERROR 2000 - Intensivstation Deutschland'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-2097784691025516041</id><published>2009-04-15T14:22:00.000-07:00</published><updated>2009-04-15T14:26:16.612-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>NEROSUBIANCO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.falsopiano.com/brass.gallery/images/nero-su-bianco_gif.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 510px; height: 329px;" src="http://www.falsopiano.com/brass.gallery/images/nero-su-bianco_gif.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Tinto Brass &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con: Anita Sanders, Terry Carter, Nino Segurini, Umberto Di Grazia, The Freedom (Bobby Harrison, Mike Lease, Ray Royer &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non fanno a tempo a scorrere i primi 24 fotogrammi che in pochi battiti convergono felicemente iconicità pop, icasticità pubblicitaria, allusione pornografica, sovraccarico citazionista, sovrapposizione burroughsiana, tentazione avanguardistica (con Richter e Duchamp in testa), taglio e umore espressionista, verve polemica, gag surreale, sberleffo autoironico e siparietto musicale. L'erotismo ne esce sacrificato, ma quanto perde in impatto erotico guadagna in carica eversiva. Un blob ante-litteram senza dio, stato, arte, parte, partito servi né padroni.&lt;br /&gt;Darei un rene per riavere questo Brass.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-2097784691025516041?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/2097784691025516041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/nerosubianco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/2097784691025516041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/2097784691025516041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/nerosubianco.html' title='NEROSUBIANCO'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-5291227321366681395</id><published>2009-04-15T14:14:00.000-07:00</published><updated>2009-04-15T14:26:52.791-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>MERCI LA VIE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://media.hoepli.it/hoepli/DVD/Bertrand-Blier/Merci-La-Vie/8032134035773.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 150px; height: 216px;" src="http://media.hoepli.it/hoepli/DVD/Bertrand-Blier/Merci-La-Vie/8032134035773.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Bernard Blier &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con: Charlotte Gainsbourg, Anouk Grinberg, Michel Blanc, Jean Carmet, Annie Girardot, Jean-Louis Trintignant &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In febbrile flagranza e fragranza di panvisibile e di pan-narrabile, Blier sfida tutte le leggi della narrazione e porta in trionfo l'eccentricità e l'anarchia organizzata con sussiego calviniano ed escheriano, fondendo in un unico calderone realtà e sogno, allucinazione e metacinema, (tra)passato e futuro remoti e anteriori, firmando un 8 e mezzo zulawskiano e immergendo gli scoppiati&lt;br /&gt;frammenti narrativi che fingono di ricomporsi in uno spettro cromatico da far schiumare d'invidia un caleidoscopio.&lt;br /&gt;Come ogni opera illuminata e rasente il capolavoro, per pochi ma non per troppi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-5291227321366681395?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/5291227321366681395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/merci-la-vie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5291227321366681395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5291227321366681395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/merci-la-vie.html' title='MERCI LA VIE'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-6220873763580581232</id><published>2009-04-15T14:11:00.000-07:00</published><updated>2012-01-15T10:53:26.909-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>MEAN CREEK</title><content type='html'>&lt;a href="http://movies.maxupdates.tv/wp-contents/uploads/2010/01/Mean-Creek.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 353px; height: 500px;" src="http://movies.maxupdates.tv/wp-contents/uploads/2010/01/Mean-Creek.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span &gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;Regia: Jacob Aaron Estes&lt;br /&gt;Con: Rory Culkin, Ryan Kelley, Scott Mechlowicz, Trevor Morgan, Josh Peck, Carly Schroeder, Brandon Williams&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Giochi proibiti per i ragazzi del fiume, in kinghiano ricordo di un'estate più fatale che fatata. Chi starà dalla loro parte, una volta adulti? Nemmeno loro stessi. L'infanzia è la prima esclusa dagli sconti dell'ineluttabilità e l'acqua, lungi dal purificare le coscienze, le insozza e le marca a vita.&lt;br /&gt;Estes mostra, dimostra e non commenta l'assioma facendo l'equilibrista su un filo di rara grazia e delicatezza, che non scongiurano il massimo grado della combustione e della disperazione. Anzi, li accent(u)ano. Risultati -soprattutto attoriali: sentiremo parlare di Carly Schroeder- al bacio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-6220873763580581232?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/6220873763580581232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/mean-creek.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6220873763580581232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6220873763580581232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/mean-creek.html' title='MEAN CREEK'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-7384274386879572783</id><published>2009-04-15T13:55:00.000-07:00</published><updated>2009-04-15T14:10:59.462-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>KEANE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fis.edu.hk/documents/News/Cineclub_20090225_Keane.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 270px; height: 400px;" src="http://www.fis.edu.hk/documents/News/Cineclub_20090225_Keane.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Lodge Kerrigan&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con: Damian Lewis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'impressionante e durissimo &lt;i&gt;clean, shaven&lt;/i&gt; kerrigan ci riprova. Stessa monomania per una paternità mancata differita trasognata (forse addirittura fasulla), stesso protagonista disadattato e parecchio de fora -là uno schizofrenico turbato da iperacufeni, qua una vittima della paramnesia-, ma niente atmosfere marmoree e al contempo rarefatte e sospese e allucinate, e niente discesa nell'imo del protagonista tirandoci dentro per i capelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavolta la camera è in spalla, il lavoro sovradeterminato sui suoni che caratterizzava &lt;i&gt;clean shaven&lt;/i&gt; diventa qui addirittura assenza di colonna sonora, lo sguardo è più asettico, distaccato, quasi entomologico (si sente in tal senso la pesante mano di Soderbergh) e pur essendo il tutto di indubbio interesse e di indiscutibile forza, non tocca vertici né abissi capaci di scuotere, straziare e commuovere davvero&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-7384274386879572783?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/7384274386879572783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/keane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/7384274386879572783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/7384274386879572783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/keane.html' title='KEANE'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-2986604977501127520</id><published>2009-04-15T13:46:00.000-07:00</published><updated>2009-04-16T03:00:32.209-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>MATALO!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Cesare Canevari &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con: Corrado Pani, Lou Castel, Antonio Salinas, Claudia Gravy, Luis Davila, Anna Maria Noè, Miguel Del Castillo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Un'epigrafe memorabile, che fa ben sperare. Poi per l'incauto spettatore son dolori: Canevari scherza a fare il dadaista senza esserlo, prova a fare il regista senza avere il cinema nei cromosomi, fa convolare a nozze con noci e fichi western e autismo e irrita sapientemente cultori del western come del trash, dell'avanguardia come del cinema sperimentale e di genere.&lt;br /&gt;In cattiva sostanza è tutto qui: quanto basta per lapidarlo con uova marce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-2986604977501127520?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/2986604977501127520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/matalo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/2986604977501127520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/2986604977501127520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/matalo.html' title='MATALO!'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-1771334781641771236</id><published>2009-04-15T13:34:00.000-07:00</published><updated>2009-04-16T03:02:02.810-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>MALEDETTI VI AMERO'</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Marco Tullio Giordana &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con: Flavio Bucci, David Riondino, Biagio Pelligra, Micaela Pignatelli, Alfredo Pea, Anna Miserocchi, Agnès Nobecourt &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Alla ricerca dell'autocoscienza perduta sotto quintali di (anni di) piombo. La Cina è lontana, compagni e fasci si equivalgono, l'eroina di stato ne ammazza a plotoni, la DC si frega le manine e la lotta non continua più, naufragando nell'individualismo e nei compiaciuti piagnistei su com'era rossa la nostra valle salvata dai partigiani. Alle spalle le brucianti assenze di Moro e Pasolini a segnare il passo, davanti i germi del rampantismo che infetteranno gli 80. Grande la confusione, più vasta ancora la desolazione, e a un disincatato e sarcastico Bucci non resta che perdercisi. Disomogeneo come quegli anni, ma resta il Giordana più coraggioso e interessante di sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-1771334781641771236?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/1771334781641771236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/maledetti-vi-amero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1771334781641771236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1771334781641771236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/maledetti-vi-amero.html' title='MALEDETTI VI AMERO&apos;'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-8110660479160029834</id><published>2009-04-05T15:02:00.001-07:00</published><updated>2009-04-05T15:21:07.152-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>Midnight meat train</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img262.imageshack.us/img262/9812/midnight6vv.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 281px; height: 407px;" src="http://img262.imageshack.us/img262/9812/midnight6vv.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Ryuhei Kitamura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Esattamente come temevo: dal distillato all'annacquato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prosa lisergica e la fantasia scalmanata di Clive Barker (toh, un altro CB) sono ai limiti del rappresentabile e, se traslate in immagini, richiedono testicoli a grappolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kitamura non ha nemmeno i canonici due: è impersonale, esangue e meccanico, e slabbra da una parte e ingessa dall'altra un meccanismo altrimenti perfetto (e buono per un corto/mediometraggio) in 87' metà dei quali rampe al di sotto del necessario.&lt;br /&gt;A ciò si aggiungano un ibrido tra Morrissey e Schwarzy che oltre a non essere minimamente aderente al superbruto chiamato ad incarnare (leggi: una mezza pippa d'attore), è temibile quanto potrebbe esserlo big jim, un protagonista motivato a cacciarsi nelle peggio rogne dalla propria compulsione fotografica (leggi: pinocchio e topo gigio sono più attendibili), e indisponenti effetti speciali in CGI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta certo stilistico pavoneggiarsi, insufficiente a salvare l'insieme dal declino. E naturalmente di Clive, pedissequa trasposizione degli eventi a parte, nemmeno una stilla. Volendo -ma volendolo tanto- si lascia anche vedere, ma siamo alla risicata sufficienza degli asini, e non c'era alcun bisogno di devitalizzare e denobilitare Barker per l'ennesima volta in questa floscia maniera. Se questo è davvero il capolavoro di Kitamura, come qualcuno ha scritto, me ne guarderò bene dal dargli appello.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-8110660479160029834?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/8110660479160029834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/midnight-meat-train.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/8110660479160029834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/8110660479160029834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/midnight-meat-train.html' title='Midnight meat train'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-4399970162894547513</id><published>2009-04-05T14:55:00.000-07:00</published><updated>2009-04-05T15:28:35.927-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>Tomboy - I misteri del sesso</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.exxagon.it/Locandine2/Tomboy.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 180px; height: 250px;" src="http://www.exxagon.it/Locandine2/Tomboy.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Claudio Racca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Mondosexydocumentary con innesti choc (invero pochi e non compiaciuti, ma devastanti) capitanato da un gotha di sessuologi e psicologi di tutto rispetto e veicolato da un sobrio e competente commento (una mosca bianca per il genere), cui si contrappongono scivolate nel dubbio gusto, nello speculativo e nel gratuito (il cadavere martoriato di Pasolini, il neonato ermafrodita) e un paio di memorabili sequenze di macelleria genitale -accompagnate, vatti a capire perché, da Bach- che richiedono stomaci di cemento armato (e che all'epoca devono aver fatto vacillare non pochi maschietti: l'innesto di tubi siliconati in un pipino sventrato come un quarto di manzo -mammaiut!- è una sfida a tenere gli occhi sullo schermo). Ondivago, instabile, tuttavia non privo di un suo affascinante perché.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-4399970162894547513?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/4399970162894547513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/tomboy-i-misteri-del-sesso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/4399970162894547513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/4399970162894547513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/tomboy-i-misteri-del-sesso.html' title='Tomboy - I misteri del sesso'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-2171637763368723034</id><published>2009-04-05T14:50:00.000-07:00</published><updated>2009-04-05T15:00:15.978-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>Siamo fatti così: aiuto!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.exxagon.it/Locandine2/siamofatticosi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 180px; height: 305px;" src="http://www.exxagon.it/Locandine2/siamofatticosi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Gianni Proia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio quando ci si convince di averle viste tutte dopo le incette polselliane e dagostiniane (per tacere delle mondoboiazzate caserecce dello Zio Tolo), ecco che in termini di cose buone dal mondo arriva l'ineffabile Proia (genio incompreso, datemi retta!) a farci cucù dando un rinnovato e forse insuperabile senso all'Inclassificabile e al farneticante e a far diventare interscambiabili ed equipollenti estremi del giudizio quali 'capolavoro' e 'vaccata'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo abdica a sé stesso, per essere qui sfacciatissimo viatico di non-cinema in sguaiata libertà e in déshabillé, che ascende in virtù di forze discendenti: spot che avranno fatto l'invidia dei peggiori Squallor, pin-up usate per il salto della corda, una commissione censoria sul cui tavolo si consuma un amplesso, un simposio sulla fame del mondo discusso ingozzandosi di dolci, un meta-telegiornale e un intervallo che non spoilero, sandro ghiani nudo che insegue una pulzella nei boschi, un blob ante litteram con culi e noti volti dell'allora nostrana classe dirigente in dissolvenza incrociata (noblesse oblige...che avrà detto il Faenza del pluricensurato &lt;i&gt;forza italia&lt;/i&gt;?), e un commento fuori dai coppi che mi ha fatto sputare la macedonia sullo schermo per le risate. Insomma, raro esempio di monnezza totale che rasenta il sublime, da inseguire con un sacchetto di ganja accanto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-2171637763368723034?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/2171637763368723034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/siamo-fatti-cosi-aiuto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/2171637763368723034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/2171637763368723034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/siamo-fatti-cosi-aiuto.html' title='Siamo fatti così: aiuto!'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-3516616254352669251</id><published>2009-04-04T06:13:00.000-07:00</published><updated>2009-04-04T06:36:04.829-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>Dimensione violenza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.davinotti.com/images/locandine/0011/11390.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 126px; height: 179px;" src="http://www.davinotti.com/images/locandine/0011/11390.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;di Mario Morra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Senza più il fido compare Climati a dargli man forte, nell'anno di grazia 1984 Morra ha molto chiaro di essere nell'ultima fila della retroguardia di un genere -il mondo- ormai al lumicino, ma si ostina comunque a far emettere un do di petto al cigno canterino, rendendo il meno casuale possibile l'assonanza tra cinema e cinismo; il gioco è di miccia corta ma bagnata, gli orrori sono risaputi: riciclati dalle &lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: normal;"&gt;facce della morte 2 &lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;quelli autentici (ma alcune sequenze sono puro trovarobato della vs italiana de &lt;/span&gt;&lt;em style="font-weight: normal;"&gt;Le facce della morte 1&lt;/em&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;, curata e riarrangiata per l'appunto dallo stesso Morra), dichiaratamente ricostruiti in studio tutti gli altri, ma il pedale sulla cattiveria, sull'insistenza e sullo squallore è calcato al massimo, con un puntiglio allora inedito per il filone, che non avrà lasciato imperturbati gli spettatori di allora: assai meno insostenibile di quanto avevo fantasticato (ma non significa che le anime candide possano accostarvisi in tutta tranquillità), e per il titolo che porta e il tema che vuole reiterare, farcito di fin troppi inserti sexy (peraltro idiotissimi)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Pur nella sua brevità il massacro a bastonate dei cuccioli di foca davanti alla disperatissima madre resta la scena più fastidiosa e richiede cuori rocciosi (sequenza raccordata penosamente su un falso siparietto lesbo con tanto di  ragazza doppiata in maccheronico italo-americano che bercia "&lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: normal;"&gt;oh si me tanto piacere tua calda peliccia&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;!" e con il commento che  durante lo sventramento di una foca spara "&lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: normal;"&gt;vi fanno pena, eh? naturale, ma guardatele da adulte mentre uccidono i martin pescatori e provate a dire se vi fanno ancora pena&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;"...mavacagà!! )&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Scultissimo invece -e degno dell'ineffabile &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;Siamo fatti così: aiuto!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;- il momento della setta degli sputazzi, e più risibile ancora la chiosa finale dell'indio che grida vendetta (doppiato in solita modalità che più razzista non si potrebbe) al termine della caccia all'uomo in puro stile conte Zaroff.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;La main theme electro ricorda sia vagamente &lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: normal;"&gt;Blade runner&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; che le primissime cose dei Kirlian Camera. Mentre i passaggi più distesi sono ricavati da lievi variazioni di &lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: normal;"&gt;Dolce e selvaggio&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;. La locandina verrà adottata come copertina del seminale studio sugli shockumentaries &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;Killing for culture&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Tutto sommato abbastanza deludente e tedioso, andrebbe visto sforzandosi di contestualizzarlo al periodo in cui è stato sfornato. I 25 anni che porta si sentono tutti, come è fin troppo avvertibile la consapevolezza dell'autore di essere arrivato al capolinea e di essere costretto a (farci) rosicare gli avanzi della padella&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-3516616254352669251?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/3516616254352669251/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/dimensione-violenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/3516616254352669251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/3516616254352669251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/dimensione-violenza.html' title='Dimensione violenza'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-17755346278454873</id><published>2009-04-04T05:44:00.000-07:00</published><updated>2012-01-15T10:49:11.099-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>The pig fucking movie</title><content type='html'>&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/b/b6/Vase_de_Noces.jpg/220px-Vase_de_Noces.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 220px; height: 295px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/b/b6/Vase_de_Noces.jpg/220px-Vase_de_Noces.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;Regia: Thierry Zéno&lt;br /&gt;Con: Dominique Garny&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Mentecatto tenta di incappucciare piccioni con teste di barbie. Non ci riesce. Tenta di inchiappettarsi la scrofa. Non ci riesce. Frustrato, le impicca i cuccioli. Non contento, dopo un the col fango (quando si dice fare di necessità virtù) ed essersi sbafato un manicaretto a base di escrementi (senza ausilio alcuno di f/x, beninteso: buongustaio!), impicca anche la scrofa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo km sotto i minimi storici di tutto: del cinema, del non-cinema, della provocazione, dell'intelligenza, dell'art-house, dell'allegoria, della metafora, della semiotica, finanche della presunzione autoriale. Impossibile per chi fruisce prendere posizione: ridere per non piangere? Sentirsi oltraggiato? Sforzarsi di trovare anche solo per finta un significante che sia uno? Tempo perso e sforzo vano in ogni caso: Zeno ci cogliona tutti convinto che basti schiaffare Monteverdi e un po' di ronzii proto-industrial per trasformare una scatologica porcata in ieratico capolavoro di prosa filmica degenerata o di chissà quale spaccato d'antropologia venato di misticismo misto alienazione (riusciranno nell'intento, con ben altri esiti e spessori, Ciprì e Maresco: tutt'altra galassia, inutile puntualizzarlo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sottoscritto non capisce e non si adegua, ma soprattutto non ci casca, e gli riserva un bel braccio a 90, e dopo l'ultimo fotogramma stappa lo champagne. E brinda in compagnia di quei festival australiani e neozelandesi (due lande generalmente refrattarie alla censura) che l'hanno bandito a più riprese tra il 74 e il 77  (è peraltro un raro caso di ostracismo in sedi festivaliere, zone di default franche e aperte a tutto): perché si chiamerà anche Zeno, ma di coscienza ne ha pochina. Per tacere dell'etica e della perizia filmica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Farà curiosamente di meglio con il misconosciuto -anche tra i massimi cultori del mondo-movie- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Des Morts&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-17755346278454873?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/17755346278454873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/pig-fucking-movie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/17755346278454873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/17755346278454873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/pig-fucking-movie.html' title='The pig fucking movie'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-1139775078324183217</id><published>2009-04-04T05:34:00.000-07:00</published><updated>2009-04-15T08:41:32.874-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>The nest</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SeYAG9hngYI/AAAAAAAAAA4/2fQkdQg_9_k/s1600-h/thenest06.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 278px; height: 195px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SeYAG9hngYI/AAAAAAAAAA4/2fQkdQg_9_k/s400/thenest06.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324943729006969218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regia: Terence H. Winkless &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con: Robert Lansing, Lisa Langlois, Franc Luz, Terri Treas, Stephen Davies, Diana Bellamy, Jack Collins, Nancy Morgan &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ideale anello di congiunzione tra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;They're creeping up on you&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mimic&lt;/span&gt;, con un occhio di riguardo a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bug insetto di fuoco&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Come da consolidata tradizione eco-vengeance, gioca che ti gioca al piccolo chimico, la nemesi di madre natura non tarda a manifestarsi sotto forma di orde blattidi polimorfe e carnivore. In realtà prima che le Bug Babol scoppino dovrà passare una non proprio coinvolgentissima oretta; i più pazienti verranno premiati con gli interessi con una mezzora finale che è un ardimentoso test resistenziale per chi ha il coté fobico degli ortotteri e non può vedere una neanide manco dipinta, e tra scanefaggi (non è un refuso) e uomini-scarabeo se ne vedono di ogni, perché qua la cucaracha puede caminar eccome. Orfani di Upson Pratt, su gli scudi!&lt;br /&gt;Produce Corman.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-1139775078324183217?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/1139775078324183217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/regia-terence-h.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1139775078324183217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/1139775078324183217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/regia-terence-h.html' title='The nest'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SeYAG9hngYI/AAAAAAAAAA4/2fQkdQg_9_k/s72-c/thenest06.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-7407838441862090149</id><published>2009-04-04T04:06:00.000-07:00</published><updated>2012-01-15T10:52:07.459-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>Behind the mask - vita di un serial killer</title><content type='html'>&lt;a href="http://static.screenweek.it/2009/1/19/Behind-the-Mask-poster-01_mid.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 426px; height: 640px;" src="http://static.screenweek.it/2009/1/19/Behind-the-Mask-poster-01_mid.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.he.sonypictures.it/uploads/prodotti/DV-175920Behindthe212x306.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Scott Glosserman. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;con Nathan Baesel, Angela Goethals, Robert Englund&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Ok diciamo quello che va detto: questo giocherellare impunemente col metacinema in maniera così ammiccante smaliziata sgomitata paracoola post-postmoderna e posticcia ha davvero squacquerato il testicolame. In largo e in lungo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza un minimo di criterio, di risignificazione, di sapienza alchemica, di sincerità e onestà si affastellano injokes (un paio anche carini, volendo) e situazioni flussi correnti tensioni stilemi di film che uno spessore e un battito metafilmico e metanarritivo lo avevano &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;davvero&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non va al di là dell'essere una plebea sagra dell'appropriazione indebita che parte alla &lt;i&gt;Blair witch project&lt;/i&gt; (a sua volta, ricordiamolo una volta per sempre, plagio di Deodato), prosegue scimmiottando in maniera che più detestabile non si potrebbe &lt;i&gt;Il cameramen e l'assassino&lt;/i&gt;, sfocia nell'idiota gioco di specchi alla &lt;i&gt;Scream&lt;/i&gt; (omaggio o sfottò? è comunque un guaio: mettersi a fare metacinema o cinema a metà citazzando quella cosina di cinema parzialmente screamato significa essere proprio arrivati alla canna del gas e non accorgersi che la bombola è vuota) con tanto di how-to dello slasher, si strofina le unghie sulla spalla nell'imbastire 93' su un personaggio che vuole competere con Meyers, Chucky, Krueger e Jason e gioca al &lt;i&gt;dimmi cosa citi e ti dirò chi sei&lt;/i&gt;, centrifugando tutto il centrifugabile a suon di presuntuosetti ammiccamenti, tutti di troppo e tutti in odor di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lei non sa chi cito io&lt;/span&gt;: da &lt;i&gt;Cannibal holocaust&lt;/i&gt; (forse l'injoke più simpatico del lotto) a &lt;i&gt;Candyman&lt;/i&gt;, da &lt;i&gt;Poltergeist&lt;/i&gt; (con una Rubinstein condannata alla parentesi propedeutica, tanto per non cambiare) a &lt;i&gt;Pet cemetary&lt;/i&gt;, senza risparmiare &lt;i&gt;Shining&lt;/i&gt;). A end credits ultimati viene quasi voglia di rivalutare quell'altro rip-off fuori tempo massimo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The last horror movie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pranzo per i cinenerdfili è servito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che i Lumiere e Barthes mi scampino da un'altra metacagata simile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-7407838441862090149?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/7407838441862090149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/behind-mask-vita-di-un-serial-killer.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/7407838441862090149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/7407838441862090149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/behind-mask-vita-di-un-serial-killer.html' title='Behind the mask - vita di un serial killer'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-3668905214091745715</id><published>2009-04-04T03:40:00.000-07:00</published><updated>2012-01-15T10:45:18.968-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>The last horror movie</title><content type='html'>&lt;a href="http://image.xyface.com/image/t/movie-the-last-horror-movie/the-last-horror-movie-14344.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 389px; height: 300px;" src="http://image.xyface.com/image/t/movie-the-last-horror-movie/the-last-horror-movie-14344.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;di Julian Richards&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;b&gt;Kevin Howarth, Mark Stevenson, Antonia Beamish&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="s"&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Last but least. Derivativo più che definitivo. Un continuo sgomitare moralisticamente lo spettatore a suon di fastidiose manfrine ("Io sarei il cattivo e voi gli innocenti, eh? E allora ditemi: se aborrite così tanto la violenza, perché siete ancora qui davanti?") che vorrebbero essere provocatorie e polemiche senza riuscirci manco a metà e che si rivelano già viste straviste digerite defecate e dimenticate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un titolo fin troppo programmatico a copertura di un'operazione che compendia e centrifuga &lt;i&gt;Il cameramen e l'assassino, Henry, Thrill kill video club, Funny games e August underground&lt;/i&gt;, rendendo però asettica la potenza di certe loro trovate, qua scippate senza risparmio, e mancando di tutto quanto ha reso questi titoli seminali, viscerali, virulenti, radicali e belli o brutti: del &lt;i&gt;cameramen&lt;/i&gt; (che peraltro era morale, e non moralista) non ha la ferocia, l'ambiguità, la corrosiva ironia e l'indovinatissima vena sperimentale; né si fa carico dell'esattezza teoremica e della calda glacialità che determinava &lt;i&gt;funny games&lt;/i&gt;; de &lt;i&gt;thrill kill video club&lt;/i&gt; non conserva la scelleratezza e il sarcasmo; non c'è traccia della sincerità e della spontaneità di un &lt;i&gt;henry&lt;/i&gt; e nemmeno della sfacciata sgradevolezza del pur pessimo trittico di &lt;i&gt;august underground&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tutti questi lavori prende i significati spiccioli, frullandoli presuntuosamente in un patchwork indigesto: un continuo deja vu, deja entendu e deja pensée, ennesima dimostrazione di un cinema furbetto che non sa più fare altro che colmare una disarmante mancanza di idee specchiandosi nelle unghie dei piedi altrui, compiacendosi della puzza dei propri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Howarth è bravissimo (sarebbe stato perfetto per impersonare Bateman) e nel finale c'è un tentativo non male di confondere le acque con un guizzo metafisico à la ring, ma è pochino per un film precotto e stracotto in balia della sterile maniera .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giochino di ammiccare in camera e accattivare lo spettatore schiaffeggiandolo e mettendo alla sbarra il suo morboso voyeurismo di per sé non mi dispiace. Ma aveva un suo senso e valore e funzione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;reali&lt;/span&gt; 15-20 anni addietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimasticato oggi, davanti a noi tutti smaliziati, non va al di là dell'anacronismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-3668905214091745715?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/3668905214091745715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/last-horror-movie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/3668905214091745715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/3668905214091745715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/last-horror-movie.html' title='The last horror movie'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-5628701779096021332</id><published>2009-04-03T10:12:00.000-07:00</published><updated>2009-04-03T10:26:31.163-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='muzak'/><title type='text'>COIL - Disastrolatria fonica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre300/e399/e399208zop0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 178px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre300/e399/e399208zop0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;Ho sempre visceralmente adorato l'operato dei Sacerdoti del Sole Nero.&lt;br /&gt;Non a caso scrivo 'visceralmente', considerato il come e il quanto sanno tradurre e traslitterare la Carne e il suo stabilimento di Malattie e Piaceri in lapilli, sedimenti e supernove musicistiche capaci di mescolare erotismo e malinconia, sensualità e disperazione, estasi e decadimento, che restituiscono la vertigine dell'Orgasmo e l'orgasmo della Vertigine, e tolgono la terra da sotto i piedi e i cieli da sopra la scatola cranica o di terra santa e di cieli franati ti tumulano. Ho sempre apprezzato la loro capacità di disilludersi sulla costante della coerenza formale, mai variabile come nel loro caso/caos, senza purtuttavia tradire rinnegare esautorare quella sostanziale.&lt;br /&gt;Sempre stregato dal loro polimorfismo esasperato, dal loro devastarti i 5 sensi per dartene in cambio altri 55.&lt;br /&gt;Non fanno eccezione alla mia smodata devozione le vacillanti costellazioni ipnagogiche di questo disastro astrale, morsa che scaraventa nelle viscere degli inferi con flemma e delicatezza, galassia di suoni che trapassano le carni come una radiazione. Ascoltarli ha del chemioterapico e dell'ultraterreno, del leucemico e dell'extraumano.&lt;br /&gt;Riconosco la mia inettitudine recensoria e rivendico assoluta asimmetria con i parametri gli spazi i tempi i modi del giornalismo e della critica, che a mio avviso ha da essere arte e giammai mestiere. Penso che questo limite fondi la mia fortuna, sommamente in quest'occasione: i Coil possono essere rilanciati per impressioni sensoriali (imprimendo il senso, come da proprietà/principio filmico), non certo per fruste categorie della povertà di spirito recensorio o con annichilenti rimandi etichette analogie e imbarazzanti/ingombranti paragoni e parametri da aspirante gazzettiere.&lt;br /&gt;Quando i brani son lavorati al fine di far scaturire liturgie, incantesimi ed effetti ipnoinducenti, e quando ciascuna traccia sonora è la messa in abisso di una messa in abisso, a che pro pretendere presuntuosamente di vivisezionarli con la miseria e le meschine pretestuosità del vocabolario?&lt;br /&gt;Qualsiasi infiammato panegirico, il più sussiegoso degli entusiasmi, la più infoiata delle retoriche, il più sbracato e torrenziale spreco di superlativi assoluti sono cosa mediocre fragile ridicola, scarto di quel che intendo, approssimazione ed inadeguatezza, e stanno chilometri al di sotto dell'immane bellezza sacrale della loro "musica", la quale non si arena timidamente alla soglia uditiva o all'abilità linguistica di un recensore. Siete avvisati, e tutt'altro che mezzo salvati. La parola d'ordine, anzi, è &lt;i&gt;smarrimento&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Distolti a fatica gli occhi dalla mirabile e mirabolante copertina ad opera di Steven Stapleton, ulteriore meraviglia che vi incenerirà le cornee, vi troverete davanti ad un opus impegnativo, che non prescinde dalla legge di compensazione: vi compenetrerà, a patto che vogliate/sappiate squartarvi.&lt;br /&gt;Questo è il miglior maelstrom che possiate congiungere col cerume delle vostre orecchie, con la spugnosa gelatina della vostra materia grigia, con i ventricoli del vostro muscolo cardiaco, gli alveoli del vostro sistema respiratorio e la simpatia del vostro sistema nervoso... ins'omnia: uno dei migliori ciddì passatimi sul laser in questi ultimi tre lustri, e dovremo attenderne altri 3 o 4 per farci polverizzare dallo schianto con una meteora di simile portata, o che lo abbia ecceduto: ergo sappiatene approfittare prima che venga impietosamente inghiottito dall'implacabile buco nero del 'fuori catalogo', e permettetegli di piantare la banderuola di conquista sulla vetta del vostro cranio.&lt;br /&gt;Se desiderate la Trance, l'Estasi, la Sinestesia, il Misticismo, il Delirio, lo Sprofondamento, l'Allucinazione e la caduta dal Tempo senza bisogno d'ingozzarvi di funghetti fino a scoppiare, e se siete profondamente persuasi che Musica e Caduta, suono e mistica e del corpo siano monomi equivalenti, la via passa obbligatoriamente per questi 72 minuti, che si vorrebbe non terminassero mai.&lt;br /&gt;Ecco, se mai c'è un motivo per cui posso trovare seccante la morte è di non potere più farmi tenere in ostaggio (né sviluppare debite sindromi di Stoccolma) da simili epifanie e feste sonore.&lt;br /&gt;Touché! Enchanté! Chapeau!&lt;br /&gt;...Come si dice in questi casi? Acquisto obbligato? Incontro imperdibile? Un must? Miracolo? Capolavoro assoluto? Paradigma della Perfezione? Most highly recommended?&lt;br /&gt;Fate un po' voi, ma annoveratelo senza meno nella vostra prossima lista della spesa.&lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;Manolo Magnabosco &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-5628701779096021332?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/5628701779096021332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/ho-sempre-visceralmente-adorato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5628701779096021332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5628701779096021332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/ho-sempre-visceralmente-adorato.html' title='COIL - Disastrolatria fonica'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-870728842566377319</id><published>2009-04-03T09:55:00.000-07:00</published><updated>2009-04-03T10:09:25.071-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='muzak'/><title type='text'>COIL: The darker the skies, the brighter the stars</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.almostcool.org/mr/art/204"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 150px; height: 138px;" src="http://www.almostcool.org/mr/art/204" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;Lasciamo immediatamente perdere scontati rimasticati abusatissimi inflazionati imperativi/esortativi quali "raccomandatissimo" o "imperdibile", che qui puzzerebbero d'eufemismo lontano continenti, spegniamo le luci e affidiamoci al buio.&lt;br /&gt;Ma il buio dove accogliere queste lunari partiture è quello del nostro corpo. Il titolo è un monito di patti chiari: l'ascolto è esclusivamente riservato a quei sempre più rari che l'insondabilità del Buio la cavalcano senza timore d'esserne disarcionati, e che da essa si lasciano voluttuosamente inseminare invadere masticare metabolizzare somatizzare rivomitare. E non mi sto certo riferendo alla mediocrissima e pusillanime schiatta dei decerebrati pupattoli dark.&lt;br /&gt;Che difatti faticheranno ad accondiscendere alle polisemie stilistiche di questo viaggio al termine di una notte ben lungi invero dall'essere prossima ad un'alba che ne sancisca la conclusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nictomorfa e fuorviante (per gli ultimi arrivati, si capisce) è anzitutto la copertina, che scimmiotta beffardamente le soluzioni figurative dei corrieri cosmici tedeschi e degli alfieri del fluido rosa; ma i brani non si trascinano stancamente nelle interlocutorie lungaggini electro-progressive dei primi, e prendono distanze difficili da coprire dalla becera psichedelia caciarona e da bancarella dei secondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei le tracce, come sei sono le ore che separano la mezzanotte dal chiarore mattutino, non più conchiuse in lapidarie e scivolose gag frammentarie, né costrette nell'ortodossia della forma-canzone, bensì diluite in articolate e stratificate suite di circa 10 minuti l'una, dove i Coil raccolgono le tempeste dei venti seminati anzitempo nel notevole e sottovalutato &lt;i&gt;Black Light District - A thousand lights in a darkened room&lt;/i&gt; e le rimodellano in perturbazioni emotive tanto inaspettatamente sobrie (poche e comunque trasversali le concessioni all'aggressione rumorista, all'inquietudine orrorifica e alla suggestione esoterica) quanto immancabilmente compatte robuste quadrate incisive perforanti.&lt;br /&gt;Il proverbiale mood oscuro dei Coil si scompagina (e si dissimula) in un &lt;i&gt;roppo&lt;/i&gt;[1] dove l'Alto è irraggiungibile e il Basso non conosce fondo, cucito da punti cardinali avulsi alla precisione delle bussole, dove a compiere il suo antiorario giro a vuoto è l'evocazione dello smarrimento interiore e della malinconia: ad aprire il ballo excelsior di queste due rette perpendicolari sempre sul punto di tendersi fino a spezzarsi o di cadere l'una sull'altra fino a divenire congruenti, è il ritmico minaccioso balbettio di &lt;i&gt;Are you shivering?&lt;/i&gt; cullato da un'accattivante liquida scansione metronomica, quindi aggredito da svolazzi di cupa orchestralità, a sua volta avallata dalla meravigliosa voce di Balance che fa il verso a Presley chiedendoci "&lt;i&gt;are you lonesome tonight?&lt;/i&gt;" e ammonendoci tra serio e faceto che questa è la voce della Luna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testimone è quindi passato a &lt;i&gt;Red birds will fly out of the East and destroy Paris in a night&lt;/i&gt;, che fin dal lungo titolo si confronta con i Tangerine Dream di &lt;i&gt;Stratosfear&lt;/i&gt;, rivisitandone ed esasperandone stilemi ed atmosfere, tanto più che pare di sentire il gruppo tedesco ebbro di mescalina e sperduto nell'Ade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I contrappunti pianistici jazzy sull'ondeggiante loop infero di &lt;i&gt;Red Queen&lt;/i&gt;, che nell'intro a base di voci alterate dall'elio e dai delay omaggia i TG di &lt;i&gt;Heathen earth&lt;/i&gt;, rivelano i Coil in una veste mai indossata prima, in quella che forse è la freccia meno appuntita ed avvelenata della faretra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A far tornare sottopelle il gelo delle ore notturne è la triste cantilena di &lt;i&gt;Broccoli&lt;/i&gt;, elegia per gli amici recentemente messi a dormire dall'aids e dal cancro (il broccolo è l'ortaggio che maggiormente rinforza le difese immunitarie e impedisce l'ossidazione delle cellule tumorali), cui fanno coro gli irrequieti e inquietanti schiamazzi degli &lt;i&gt;Strange birds&lt;/i&gt; che occupano la quinta traccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lo zucchero è raggrumato/calcificato nel fondo: la struggente, trasognata e pacata &lt;i&gt;The Dreamer is still asleep&lt;/i&gt; ci sussurra che la notte è ancora di là dall'essersi conclusa e che il giorno e la veglia riservano tenebre peggiori.&lt;br /&gt;Il Sognatore è ancora succube di M'Orfeo, &lt;i&gt;Musick to play in the dark 2&lt;/i&gt; ne prolungherà la fase REM, e il sottoscritto deve ancora stanare un lavoro dei Coil di cui poterne dire male (...unica tirata d'orecchie al presente per l'assenza di un booklet interno comprensivo di testi e note): &lt;i&gt;Musick to play in the dark&lt;/i&gt; sta senz'altro qualche gradino al di sotto di ineguagliabili classici come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Horse Rotorvator&lt;/span&gt;, ma la scalinata -comunque la si voglia percorrere- è sempre quella che conduce verso il Sublime&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;[1] termine buddista che compendia le 6 principali direzioni: l'Alto, il Basso e i punti cardinali. Roppo è anche il nome dato ad un istituto di Hiroshima che ospitava i bimbi affetti da turbe psichiche derivate dallo choc dell'esplosione atomica del 6/08/'45&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;Manolo Magnabosco &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-870728842566377319?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/870728842566377319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/lasciamo-immediatamente-perdere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/870728842566377319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/870728842566377319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/lasciamo-immediatamente-perdere.html' title='COIL: The darker the skies, the brighter the stars'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-5635530848276784935</id><published>2009-04-03T09:39:00.000-07:00</published><updated>2011-03-05T06:52:09.603-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PAPIRIA'/><title type='text'>PSYCHOTROPEDIA (se volete sognare, svegliatevi!)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img2.libreriauniversitaria.it/BUS/300/603/9781900486033.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 214px; height: 300px;" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BUS/300/603/9781900486033.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;"Il Disastro si prende cura di tutto" (M. Blanchot)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;b&gt;STEP ONE: CENSURA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;L'accorata avversione contro gli ostracismi, gli esilii e le fiscali dogane della stramaledettissima onnipresente onnivora censura produce i suoi muscolosi miracolosi miracolati mirabolanti eroi senza la macchia della paura né paura della macchia.&lt;br /&gt;Da sempre e per sempre ed ora più che mai, il meccanismo censorio fagocita la gemmazione a raggiera d'incidenti e accidenti di segno sogno disegno bisogno forza forma diametralmente opposti ai suoi marmorei criteri, inviolabili principi e terroristiche dinamiche.&lt;br /&gt;Al pari di un feto che riconverte un tentativo di aborto sterminando la madre, ciò che regolarmente l'attivismo censorio esaspera -lecito chiedersi quanto di larvatamente intenzionale si annidi in tale meiosi-mitosi- il paradosso di un'involontaria (insisto: &lt;i&gt;involontaria?&lt;/i&gt;) propaganda al processo/prodotto che si pretende di liquidare annichilire indebolire (ogni ogni avversione finisce sempre con l'assumere forme e forze di una devozione polarizzata). Propaganda tanto smodata quanto gratuita che rinforza i significanti dell'opera, sistematicamente rivendicati dal tempo o dal suo spirito, e dalle operazioni di archeologia e paleontologia che tanto hanno contrassegnato il decennio appena trascorso.&lt;br /&gt;Se è vero, come è vero, che Medea Censura esisterà persisterà imperverserà nei secoli dei secoli -e tanto più giocherà a dichiararsi sconfitta e reciterà la propria capitolazione quanto più occorrerà farsi furbi, stare all'erta e non abbassare la guardia- è anche innegabile che gli autogoal che essa snocciola a suo danno hanno talvolta del prodigioso.&lt;br /&gt;Intanto l'avvento del DVD sta alacremente vendicando a sonori colpi di restauro e reintegrazioni tutte le pellicole umiliate straziate e massacrate tra l'incudine delle tre parche censorie (sclero, P.S.I.cologia, familismo [ne aggiungerei una quarta: la manina santa della digos; e qui sarei tentato d'abbandonarmi a lettere aperte a Jorg Buttgereit e a Jorge Vacca]) e il martello dei disgraziati capricci della produzione, che spesso decide di sbuzzare arbitrariamente i film "per fare annoiare di meno il pubblico" o "per impedire che venga negato il visto 'per tutti'", seminando danni se possibile peggiori e di natura più meschina e volgare delle ridicole commissioni del Centro Cattolico Cinematografico (le cui Segnalazioni Cinematografiche sono quanto di più terrificantemente comico possiate affidare alle vostre pupille[...non date retta a quanti sostengono che è da pedanti o da morbosetti verificare se mancano 5 fotogrammi a film dichiarati uncut: importa, e come, e ben al di là di un furioso approccio integralista. Accettereste di leggere libri decurtati di due pagine ogni venti o di ascoltare cd con alcune liriche vessate da un cicalino?&lt;br /&gt;Uno di questi consistenti abbassamenti delle difese immunitarie occorsi ai tribuni del complotto e della soppressione dell'Indesiderato si verifica sotto nome forma penna di Russ Kick, e quanti si trastullano con la malafede asserendo che quella contro le (ri)mozioni censorie sia una crociata contro i mulini a vento, farebbero invece meglio a rimboccarsi le maniche e a prenderlo d'esempio nonché a darci un taglio grezzo con l'artificiosa convinzione che oltre le colonne d'Ercole la libertà d'espressione termini con una cascata. Non c'è dubbio che contro le prevaricazioni di stato il singolo possa fare ben poco, ma è altrettanto indubbio che questo poco lo si possa/debba portare fino in fondo, oltre ogni fondo.&lt;br /&gt;Russ Kick è una tenia del libro. Un bibliofago mai domo mai pago mai redento mai sazio. Un teoreta dell'eterodossia, il vessillifero del primo emendamento, la sclerosi a placche dell'inquisitore, lo spauracchio di quanti fanno dell'omissione del colpo di forbice del rogo e delle messe al bando un automatismo burocratico, il censore della censura.&lt;br /&gt;La sua curiosità ha sterminato l'intera stirpe felina su scala universale.&lt;br /&gt;E', in più prosaica somma, uno di quei rarissimi che legge sempre: al cesso al cinema mentre mangia mentre scopa (su un materasso o con ramazza alla mano), mentre dorme (e sogna di leggere), mentre si fa la barba la doccia il bidet; quando guida, lavora o è al telefono; ai concerti a messa al supermercato ai funerali in mezzo a una sparatoria.&lt;br /&gt;Le atomiche possono fare cucù al pianeta, ma con tre libri sotto gli occhi e tre zines compresse sotto ciascuna ascella per Russ il mondo e la vita non potrebbero aver fine in modo migliore. Tra un libro e l'altro, tra un opuscolo e una fanza, tra un catalogo d'arte e una collezione di fumetti, Russ legge.&lt;br /&gt;Il felicissimo risultato delle sue indefesse apnee nella pagina imbrattata d'inchiostro e dei suoi inesausti naufragi ottici in tutto ciò che è stampato su carta è una monumentale incomparabile esaustiva ragguardevole treccani del sapere "deviante". Una psychotropedia, appunto.&lt;br /&gt;Un dettame-mappale sul come uscir di strada di senno di segno di scena e darsi in pasto al proprio crepaccio prediletto. Un libro-polveriera, cerniera di tutte le frange più (o meno) sovversive curiose singolari illuminate interessanti buffe spiazzanti in campo sessuale politico culturale artistico ideologico.&lt;br /&gt;Ce n'è d'avanzo per compromettere le coronarie di tutti gli agenti digos, dei soliti (ig)noti moralisti, di sociologi allarmisti e psicologi apprensivi, delle spassose brigate di radio maria e dei massmerdiologi dello stivale e non. O per redimerli da se stessi.&lt;br /&gt;Cani da tartufo dell'Irreperibile (e dell'Irreparabile), segugi del 'fuori catalogo', maniaci di Pan, del Demonio, della pandemia e del pandemonio, esegeti della sottocultura e nostalgici della controcultura, cantori e cultori del Caos, sessomani tanatofili satanisti sincretisti post-buddisti neohippies e neo-neonazisti, questo è caleidoscopico collirio per le vostre cornee!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;b&gt;STEP TWO: CESURA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;E' comune malvezzo o svista di alcuni rivenditori segnalare questo libro come un compendio di ricettari psychotronici. Occorre aggiustare il tiro, onde evitare delusioni cocenti: in queste quasi 600 pagine non troverete dettagliati dettami su come hackerare cellulari o craccare password del pentagono, né mappali per trasformare la vostra abitazione in un eden di psilocybina, né meticolosi how-to su come fabbricare ogive nucleari in casa, e nemmeno step by step fotografici su come autospompinarvi fino all'esaurimento delle scorte senza dovervi necessariamente segare due o più costole...&lt;br /&gt;Troverete invece un fottio di acute ed esaurienti, spess'anche divertenti, recensioni guida sui tomi d'oltreoceano che si occupano di queste e molte altre squisitezze stramberie stuzzicherie isterie frenesie patologie (megalo)manie fantasmagorie fantasticherie e tutto quanto ha termine in "erie" o in "ismo", che qui da noi -salvo pochi coraggiosi casi, spesso ahimè maldestri: si vedano le indecenti e grossolane traduzioni della Shake per la Re/Search o libri come Apocalypse Culture infelicemente decurtati di molti capitoli- non verranno mai tradotti.&lt;br /&gt;Kick assume le vestigia di un Caronte stupito come un infante a affascinato intrigato incuriosito come un principiante o un neofita; vi prende quindi per mano e vi guida nella sterminata e dedalica equazione parametrica dell'editoria ctonia, rimossa, a latere, censurata, osteggiata, soppressa, controversa, perversa, pericolosa, di qua e di là dai limiti dell'illecito e dell'impensato (una recensione d'onore a parte la meriterebbe il pazzesco catalogo della benemerita e prode Loompanics Unlimited, vero e proprio crogiuolo d'alterità spericolato quant'altri mai[in italia farebbe fare gli straordinari a molti parlamentari]...ne riparleremo...).&lt;br /&gt;Scalmanati erotomani, cospirazionisti a oltranza, sadomasochisti all'ultimo grido, fumettofili incalliti, inguaribili anime psicotropiche, irreprensibili salutisti e ambientalisti, anticristi, terroristi (non solo culturali o sonori...) e loro simpatizzanti, prankster di primo pelo, nudisti, aspiranti suicidi sicari bombaroli tombaroli mass-murderer fanzinari, sommelier dell'artestrema, (s)cultori della radicale modificazione corporea, apolitici apocalittici apocatastatici ipostatici, integrati integralisti disintegrati, anime fondamentaliste e senza fondo, scatologi, libertini e libertari, liberisti e liberati, cuori pagani: Kick ha meticolosamente censito questo giacimento di rarissime gemme perle cammei pensando a null'altro che al vostro piacere e alla salvaguardia di chi ve lo procura, senza tralasciare categoria dello spirito e della carne alcuna. Sarebbe a dir poco ingrato non ripagarlo della stessa moneta.&lt;br /&gt;Orsù, rinunciate dunque al vostro cinquantino settimanale di fumo o a una squallida serataccia in una dark-teca, e investite una rosea banconota in questo sbalorditivo e aurifero lingotto cartaceo che renderà prismatiche le vostre iridi: non avrete di che rimpiangerne nemmeno un centesimo d'euro, parola mia.&lt;br /&gt;Sprofondate dunque tra queste miriadi di recensioni certosine calibrate impeccabili, scorrevoli ma tutt'altro che sbrigative o approssimative, mai faziose o apologetiche o saccenti, intercalate da una selva di goduriose illustrazioni e divise per settori (politica arte sesso fiction privacy fotografia morte droga occulto etc) e relativi sottoinsiemi, godibilissime anche per gli scafati della cosiddetta scena underground (e tra voi ce ne stanno pochini).&lt;br /&gt;Consigliatissimo, raccomandatissimo, dedicatissimo a tutti coloro profondamente convinti che il solo tabù sia quello di averne uno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;b&gt;STEP THREE: CESELLATURA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;A quanti intendessero scavalcare la semplice curiosità o il superficiale piacere della lettura, Kick fa un meraviglioso regalo chiudendo il volume con un corposo indirizzario costellato di fior di websites, email, fax, phone numbers, P.O. box e quant'altro della galassia dell'editoria (e non solo: vi si trovano anche segnalati indirizzi di alcune sette ed organizzazioni di cui si parla nel libro) psychotronica. Caldamente raccomandato anche il contatto diretto con l'autore, pozzo senza fondo ambulante in materia di 'fuori catalogo': vi segnalerà in breve termine dove e come poter reperire l'irreperibile, out-of-prints da quel dì e dati per persi ed irrecuperabili compresi. Sito e email in capo e in coda al volume. Consigliato, se riuscite a stanarlo, anche il suo antesignano Outposts (&lt;i&gt;a catalogue of rare and disturbing alternative information&lt;/i&gt;), meno biblico ma comunque IN-DIS-PEN-SA-BI-LE, nonché l'ultima fatica &lt;i&gt;Hot Off the Net&lt;/i&gt;, compendio delle migliori prodezze letterarie apparse finora sulla cloaca telematica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;b&gt;LAST STEP: CHIUSURA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;Insomma, divertitevi convertitevi pervertitevi cimentatevi cementatevi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Kick that habit man&lt;/i&gt;, Russ!!!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;(Con questo scritto faccio memoria di Deborah Goad, messa a dormire nel luglio 2000 da una neoplasia ovarica che l'ha perseguitata e corrosa per quasi tre anni.&lt;br /&gt;Incubi d'oro, Debbie)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span style=";font-family:verdana,arial;font-size:85%;"  &gt;Manolo Magnabosco &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-5635530848276784935?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/5635530848276784935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/psychotropedia-se-volete-sognare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5635530848276784935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/5635530848276784935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/psychotropedia-se-volete-sognare.html' title='PSYCHOTROPEDIA (se volete sognare, svegliatevi!)'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-6609625461250845135</id><published>2009-04-03T09:24:00.000-07:00</published><updated>2009-04-03T10:28:04.852-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>Violenza totemica, mattanza ieratica: KICHIKU DAI ENKAI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.davinotti.com/images/stories/approfondimenti/kichicu/06.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 126px; height: 179px;" src="http://www.davinotti.com/images/stories/approfondimenti/kichicu/06.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mentre masnade di chierichetti della critica si lasciavano ingenuamente sedurre entusiasmare abbindolare circuire blandire da mucchi falsamente selvaggi e svenendo sbiancando sbavando eiaculando su/per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Funny Games&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, pur notevole, e mentre il borghesume spettatoriale si lasciava epatér dagli pseudo-shock furbi e ruffiani di un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Baise-Moi&lt;/span&gt;&lt;strong style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;&lt;/strong&gt; o di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Irreversible&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.davinotti.com/index.php?f=4464"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, inestimabili leccornie come questa passavano quasi inosservate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.davinotti.com/images/stories/approfondimenti/kichicu/01.jpg" style="float: right;" alt="Image" title="Image" width="170" border="0" height="124" hspace="6" /&gt;Forse meglio così; un sano dimenticatoio e un sano ostracismo non permetterà alle solite irritanti ignoranti idiote diatribe sul "ruolo diseducativo della violenza" o ai soliti inni plebisciti crociate pro-censori/e di deteriorarle depotenziarle snaturarle annichilirle o di ridimensionarne l'elevatissimo tasso d'inconsumabilità a suon di colpi di forbice. Non permetterà ai capricci e ai giubilei del criticume d'insozzarlo di significati non suoi. Non la lascerà in balia delle catramose onde di tutto il cazzeggiare filologico propedeutico semantico di chi osa scambiare i significanti dell'opera con la propria meticolosa mediazione, spinto da un patetico -ancorché subdolo vischioso capzioso deleterio, in quanto totalitario omologatorio sincretistico- affanno pluralista e relativista, che lo induce sistematicamente a illudersi che la critica possa sostituirsi ad un'opera o al suo autore (niente di più ingrato infimo inerziale che ripagare la sensorialità offerta da un'opera con il blablabloso festival del giudizio).&lt;br /&gt;Per me che consumo il cinema solo per meglio detestarlo e per meglio sbarazzarmene (o, nella migliore delle ipotesi, per annoiarmi decentemente), &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.davinotti.com/index.php?f=11735"&gt;Kichiku&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; è stato una salvifica e profonda boccata d'ossigeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando(ve)ne vado forse in contromano con quanto appena asserito rischiando il frontale con l'incongruenza, ma è un rischio che corro volentieri, perché non intendo disinnescare l'ordigno, mancando di rispetto a quanti desidereranno saltare in aria assieme ad esso. L'immane festa del Diavolo, ma anche Il grande banchetto delle belve. Titolo che riconduce a un'immediata dimensione atavica e cerimoniale della violenza, al suo dato più strettamente primitivo, alla valenza preistorica, pre-umana, pre-mondiale ed extra-antropologica di che la violenza è cementata. Promessa/premessa antropologica mantenuta anche più di quanto ci si aspetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.davinotti.com/images/stories/approfondimenti/kichicu/02.jpg" style="float: left;" alt="Image" title="Image" width="170" border="0" height="124" hspace="6" /&gt;Film fradicio di una violenza pura, di una potenza inirreggimentabile, finalmente scagionata da pretese teoriche metafilmiche estetiche giustificazioniste. Violenza che non è più di proprietà del discorso, violenza che non teme se stessa, quella -detto retoricamente- con la 'v' maiuscola, cubitale; quella che la società dello spettacolo/lo spettacolo della società non riuscirebbe a malridurre compromettere recuperare accogliendola a palazzo reale tra inchini salamelecchi srotolìo di tappeti rossi. Violenza finalmente inclemente, libera dal vincolo dell'alibi culturale. Che &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.davinotti.com/index.php?f=11735"&gt;Kichiku&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; sia pressoché sconosciuto o comunque di nicchia mi rallegra e consola, me lo rende un film la cui forza bellezza intensità radicalità potenza invasività pandemia non sono in alcun modo aggirabili (ri)mediabili dissimulabili corruttibili mitigabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mitizzabili sì, perché la violenza di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.davinotti.com/index.php?f=11735"&gt;Kichiku&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, benché ispirata a disonori della cronaca (un raro caso di serial killing per induzione avvenuto in una cellula terrorista dell'estrema sinistra extraparlamentare nipponica chiamata Armata Rossa Giapponese) appartiene al Mito. Che il debordiano debordato e mai abbastanza adorato enrico ghezzi sia stato l'unico ad averlo spavaldamente premiato (ex equo con Machbeth horror suite del cadavre exquisi carmelo bene) è un preciso sintomo dell'impossibilità di fruire il film in quanto "prodotto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.davinotti.com/images/stories/approfondimenti/kichicu/03.jpg" style="float: right;" alt="Image" title="Image" width="170" border="0" height="124" hspace="6" /&gt;La posta in gioco di questa sbalorditiva tesi di laurea (digressione; il cinema più degno d'attenzione è quello delle tesi di laurea; sono sempre le opere più interessanti incisive radicali spavalde di un autore, quelle che sanno maggiormente rischiare, mettersi in gioco senza remora alcuna, quelle che non s'accontentano della tranquillità della riva e osano il piacere della deriva -meglio se con mare forza 10-, quelle che non temono il ridicolo né la disfatta; basti ricordare, fra tutte e per tutte, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eraserhead&lt;/span&gt; e &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il cameramen &amp;amp; l'assassino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.davinotti.com/index.php?f=1567"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="text-decoration: underline; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.davinotti.com/index.php?f=3007"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;) è la neutralizzazione dell'umano. Kazuyoshi Kumakiri ci ha scommesso sopra fino all'ultimo fotogramma. Sbancando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Claustrofobico e terrifico, anche e soprattutto prima di estroflettere violenza (l'inquietudine della prima tribale e totemica festa in maschera; il sesso mai liberatorio, sempre veicolo di soggiogazione subordinazione controllo potere riconoscimento gerarchico autarchia, arrugginita chiave che spalanca i battenti del mattatoio a venire) o laddove offre spifferi di fuga destinati all'occlusione (la fallimentare, interlocutoria, disperata fuga nei boschi; mai regista è stato tanto capace di rendere così asfittico e conchiuso uno spazio aperto, di conferire ad un bosco una dimensione xerosferica e bidimensionale al tempo stesso, altro che&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;blair shit project&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.davinotti.com/index.php?f=3651"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;!), immerso in una tsunamica ferocia che annienta ogni ipotesi di apocatastasi, amorale e avulso agli zuccherini della catarsi (qualsiasi prospettiva esorcistica è qui neutralizzata; diremmo anzi che il proposito di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.davinotti.com/index.php?f=11735"&gt;Kichiku&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; è di endorcizzare l'energetismo del Male... se no che festa del Diavolo sarebbe?!?), a qualsivoglia canalizzazione psico-sociologica della violenza o a furbette tensioni meta-filmiche, furioso estenuante psicopatico come rari, durissima e sgradevole prova del fuoco anche per i sistemi nervosi inossidabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.davinotti.com/images/stories/approfondimenti/kichicu/04.jpg" style="float: left;" alt="Image" title="Image" width="170" border="0" height="124" hspace="6" /&gt;La sinossi è di imbibita carta velina: una cellula estremista del movimento studentesco nipponico anni 70 attende l'imminente scarcerazione del proprio messianico leader. Ma questi, alla vigilia della sua liberazione, si toglie la vita, lasciando l'ensamble -che riponeva nell'attesa della sua venuta ogni illusoria speranza anarco-rivoluzionaria- solo, disorganizzato, traballante, in balia della propria inettitudine, dei propri attriti interni e della follia pandemica della malata mantide amante del capo arnitrariamente autopromossasi a vice, che ubriacata dal feticcio del potere e invasata corrosa esuberata dalla psicopatia sgretolerà letteralmente il gruppo, facendo degli adepti carne da mattatoio.&lt;br /&gt;Il seppuku del guru è la drastica cesura dell'opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad una prima mezz'ora pregna di una quiete ingannatoria che fomenta e fagocita l'estatico cerimoniale della carneficina, carica di silenzi premonitori e segnali inquietanti, e affidata a molteplici micro-tensioni e contrasti, dove la sensazione e l'ermetismo molto sottraggono al significato, ingenerando più inquietudine (anche dettagli insignificanti quali il primo piano di una gallina riescono a rubare un brivido di disagio), e dove il regista si abbandona a felici sperimentazioni scarti contaminazioni e l'anamorfosi padroneggia di pari passo col sospetto che questa pretenda d'essere una metafora del Potere tout-court (fra)inteso (o del finis hominis dovuto ad uno sregolato sbilanciato disastrato sovrappiù di modi di disporre dei poteri), ne succede repentinamente una seconda quasi in tempo reale (questo sì terribile, interminabile, terribilmente capace di farci annaspare ed annegare nell'angosciante negazione dell'umano e del corporeo di cui si fa carico la pellicola; altro che certe moralistiche scappatoie meta-cinematografiche di Haneke o il pur gradevole giochino a carte scopertamente truccate con cui certo cinema pretende di trascinarci per i capelli nella colpevolezza uber alles!), affidata alla verticalità del piano inclinato, dove il forsennato cupio dissolvi del gruppo è un sacerdotale sistema di dovere kantiano o una categoria dello spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.davinotti.com/images/stories/approfondimenti/kichicu/05.jpg" style="float: right;" alt="Image" title="Image" width="170" border="0" height="122" hspace="6" /&gt;Un gruppo senza più guida non ha più direzioni prospettive futuro; il film incarna questo venir meno del futuro, questo futuro fin da subito compromesso da una smania di sovversione male indirizzata e peggio organizzata, un orgasmo della fine eccellentemente vivificato dalla protagonista (una figura che disturberà a lungo il vostro dormiveglia; in assoluto l'eterno femminino più temibile ch'io abbia visto in 30 anni di sindrome di Platone, proprio perché rifugge le stereotipie dello Psicopatico convenzionalmente offerto dal cinema, costruite su scontati e sfiatati psicologismi di causa/effetto); il film è null'altro che questa impossibilità della Storia (di realizzar se stessa), questa storia dell'impossibilità (del raccontare una storia). C'è di che sospirare di sollievo e di che ringraziare l'autore per aver scrupolosamente evitato di far scivolare l'insieme sulla buccia di banana di una ri(s)cattatoria, ancorché volgarmente moralistica valenza ideologica/politica/storica/semiotica, riducendone financo il sospetto o l'equivoco di essa a scarni segnali sballottati su una scivolosissima e incerta superficie; la medesima dove Kumakiri inacidisce e incancrenisce una situazione data per persa in partenza e spedisce a rotta di collo la violenza verso la gabbia della coazione a ripetere, del vuoto pneumatico, dell'aut(omat)ismo e di una esuberata gratuità che scongiura ogni ricorso alla pretestuosità della spinta motivazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal colpo di katana che sfonda l'addome del leader il film diventa un'indomabile valanga che non risparmia un solo millimetro quadro di spazio e assume l'atteggiamento di un idrofobo cane sciolto digiuno; Kumakiri dirige il film con moto lineare uniforme, a mo' di suicida che voglia schiantarsi a folle velocità contro un muro, e diventa un ibrido metà Jackson anironico e autistico, metà Eschilo preda di una scorpacciata di simpamina; l'assenza di tregue fa boccheggiare e mette a durissima prova le coronarie; la tonalità furiosamente psicopatica e cataclismatica dell'insieme regala scompensi cardiocircolatori a volontà; lo splatter è finalmente austero, subordinato alla glacialità, depurato da quello sciocco umorismo che generalmente intende alleggerirlo e umanizzarlo e restituito al gu(a)sto del patologico, i corpi sono solo macinato in potenza, carne soggetta alla differenza nell'identico della modalità distruttiva, sangue destinato alla propria aspersione, l'imago del corpo in frammenti si fa ostensorio, la brutalità ancestrale liturgia della carne, l'atto om(n)icida e del torturare è qui sacramento; pare quasi di respirare l'odore della carne cruda, delle interiora riverse, dell'emoglobina che tutto macula, del sudore, della polvere da sparo e non sono poche le volte in cui ci si guarda/tasta gli abiti convinti di averli inzaccherati dalle cervella... crani sfondati, peni staccati a morsi, aborti procurati a fucilate traboccano dai fotogrammi; la Storia ridotta a scoria e viceversa, il sadismo come entropica erranza mistica liturgica sacrale ancestrale, estatica e insopportabilmente diluita reiterazione: il tutto ossessivamente scandito da martellanti percussioni tribali, e all'ombra di una bandiera giapponese recuperata nell'immondezza, muta e arresa spettatrice ormai incapace di rappresentare una nazione irrecuperabilmente dannata allo smarrimento e all'autocannibalismo (Mishima si sarebbe scorticato le mani in applausi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano decenni che un film non rendeva nuovamente rispettabile intrattabile inavvicinabile un genere ormai sfiancato come lo splatter (qui confinato nel suo più congeniale habitat; quello politico), ed erano lustri che un film non riusciva a farmi roteare così nervosamente nel letto e a razziarmi considerevoli porzioni di sonno anche a distanza di giorni dalla visione.&lt;br /&gt;Dopo questo, qualsiasi horrorucolo occidentale spinge al bonario sorriso o all'indomito sbadiglio.&lt;br /&gt;Se avete pensato a &lt;strong style="font-style: italic;"&gt;Baise-moi&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;o a&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Irreversible&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; come a film eccessivi e vi siete sfiancati di seghe per la durezza di &lt;strong style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;Funny games&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, o pensate che Kern&amp;amp; Zedd e i Troma-movies siano quanto di più folle, trasgressivo ed oltraggioso abbiate visto impresso su celluloide, o avete trovato ciofeche quali&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Blair withc project&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;e&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Session 9&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.davinotti.com/index.php?f=4007"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; le prove fruitive più conturbanti e insorreggibili di questi ultimi 10 anni, astenetevi, o preparatevi a fortissimi spasmi coronarici e a una bancarotta emozionale di non poco conto.&lt;br /&gt;Anche i più collaudati habitué della tanatofilia e i più svergognati sfegatati assatanati cultori della violenza troveranno parecchio di che impallidire vacillare capitolare, qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;APPENDICE&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;1)&lt;/strong&gt; Fatevi un enorme favore/regalo e cercate di visionare il film nel più grande formato a voi consentito: andate da un amico che possiede un 32 o 28 pollici o -meglio ancora- noleggiate un videoproiettore... evitate insomma accuratamente di sprecare e ammorbidire l'impatto guardandovelo in formato ridotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;APPENDICE 2)&lt;/strong&gt; Il film, paese che vai censura banzai, circola in differenti metraggi: la versione uncut  è di 108'. I maniaci/puristi della "fully uncut version" sono avvertiti. Segnalo il doppio dvd della ArtsMagic, ricco di un'ora di interessantimi extra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manolo Magnabosco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-6609625461250845135?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/6609625461250845135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/violenza-totemica-mattanza-ieratica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6609625461250845135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/6609625461250845135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/violenza-totemica-mattanza-ieratica.html' title='Violenza totemica, mattanza ieratica: KICHIKU DAI ENKAI'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8585965846860880705.post-54106459279768728</id><published>2009-04-03T09:10:00.000-07:00</published><updated>2009-04-03T10:28:56.962-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HALLUCIGENIA'/><title type='text'>DER TODESKING: IN VIVA MORTE MORTA VITA VIVO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdY240IY4mI/AAAAAAAAAAM/29Ah2ptnIM8/s1600-h/todesking+mercoled%C3%AC.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 262px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdY240IY4mI/AAAAAAAAAAM/29Ah2ptnIM8/s320/todesking+mercoled%C3%AC.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320500359479222882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buttgereit è uno dei rari cineasti che non offre destri alla propedeutica, che fa arrossire d'imbarazzo o di rabbia i tedofori della semantica, e che non risolve dissolve assolve la materia trattata e i tratti della materia con i marci e muffiti tarallucci della morale e l'annacquata vinaccia acidula della catarsi.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Buttgereit è interessato al Fenomeno, non al suo giudizio, e strattona per il bavero le sfaccettature del thanatos e il sentimento della Fine allo stesso disinvolto modo in cui la pornografia prende di petto i rapporti sessuali: facendo della morte una tautologia e offrendola sic et simpliciter tale, depurando l'opera da qualsivoglia scoria pedagogica/demagogica di riporto, guardandosene bene dal sovraccaricarla di surmenage segnici, discorsi teor(et)ici e/o di un determinismo psicologico che l'avrebbe considerevolmente deteriorata, e rinunciando a tutti quei fastidiosi appigli discorsivi-esplicativi-risolutivi che tanto danno da sbafare (e da scoreggiare) a quel penoso arrampicarsi sugli specchi che è la scemiotica.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Buttgereit restituisce la Fine e il suo Altrove, nonché i meccanismi che la determinano, al suo mistero, a quanto essa ha d'ineffabile imprendibile insondabile indecifrabile (a partire per l'appunto dall'iniziale ed iniziatica epigrafe lautreamontiana, che dà l'imprimatur a tutta l'opera), scansando speculazioni pesantemente e pedantemente filosofiche, infischiandosene di sociologismi d'accatto e accantonando gli eufemismi.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;La morte è metafora di se stessa. La morte è morte. La vita è di proprietà della morte. La morte è gemella della vita. La vita è un'illusione, la morte una realtà. Essere di qua o di là della vita è la stessa cosa. E' la morte a metterci al mondo, come suggerisce la sequenza introduttiva che sintetizza lamento della nascita, rantolo pre-mortale e riconsegna all'inorganico in una manciata di secondi, quanti ne bastano al Buio (al contempo prenatale e post-mortale) per partorire un corpo che muore immediatamente.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dunque che altro aggiungere senza rischiare il fronzolo o l'orpello?!?&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Non resta che squadernare il teorema, mostrandolo in tutta la sua lineare semplicità. Cosa che a Jorg riesce senza sbavature, o con sbavature funzionali e congeniali al Gioco. Buttgereit è abilissimo nel fare dell'abbandono al richiamo della Mancanza l'essenza dell'opera, scongiurando pudori tanto ipocriti quanto inutili e al tempo stesso premurandosi di dispensare l'insieme dal rischio della morbosità a buon mercato.&lt;/span&gt;  &lt;a href="http://www.davinotti.com/index.php?f=6900"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.davinotti.com/index.php?f=6900"&gt;&lt;strong&gt;Der Todesking&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; è un tentativo da più parti centrato di riconsegnare la morte al mitologema e alla sua indicibilità, limitandosi a contemplare il suicidio con tutto il temibile amore di chi scherza sul serio, lasciandolo nelle mani di una trasfigurazione e di un filtro gioioso/giocoso; l'ottica, magica e imprevedibile, dell'infanzia. Tant'è vero che non c'è traccia residuale di malizia nella fabula. Perché JB ha compreso che per parlare seriamente della morte occorre tornare bambini. Giocoforza.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;I 7 aneddoti messi in scena e i 7 (e più) corpi tolti di scena appartengono alla bambina che apre e chiude il film, cioè ad un alone di purezza ed ingenuità scevro di ghirigori intellettualoidi (...pazzesco come i più si siano accaniti su questa scelta, tacciandola di snobismo e trovandola troppo involuta, concettuale e cervellotica), quella purezza secondo cui il suicidio non appartiene all'ego o alla volontà, quella purezza per cui il suicidio non è altro che un'entità demiurgica che fulmina la lampadina dell'interesse per la vita, una divinità del riposo, "il sovrano che fa decidere ai suoi sudditi di non volerne sapere più niente della vita".&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un approccio ateo, misterico e quasi orientale, che fa marcia indietro di fronte a spiegazioni e decodificazioni come di fronte alla coerenza stilistica (sistematicamente sabotata negata vilipesa irrisa; Buttgereit salta i generi, giocandoci a campana), una semplificazione che porta alla complessità dello Zero e fa di ogni soluzione un enigma (&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.davinotti.com/index.php?f=6900"&gt;&lt;strong&gt;Der Todesking&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; è anche una costellazione di divertiti -e, per chi li stana, molto divertenti- in-jokes, disseminati senza temere lo spreco e mimetizzati con acume e oculatezza [per quanti conoscono molto bene la lingua tedesca, leggere i nominativi dei suicidi del ponte sarà una pacchia...])&lt;/span&gt;  &lt;img src="http://www.davinotti.com/images/stories/approfondimenti/todesking/tod5.jpg" style="float: right; font-family: arial;" alt="Image" title="Image" width="209" border="0" height="137" hspace="6" /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Può affiorare, se si è ignoranti o in malafede, il sospetto che Buttgereit non abbia niente da dire; sarei più dell'avviso che ha da dire il Niente, e che abbia invidiabile dimestichezza nel narrarcene l'alone.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Secondo questo (de)grado, il film acquista una fascinazione, un lirismo e -in alcuni passaggi- una capacità di commuovere che lo rendono tanto più pernicioso, violento (nel senso di intenso), incuneante, contagioso e capace di restarti incagliato nel cervelletto anche a distanza di giorni dalla visione, a mo' di spina di pesce nella trachea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;E' evidente che a Buttgereit &lt;/span&gt;&lt;em style="font-family: arial;"&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;non interessa ri(con)durre il suicidio all'atto, quanto piuttosto restituirne la risonanza amplificandone l'alterità (un ponte -simbolo di ciò che dovrebbe unificare e al tempo stesso paradigma del passaggio- è il silenzioso protagonista di un episodio stilisticamente debitorio del mondo-movie, muto viatico d'interruzione dell'esistenza di 14 persone i cui nomi scorrono sovrimpressi [è questo l'episodio dove maggiormente Jorg si diverte a giocare di scatole cinesi: a un certo punto fa capolino tal "Karl Buchner, pensionato"...&lt;/span&gt;&lt;em style="font-family: arial;"&gt;Buchner&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; è un famosissimo drammaturgo tedesco anticipatore dell'espressionismo, morto giovanissimo a poco più di 20 anni, le cui opere grondano di personaggi che si suicidano o tentano di farsi fuori]; un altro episodio suggerisce una pandemia suicida innescata da una catena di &lt;/span&gt;&lt;em style="font-family: arial;"&gt;S. Antonio&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; che ha in &lt;/span&gt;&lt;em style="font-family: arial;"&gt;Cioran&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; il proprio archimandrita; l'idea di fare del suicidio una scansione quotidiana e di mostrare le giornate monotonamente riempite da un umano svuotarsi/da uno svuotarsi dell'umano (e del divino: se è vero, come da succitata lettera, "che Dio creò l'Universo e l'Uomo in sei giorni e il 7° si uccise", è da presumere che il suicida che colma l'episodio domenicale sia Dio stesso [non trovo affatto casuale che il protagonista di questo episodio sia infatti il medesimo che nel capolavoro assoluto e a tutt'oggi insuperato di Buttgereit, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.davinotti.com/index.php?f=3128"&gt;&lt;strong&gt;Schramm&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, interpreta fugacemente un'apparizione divina]) ingenera l'impressione di un pianeta destinato a spopolarsi per astenia; larve, idrogeno fosforato e graduali stati di colliquazione sono il trait-d'union dei corpi che di episodio in episodio rinunciano allo stupido giochino del vivere, tanto per corroborare la battuta finale della bimba che dipinge il suicidio come una deità).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.davinotti.com/images/stories/approfondimenti/todesking/tode1.jpg" style="float: left;" alt="Image" title="Image" width="170" border="0" height="161" hspace="6" /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il suicidio è uno stato d'animo. Un sehensucht. Una weltanschauung. Un'e(ste)tica. Una chiamata. Un mesmerisma. Un'epifania . Una teofania. Una teosofia. Un'atavica e impalpabile bellezza cui arrendersi per restituire il nostro corpo e il nostro vissuto a noi stessi. Sui-ci-Dio: il Dio su di sé, o come il Se collettivo. O come un 'se' dubitativo. Divinizzarsi incarnando il Nulla. Nientificarsi, e solo così essere davvero a immagine e somiglianza di Dio. Sui-ci-Dio; una parola che annichilisce e sgretola il Dasein heideggeriano, l'esserci, l'essere il Ci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un teorema restituito con toni ora calmi e carezzevoli (giacché solo la propulsione della morte è fonte di consolazione) ora impetuosi dissennati e all'insegna del più ruvido contropelo (giacché l'ine[r]zia della consolazione è matrice della morte), dove la decomposizione -accompagnata da un incantevole commento musicale che fa deflagrare brividi a grappolo sull'epidermide- somiglia al feèrico sbocciare di una rosa, dove nulla è concesso all'enfasi della retorica né alla retorica dell'enfasi. Valenza che rende il film molto più pericoloso e vi(sce)rale che se fosse stata adottata la cifra dell'urlo, dell'iperbole, dell'eccesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"La vita comincia dove finisce"; "il cinema è la morte al lavoro". Buttgereit trasfonde questi due dati di fatto e ne estrae poi la radice quadrata, ottenendo e regalandoci un film crudele crudo cruento ma non volgare; schietto fino alla sfacciataggine ma mai gratuito (o, se preferite, gratuito e volgare, ma nella stessa misura in cui lo è la vita); fanciullesco e poetico ma non puerile o banale; frammentario ed elusivo ma non rozzo e approssimativo; piacevolmente irritante, presuntuoso e sciaradistico senza perciò scadere nel vizioso compiacimento della cerebralità; disseminato di sfumature sottigliezze sovradeterminazioni autoreferenzialità raccordi rimandi citazioni incastri lievi e quasi impercettibili; sommesso e favolistico e perciò ancor più irruente e disperato; malinconico e accorato, ma mai patetico né pietistico; visivamente spiazzante e felicemente corrotto scorretto dissestato strutturalmente; neutrale eppure capace a più riprese di farti osservare la morte o l'assoluta assenza di amore per la vita da inedite angolature.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ha un unico difetto: non può/potrà che essere adottato, adorato e magnificato solo da quanti sopravvivono grazie alla tensione suicida, da quanti la morte se la sono fatta sposa fin dalla permanenza in embrione e da quanti sono già morti di 1000 decessi, reiteratamente sterminati dal proprio inesplicabile Segreto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Se tra voi ce n'è rimasto ancora qualcuno, s'accomodi immediatamente. &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.davinotti.com/index.php?f=6900"&gt;&lt;strong&gt;Der Todesking&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, è il caso di dirlo, gli piacerà da morire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;                                                            Manolo Magnabosco&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8585965846860880705-54106459279768728?l=corpimobilivitreali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/feeds/54106459279768728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/der-todesking-in-viva-morte-morta-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/54106459279768728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8585965846860880705/posts/default/54106459279768728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corpimobilivitreali.blogspot.com/2009/04/der-todesking-in-viva-morte-morta-vita.html' title='DER TODESKING: IN VIVA MORTE MORTA VITA VIVO'/><author><name>corpi mobili vitreali</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02026699613237477386</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdkvQnm788I/AAAAAAAAAAY/4c-NeCJuJZs/S220/nekrovisore.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bGZKX1rayPk/SdY240IY4mI/AAAAAAAAAAM/29Ah2ptnIM8/s72-c/todesking+mercoled%C3%AC.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
